“Non parlo italiano”, donna cerca di rapire bambina in asilo romano
Related Articles
Terrore nelle scuole di Roma: un’altra straniera tenta di rapire una bimba di soli 3 anni, l’immigrazione incontrollata mette a rischio i nostri figli!
È un incubo che si ripete, un allarme che squarcia il velo di indifferenza sulle nostre città invase da un’immigrazione selvaggia e senza regole. A Roma, nel cuore del quartiere Monteverde, una donna presumibilmente straniera ha tentato di rapire una bambina di appena tre anni dall’asilo nido comunale Guglielmo Oberdan, in largo Ravizza. L’episodio, avvenuto l’11 febbraio, non è un caso isolato: è il secondo in pochi giorni nella stessa zona, un segnale inequivocabile che l’ondata migratoria sta portando criminalità e pericoli direttamente alle porte delle nostre scuole, dove i nostri bambini dovrebbero essere al sicuro.
VERIFICA NOTIZIA
Immaginate la scena: la finta babysitter si presenta poco prima dell’orario di uscita, fingendo di essere stata mandata per prelevare la piccola in anticipo. Mostra persino una foto della bimba sul suo smartphone, un dettaglio che denuncia una premeditazione agghiacciante. Ma il suo atteggiamento esitante e la pretesa di non capire bene l’italiano – tipico escamotage di chi arriva da chissà quali confini porosi – insospettiscono le maestre. Quando le chiedono un documento per verificare se è autorizzata, la donna scappa, lasciando dietro di sé solo paura e interrogativi. Grazie alla prontezza del personale scolastico, il peggio è stato evitato, ma per quanto ancora dovremo affidarci al caso per proteggere i nostri innocenti?
Questa non è solo cronaca nera: è il frutto amaro di politiche immigratorie lassiste che hanno trasformato l’Italia in un porto franco per delinquenti di ogni risma. La donna, descritta come presumibilmente straniera, incarna il pericolo che si annida tra noi, favorito da confini colabrodo e da un sistema che premia l’illegalità anziché la sicurezza dei cittadini. Non sappiamo ancora la sua nazionalità esatta – le indagini sono in corso – ma il suo comportamento, il fingere di non comprendere la lingua, punta dritto a quell’esercito di irregolari che infestano le nostre strade, pronti a colpire i più deboli. E non è un caso: solo pochi giorni prima, un tentativo simile è avvenuto all’asilo Lola Di Stefano, sempre a Monteverde. Due episodi in sequenza, entrambi sventati per miracolo. Quanti altri ce ne vorranno prima che il governo apra gli occhi?
Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, non usa mezzi termini: “Quanto accaduto è gravissimo. Due tentativi di rapimento sventati grazie alla prontezza delle insegnanti. Questi fatti destano forte preoccupazione. L’efficienza delle forze dell’ordine e la professionalità del personale scolastico hanno evitato il peggio”. Santori invoca misure immediate: rilascio delle immagini delle telecamere, rafforzamento della sorveglianza negli orari critici e notizie tempestive alle famiglie. “Aumentare i livelli di sicurezza negli istituti scolastici è una priorità assoluta”, tuona, e ha ragione da vendere. Ma andiamo oltre: è ora di collegare i puntini. Questi incidenti non sono frutto del destino, ma di un’immigrazione di massa che importa instabilità e crimine. I genitori del quartiere sono in allerta, collaborano per identificare la responsabile, ma vivono nel terrore. I nostri asili, un tempo oasi di serenità, ora sembrano campi minati.
Basta con il buonismo ipocrita che ci ha portati a questo! È tempo di chiudere i rubinetti dell’immigrazione irregolare, espellere chi non ha titolo per stare qui e ripristinare l’ordine nelle nostre città. I nostri bambini meritano di crescere protetti, non esposti ai rischi di un multiculturalismo fallimentare che privilegia lo straniero sul cittadino. Roma grida aiuto: ignorarla significa tradire il futuro dell’Italia. Svegliamoci, prima che sia troppo tardi!


Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.
Write a comment