Ok del Cdm al ddl su blocco navale e rimpatri
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Fino a che non usciamo da organismi sovranazionali voluti dai massoni come CEDU non potremo che partorire mezze misure.
**Migranti, ok del Cdm al ddl. Dal blocco navale ai rimpatri: cosa cambia**
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera, l’**11 febbraio 2026**, al disegno di legge (18 articoli) che attua il **Patto europeo su migrazione e asilo** (approvato dall’Ue nel 2024) e introduce ulteriori misure nazionali. Il testo conferisce al Governo la delega per recepire la direttiva Accoglienza e adeguare l’ordinamento italiano ai regolamenti Ue su qualifiche, procedure di asilo, gestione dei flussi, rimpatri, crisi, Eurodac e accertamenti alle frontiere esterne.
Ecco i principali cambiamenti previsti.
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### Blocco navale (interdizione temporanea delle acque territoriali)
In caso di **minaccia grave** per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale, il Cdm (su proposta del ministro dell’Interno) può interdire temporaneamente l’attraversamento del limite delle acque territoriali.
La misura dura fino a **30 giorni**, prorogabili di altri 30 fino a un massimo di **sei mesi**.
I casi previsti comprendono:
– rischio concreto di terrorismo o infiltrazioni
– pressione migratoria eccezionale che compromette la gestione sicura dei confini
– emergenze sanitarie internazionali
– grandi eventi internazionali che richiedono misure straordinarie di sicurezza.
Le navi interdette possono essere dirottate verso **Paesi terzi** con i quali l’Italia ha accordi o intese per assistenza, accoglienza o trattenimento (con il coinvolgimento di organizzazioni internazionali).
**Sanzioni**: da 10.000 a 50.000 euro per chi viola l’interdizione (responsabilità solidale per armatore, proprietario e utilizzatore della nave). In caso di reiterazione scatta la **confisca** dell’imbarcazione.
### Rimpatri e nuove regole per i Cpr
– Espulsione più ampia con sentenza di condanna per gravi reati (violenza o minaccia a pubblico ufficiale, resistenza, delitti contro l’ordine pubblico, la famiglia, la persona, il patrimonio).
– Espulsione anche per chi partecipa a rivolte o atti di violenza collettiva (tre o più persone) nei Cpr o nei punti di crisi.
– Nei centri di permanenza per i rimpatri (Cpr): divieto di detenere liberamente cellulari fuori dagli orari autorizzati (i telefoni vengono custoditi); divieto di riprese audio/video senza autorizzazione della Prefettura.
– Linee guida nazionali per rendere omogenee le caratteristiche tecniche dei Cpr.
### Protezione complementare: paletti molto più stringenti
Viene introdotto un nuovo Capo IV-bis nel d.lgs. 251/2007 dedicato alla “protezione complementare” (art. 8 Cedu – diritto alla vita privata e familiare).
Per ottenerla (e quindi il permesso di soggiorno) si valutano cumulativamente:
– natura ed effettività dei vincoli familiari
– relazioni sociali e culturali in Italia
– rispetto delle regole fondamentali dello Stato
– **durata del soggiorno regolare di almeno 5 anni**
– **conoscenza certificata della lingua italiana (livello B1)**
– **disponibilità di un alloggio idoneo**
– legami con il Paese di origine.
Il contributo per misure di integrazione obbligatorie potrà essere richiesto a chi ha mezzi sufficienti.
### Altre novità rilevanti
– Ricorso contro il diniego di asilo solo per motivi di legittimità.
– Possibilità di assegnare il richiedente asilo a una specifica zona geografica.
– Obbligo di residenza o di presentazione periodica alle autorità in certi casi.
– Contributo economico per alcune misure di integrazione se il beneficiario ha mezzi sufficienti.
Il ddl ora passa alle Camere. Si tratta di un provvedimento complesso che recepisce obblighi europei ma introduce anche misure nazionali più restrittive, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare i rimpatri, contenere gli arrivi irregolari e rendere più selettiva l’accoglienza. Le opposizioni hanno già annunciato battaglia in Parlamento.


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