Poliziotto picchiato, giudice libera il teppista rosso: ‘venga quando vuole’

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By V febbraio 12, 2026 11:45

Poliziotto picchiato, giudice libera il teppista rosso: ‘venga quando vuole’

**Camparer Matteo, aggressore degli agenti: il Gip gli concede l’obbligo di firma “compatibilmente con le esigenze personali” – le toghe rosse colpiscono ancora, i poliziotti umiliati**

È l’ennesima vergogna che fa ribollire il sangue: Camparer Matteo, uno degli arrestati dopo l’aggressione brutale agli agenti di polizia durante gli scontri di piazza a Torino, ottiene dall’autorità giudiziaria una misura cautelare ridicola. Il Gip applica l’**obbligo di firma**, ma con una postilla scandalosa: «compatibilmente con le esigenze personali». Traduzione pratica: l’indagato può firmare quando vuole, quando gli fa comodo, in base alle sue necessità personali. In pratica, un lasciapassare mascherato da controllo, mentre i poliziotti aggrediti – presi a calci, pugni, bottiglie e insulti – devono tornare al lavoro con la paura costante di essere lapidati.

Come denuncia Francesca Totolo su X (post del 12 febbraio 2026), il Gip ha scelto la via più morbida possibile per un soggetto accusato di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento. Il ragazzo era tra quelli che hanno lanciato circa 30 oggetti (pietre, bottiglie, fumogeni, artifizi pirotecnici e un cassonetto) contro le forze dell’ordine il 3 ottobre 2025 davanti all’azienda Leonardo. Ha anche danneggiato un’auto della polizia con calci e pugni. Eppure, invece di carcere o arresti domiciliari veri, gli viene concesso un obbligo di firma “flessibile”, che di fatto lo lascia libero di muoversi quasi senza vincoli.

Ecco il tweet di Francesca Totolo che ha fatto esplodere la polemica:

E questa è la prima pagina de *La Voce della Giustizia* (o titolo equivalente) che ha titolato senza mezzi termini: **“VENGA QUANDO VUOLE”** – con l’ordinanza choc per Camparer Matteo che permette l’obbligo di firma «compatibilmente con le esigenze personali». Il pm Rinaudo commenta: «Così è impossibile controllarlo». È la prova provata: le toghe rosse continuano a coccolare i violenti mentre umiliano chi difende l’ordine pubblico.

Questo caso si aggiunge al mosaico di follia quotidiana:
– Poliziotto indagato a tempo di record per aver sparato a un marocchino armato (a salve) che puntava la pistola contro di lui (Rogoredo).
– Giudice campano che chiama il referendum “Topo Gigio” e insulta Donzelli.
– Alfredo Guardiano che modifica il quesito referendario e modera convegni No.
– Cassazione che salva stupratori di minori per “coesione familiare”.
– 1.811 clandestini rilasciati nel 2024, 40 criminali rimandati dall’Albania.

Il messaggio è sempre lo stesso: chi aggredisce la polizia ottiene misure blande e “flessibili”, chi la difende finisce sotto inchiesta immediata. Camparer Matteo può firmare “quando vuole”, mentre i poliziotti aggrediti devono lavorare con la paura costante di essere lapidati o processati.

Il referendum del 22-23 marzo è l’unica via per spezzare questa catena: Sì per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici), sorteggiare il CSM (basta correnti rosse), istituire l’Alta Corte disciplinare (punizioni per chi insulta e coccola violenti). Votare Sì significa dire basta a un sistema che trasforma aggressori in vittime e tutori dell’ordine in imputati.

Italiani, andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate tutti: familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo non è disposto a subire più. Votare Sì è dire basta alle “carezze togatte” ai violenti e basta alle indagini lampo sui poliziotti che fanno il proprio dovere. La pacchia è finita – per chi aggredisce le forze dell’ordine e per le toghe rosse che li proteggono! Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia sicura e giusta. Andate a votare. Tutti. Ora!

Poliziotto picchiato, giudice libera il teppista rosso: ‘venga quando vuole’ ultima modifica: 2026-02-12T11:45:54+00:00 da V
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