Dopo 320mila sbarcati la UE dice che Tunisia ed Egitto sono Paesi sicuri
Related Articles
Finalmente la UE dà ragione a Meloni sulla lista dei Paesi sicuri: Egitto, Tunisia, Bangladesh e altri entrano nell’elenco UE con voto schiacciante (408 sì, 184 no, 60 astenuti). Una vittoria che accelera rimpatri, stoppa sospensive infinite e permette hub esterni come in Albania per chi resta in attesa di giudizio definitivo. Susanna Ceccardi esulta: “Finalmente rimpatri rapidi, niente più attese inutili”. Sara Kelany (FdI) rincara: “Le sentenze che liberavano migranti pericolosi dai CPR erano ideologiche, non giuridiche”. Piantedosi parla di “successo del governo italiano”, che ha sempre agito legittimamente.
VERIFICA NOTIZIA
Ma celebrare questo passo è doveroso solo a metà. Perché Giorgia Meloni ha aspettato il via libera di Bruxelles per fare una cosa che doveva imporre da sola, fin dal primo giorno al potere? L’Italia aveva già designato Egitto, Tunisia e Bangladesh come sicuri a livello nazionale da anni – eppure toghe rosse e giudici “buonisti” hanno sistematicamente smontato quei decreti con sospensive, scarcerazioni e cavilli, rimettendo in libertà gente pericolosa. Meloni poteva ignorare l’UE e le sentenze ideologiche, dichiarare unilateralmente procedure accelerate e rimpatri forzati, sfidare la magistratura politicizzata come fece Salvini coi porti chiusi. Invece ha preferito aspettare il “permesso” europeo, quasi a legittimare la sua azione solo quando arriva il bollino di Strasburgo. Risultato? Tre anni e mezzo di sbarchi record (oltre 318.000 dal suo insediamento), centri accoglienza stracolmi (ancora intorno ai 140.000 a fine 2025), miliardi buttati (5,4+ stimati), aggressioni, caos e morti in mare evitabili.
Ora che l’Europa si è allineata alla linea Meloni (grazie anche al lavoro di eurodeputati come Ceccardi), i rimpatri dovrebbero decollare: domande accelerate per chi viene da quei Paesi, hub in Albania per trattenere i respinti in attesa di giudizio definitivo. Ma la domanda resta: perché non l’hai fatto prima, Presidente? Perché hai lasciato che giudici di sinistra dettassero legge sui confini italiani, mentre aspettavi il consenso di un’UE che fino a ieri ci dava lezioni di accoglienza? Questo ritardo ha un nome: debolezza politica, timore di scontro frontale con toghe e ong, preferenza per la diplomazia europea invece della sovranità nazionale.
La sinistra ulula (Ilaria Salis: “Distruggono il diritto d’asilo”; Cecilia Strada: “Asse spostato a destra con conservatori ed estrema destra”), ma il punto è un altro: Meloni ha vinto una battaglia europea, ma ha perso tre anni preziosi sul campo. Ora applichiamola davvero questa lista: rimpatri di massa, niente più sospensive automatiche, chiusura immediata a chi non ha diritto. Altrimenti è solo un’altra vittoria di facciata, mentre i barconi continuano ad arrivare (160 a Lampedusa proprio in questi giorni, tutti dalla Libia) e gli italiani continuano a pagare. Meloni, ora non hai più scuse: agisci, o ammetti che anche tu hai aspettato troppo il permesso di qualcun altro per difendere l’Italia.


Meloni sto paio di palle
Cazzate se sei un leader agisci, non aspetti che da schiavo qual sei. I tuoi padroni della UE ti dicano cosa devi fare
VaffancuBBLo