Medici indagati, certificato falso anche per impedire rimpatrio stupratore
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**Medici complici dell’invasione: certificati falsi per salvare molestatori e assassini clandestini – Anche l’omicida peruviano della 19enne “graziato” dai camici bianchi**
Ravenna, 14 febbraio 2026 – È un colpo al cuore della sovranità italiana: sei sanitari dell’ospedale di Ravenna indagati per aver attestato, senza le condizioni previste, l’inidoneità al trasferimento nei centri di permanenza per i rimpatri (CPR) di diversi clandestini. Tra loro, un senegalese che ha molestato sette donne in un solo giorno e persino l’omicida peruviano di una 19enne innocente. Un sistema ideologico che permette a criminali stranieri di restare liberi sul nostro suolo, a delinquere indisturbati, mentre gli italiani vivono nel terrore. Come si può tollerare che medici pagati con le nostre tasse tradiscano lo Stato per favorire l’invasione?
L’inchiesta, come riportato da La Verità, rivela un meccanismo perverso: questi camici bianchi avrebbero compilato moduli in modo incompleto o arbitrario, attribuendo patologie incompatibili con la vita nei CPR o con i voli di rimpatrio. Risultato? Clandestini pericolosi rimessi in circolazione, pronti a colpire ancora. Il caso del senegalese 25enne è emblematico: arrestato il 21 gennaio per aver molestato sette donne, è stato dichiarato “inidoneo” al CPR dopo una visita complice. Libero, grazie a un certificato farlocco. E non è l’unico: l’omicida peruviano della 19enne Aurora, uccisa in modo brutale, è stato “salvato” dallo stesso sistema. Invece di essere espulso, è rimasto qui, protetto da attestazioni mediche dubbie che lo hanno tenuto lontano dai centri di rimpatrio.
Ecco il post di Francesca Totolo che denuncia questa vergogna:
Inchiesta su 6 sanitari dell'ospedale di Ravenna che avrebbero attestato l'inidoneità, senza le condizioni previste, al trasferimento nei centri di permanenza per i rimpatri di diversi clandestini, tra cui un senegalese che molestò 7 donne.
Pure l'omicida peruviano della 19enne… pic.twitter.com/8eoJPkxqJI
— Francesca Totolo (@fratotolo2) February 14, 2026
La Verità, con il suo titolo allarmato “Medici indagati per certificati anti-espulsioni”, squarcia il velo su questa rete di complicità. L’articolo descrive come i medici abbiano “avrebbero attestato l’inidoneità, senza le condizioni previste, al trasferimento nei CPR di diversi clandestini, tra cui un senegalese che molestò sette donne”. E aggiunge il dettaglio choc sul peruviano omicida di Aurora fu “salvato” dal camici bianchi. È un pattern che si ripete: ideologia sopra la legge, diritti dei clandestini sopra la sicurezza degli italiani.
Quanti altri casi come questi? Quanti molestatori, assassini, spacciatori stanno girando liberi grazie a questi “medici rossi” che usano il camice per fare politica? L’inchiesta deve andare a fondo: radiazione immediata, licenziamenti, processi penali. Non possiamo più permettere che l’Italia diventi un rifugio per criminali stranieri, protetti da un sistema che li “grazi” invece di espellerli. Basta con questa farsa umanitaria: confini blindati, rimpatri forzati, e punizioni esemplari per i traditori interni. Altrimenti, il prossimo omicidio, la prossima molestia, sarà sulla coscienza di chi ha scelto di difendere i clandestini invece del popolo italiano.


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