Magistrati liberano 30mila stranieri condannati
Related Articles
### Allarme Sicurezza: Oltre 30mila Stranieri Condannati Libero di Delinquere nelle Nostre Città – Il Fallimento di un Sistema che Protegge i Criminali e Abbandona gli Italiani
Roma, 13 febbraio 2026 – Immaginate di camminare per le strade delle vostre città, ignari che un vero e proprio esercito invisibile di criminali stranieri vi circonda, pronti a colpire di nuovo. Non è un incubo distopico, ma la cruda realtà che l’Italia sta vivendo: oltre 30mila stranieri condannati non sono dietro le sbarre, ma scontano pene alternative, liberi di girare tra noi. Chi li controlla? Nessuno, o quasi. E quando tornano a delinquere – come accade fin troppo spesso – chi paga il prezzo sono le famiglie italiane, le donne sole, i cittadini onesti che vedono le loro vite devastate da una criminalità importata e mai fermata. Questa è l’inchiesta shock pubblicata oggi su *Il Primato Nazionale*, che squarcia il velo su un sistema giudiziario debole, permeabile e complice di un’immigrazione incontrollata che sta trasformando il nostro Paese in un paradiso per delinquenti stranieri.
VERIFICA NOTIZIA
I numeri sono agghiaccianti e non lasciano spazio a interpretazioni buoniste: secondo i dati più recenti del Ministero della Giustizia, aggiornati al 31 gennaio 2026, ben 30.279 immigrati criminali stanno scontando misure alternative al carcere, permettendo loro di rimanere a piede libero e, in molti casi, di reiterare i reati. Si tratta di un esercito di potenziali recidivi, spesso provenienti da contesti di irregolarità e marginalità, che il nostro sistema non è in grado di gestire. La giustizia italiana, oberata e indulgente, preferisce pene “morbide” che non fermano la minaccia, lasciando che questi soggetti tornino a insanguinare le nostre strade. Quante volte abbiamo letto di “già noto alle forze dell’ordine”, “già condannato per reati specifici” o “pregiudicato”? Troppo spesso, e sempre con vittime italiane.
Pensate al caso del picchiatore seriale tunisino di donne e ragazzine nel quartiere San Lorenzo di Roma: già condannato, ma libero di aggredire grazie a una pena alternativa. O all’assassino peruviano di Aurora Livoli, un mostro che ha potuto colpire di nuovo perché il sistema non l’ha incarcerato o rimpatriato tempestivamente. Questi non sono episodi isolati, ma il sintomo di un’emergenza nazionale. La giustizia italiana non ha gli anticorpi per fermare questa criminalità d’importazione: una delinquenza diversa da quella italiana, più violenta, più organizzata, spesso legata a bande etniche che sfruttano le nostre debolezze.
E non è finita qui. Ricordiamo i dati che abbiamo già denunciato in articoli precedenti: i minori stranieri rappresentano solo il 10% della popolazione under 18 in Italia, eppure commettono la metà dei reati totali in quella fascia d’età. Un dato sconvolgente che proietta un futuro nero per le nostre città, dove baby-gang di immigrati di seconda generazione terrorizzano quartieri interi. A Bolzano, ad esempio, il 54,7% dei reati è commesso dal solo 10,7% della popolazione straniera residente: un bolzanino su due si sente a rischio, e il 13% delle donne evita di uscire la sera per paura. E che dire dei due tunisini richiedenti asilo, di 22 e 18 anni, arrestati per violenze gravi? Persone che dovrebbero essere protette dal nostro Stato, ma che invece lo sfruttano per delinquere.
Le statistiche nazionali confermano questo orrore: nel 2024-2025, oltre un terzo (34,7%) delle persone denunciate o arrestate in Italia è straniero, con picchi del 60% per reati predatori come furti, scippi e rapine. Gli irregolari, che rappresentano appena il 5,6% degli stranieri, sono responsabili del 70% dei reati commessi da immigrati, pari al 24% dei crimini totali nel Paese. Nelle aggressioni con armi da taglio, il tasso di coinvolgimento degli stranieri è del 550% superiore a quello degli italiani. E nelle carceri? Il 31,6% dei detenuti è straniero, con un’incidenza sproporzionata rispetto alla loro presenza sul territorio (9%). Città come Prato, Milano e Firenze sono epicentri di questa invasione criminale, dove bande nordafricane e dell’Est Europa dominano i reati contro il patrimonio e la persona.
Questo è il conto salato di anni di politiche lassiste, di porte spalancate a chiunque senza controlli, di una sinistra che ha candidato persino condannati per mafia e corruzione, e che ha aperto le frontiere a migliaia di assassini e stupratori stranieri. Gli antifascisti e i buonisti hanno un “salvacondotto” speciale per questi delinquenti, come dimostrato dai cortei violenti di Askatasuna a Torino, dove centinaia di aggressori sono stati rilasciati a piede libero. Ma noi non ci stiamo: la remigrazione è l’unica soluzione. Basta criminali stranieri liberi nelle nostre strade! Continuate a firmare per il referendum sulla remigrazione, come abbiamo già esortato in passato: è ora di riconquistare l’Italia per gli italiani.
L’Italia non può più permettersi questo suicidio collettivo. È tempo di agire con fermezza, prima che sia troppo tardi. Le nostre città non devono diventare campi di battaglia per criminali importati: rimpatri immediati, pene severe e confini blindati. Altrimenti, il prossimo titolo sarà su un’altra vittima innocente, e il sangue sarà sulle mani di chi ha permesso tutto questo.


Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.
Write a comment