Maranza picchiano anche il Gabibbo: prima volta in 36 anni

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By V febbraio 12, 2026 19:08

Maranza picchiano anche il Gabibbo: prima volta in 36 anni

**Milano sotto assedio: anche il Gabibbo, simbolo di civiltà, finisce a terra per mano di un bullo che salta i tornelli**

Milano, 12 febbraio 2026 – È successo l’impensabile. Per la prima volta in 36 anni di onorata carriera, il Gabibbo – il pupazzo rosso più amato d’Italia, innocuo messaggero di battaglie civili – è stato aggredito, spintonato e buttato a terra come un sacco di patate. L’episodio, andato in onda stasera su Canale 5 a *Striscia la notizia*, è l’ennesima, vergognosa cartolina di una città che sta perdendo ogni residuo di decenza e sicurezza.

Il celebre pupazzone, in questa occasione doppiato nientemeno che da Al Bano Carrisi (con panama e sciarpa d’ordinanza per rendere la scena ancora più surreale), era stato inviato proprio nella metropolitana milanese per denunciare due piaghe ormai endemiche: chi occupa indebitamente i posti riservati ai disabili e, soprattutto, gli immigrati che saltano i tornelli senza pagare il biglietto. Due fenomeni che costano milioni agli italiani onesti ogni anno, alimentano il senso di impunità e rendono la vita quotidiana un calvario per chi rispetta le regole.

E proprio mentre il Gabibbo, con la sua proverbiale gentilezza, cercava di chiedere conto a un maranza che aveva evitato il tornello, è scattato l’inferno. Il maranza – infastidito dalla semplice richiesta di spiegazioni – non ha esitato: spintoni violenti, il pupazzo scaraventato a terra più volte, persino il microfono strappato via. Una scena di pura prepotenza, ripresa dalle telecamere, che lascia sgomenti. Il simbolo della satira bonaria e della denuncia civile è stato umiliato in mezzo alla strada, in una Milano che ormai tollera sempre meno chi osa disturbare i “furbetti”.

Non è un caso isolato. È il sintomo di un degrado che avanza inarrestabile nelle grandi città italiane, dove l’illegalità quotidiana – dai biglietti evasi ai posti disabili occupati, fino alle aggressioni gratuite – è diventata quasi la norma. E chi paga il prezzo? Sempre gli stessi: i cittadini che pagano le tasse, che rispettano le code, che cercano di mantenere un minimo di convivenza civile. Mentre chi approfitta del sistema, chi vive di espedienti e prepotenza, si sente sempre più intoccabile.

Il Gabibbo, in 36 anni, ha rappresentato la voce di chi non ha voce: bambini, disabili, pendolari onesti. Oggi è stato messo a tacere a suon di spintoni. Un messaggio chiaro e inquietante: in certe zone di Milano non si può più denunciare nulla, nemmeno con garbo e con un pupazzo rosso. L’impunità dilaga, la violenza diventa la risposta immediata a chi osa far notare un comportamento scorretto.

Stasera, guardando le immagini su *Striscia*, gli italiani dovranno chiedersi: fino a quando tollereremo che la nostra quotidianità venga calpestata da chi non rispetta le regole più elementari? Il Gabibbo è solo l’ultimo simbolo caduto. Ma dietro quel pupazzo c’è l’orgoglio ferito di un intero Paese che non vuole arrendersi al caos. Serve fermezza, controlli veri, sanzioni esemplari. Altrimenti, non sarà più solo il Gabibbo a finire a terra: sarà la dignità di tutti noi.

Maranza picchiano anche il Gabibbo: prima volta in 36 anni ultima modifica: 2026-02-12T19:08:55+00:00 da V
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By V febbraio 12, 2026 19:08
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