“Offese razziste”, la pallavolista nera se le era inventate e ha offeso l’Italia
Related Articles
### L’Antirazzismo Militante Inventa Casi Fantasma: Il Flop del “Razzismo” contro Adhu Malual
**Roma, 11 febbraio 2026** – Ennesimo caso di “razzismo inventato” che esplode in faccia alla stampa progressista e all’antirazzismo militante. La vicenda di Adhu Malual, opposto della Monviso Volley e purtroppo della Nazionale italiana, denunciata lo scorso dicembre come vittima di “offese razziste” durante la partita contro Macerata, si è rivelata una bolla di sapone. Nessun insulto razzista, nessuna “macchia sull’Italia”: solo una narrazione gonfiata ad arte per alimentare il vittimismo ideologico e demonizzare un Paese che, a quanto pare, non è razzista come lo dipingono certi attivisti e media dem.
Tutto inizia il 21 dicembre 2025, quando Malual pubblica un post su Instagram denunciando “insulti, fischi costanti, offese personali e sì commenti razzisti” rivolti a lei e alla famiglia durante la gara a Pinerolo. I media mainstream, come La Repubblica, amplificano immediatamente la storia con titoli sensazionalistici: “Adhu Malual, lo sfogo dell’azzurra del volley: ‘Offese razziste contro di me e la mia famiglia’”. L’antirazzismo militante si mobilita, con attivisti come @soumi_ds che tuonano: “Questa non è una macchia su una partita. È una macchia sull’Italia”. Peccato che, dopo l’indagine del Giudice di Lega Serie A, Avv. Enrico Lubrano, emerga la verità: non esiste alcuna “condotta discriminatoria”. Nessuna sanzione alla Società Pallavolo Pinerolo, perché “non esistono presupposti per l’applicazione di alcuna sanzione disciplinare”.
Ennesimo “uovo razzista” esploso in faccia alla stampa dem pic.twitter.com/P19d20RWaF
— Francesca Totolo (@fratotolo2) February 11, 2026
L’antirazzismo militante, sempre pronto a gridare al lupo al lupo, ha trasformato un possibile episodio di contestazione sportiva (magari per una prestazione sottotono) in un “caso nazionale” di razzismo. Ma dove sono le prove? Nessuna registrazione, nessun testimone indipendente: solo la parola della giocatrice, amplificata da una stampa ideologizzata che adora queste “uova razziste” per dipingere l’Italia come un covo di suprematisti. Risultato? La Malual lascia il club a gennaio per il Vakifbank in Turchia, mentre l’indagine sgonfia la bolla: zero discriminazione.
“Questa non è una macchia su una partita. È una macchia sull'Italia”
Aveva scritto @soumi_ds.
Nessuna macchia, nessun insulto razzista contro Adhu Malual.Comunque, visto che schifi l’Italia un giorno sì e l’altro pure, la stessa Italia che ti ha accolto e mantenuto dopo il meticciato pic.twitter.com/SHrcuo0LKv
— Francesca Totolo (@fratotolo2) February 11, 2026
Questo ennesimo flop – ricordate il caso Egonu? – svela il meccanismo perverso dell’antirazzismo militante: inventare casi inesistenti per giustificare la propria esistenza, dividere la società e lucrare su un vittimismo che non esiste. L’Italia non è razzista, ma certi attivisti e media la vorrebbero tale per poterla “combattere”. Basta con queste narrazioni tossiche: il vero razzismo è usare la pelle come arma politica, calunniando un intero Paese per un “sentito dire” smentito dai fatti.
**Fonti**:
– Sentenza Giudice di Lega Serie A su Facebook ChepalleBlog.
– Articolo La Repubblica del 21 dicembre 2025 (immagine allegata).


Basta che qualsiasi baluba sostenga che è stato vittima di insulti razzisti che i nostri eroi della stampa ci si gettano sopra come delle iene, più preoccupante i boccaloni che ci credono. Praticamente i baluba hanno capito come funziona il giochino e se ne approfittano.
Ma che vada affanculo e torni sugli alberi a raccogliere le banane, deve solo ringraziare di essere in Italia.