Venticinquenne ucciso da immigrato con tre colpi di pistola nel Pisano

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By V febbraio 14, 2026 23:01

Venticinquenne ucciso da immigrato con tre colpi di pistola nel Pisano

### Omicidio nel Pisano: un ventenne nato in Italia da genitori albanesi uccide a sangue freddo per una lite banale

**Pisa, 15 febbraio 2026** – La provincia toscana è teatro di un altro delitto che lascia sgomenti: un giovane di 25 anni è stato giustiziato con tre colpi di pistola al collo mentre si trovava in auto con amici. L’esecutore? Un ventenne **nato a Pontedera da genitori albanesi, residente a Santa Maria a Monte**, cresciuto interamente nel nostro Paese, formato nelle nostre scuole, immerso nella nostra società. Eppure ha scelto di risolvere una discussione con la pistola, trasformando una serata qualunque in un’esecuzione premeditata.

La dinamica ricostruita dagli inquirenti è di una freddezza disarmante. Una lite, probabilmente per motivi futili, scoppiata in un locale della zona. Il 25enne sale su una Fiat Doblò insieme a un amico italiano e a un altro familiare per rientrare verso Montecalvoli. Lungo la strada vengono raggiunti da un Range Rover Evoque grigio. Il ventenne al volante affianca il veicolo, estrae l’arma e spara tre volte. Colpi precisi, letali. La vittima muore sul colpo. Inutile l’intervento dei soccorsi, arrivati in pochi minuti.

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Subito dopo il delitto, il killer fugge sull’A1 insieme a padre, madre e sorella. Viene bloccato solo grazie alle telecamere di sorveglianza e all’intervento della Polizia Stradale nel tratto aretino. L’arma usata per l’omicidio viene ritrovata **nell’abitazione familiare** a Santa Maria a Monte. Il giovane ha già precedenti per reati contro la persona e spaccio di droga: un percorso criminale iniziato precocemente, nonostante tutte le opportunità offerte dall’Italia.

Questo ennesimo episodio **demolisce l’illusione che la nascita sul suolo italiano garantisca automaticamente integrazione e rispetto delle regole**. Un ragazzo che ha vissuto tutta la vita qui, che ha beneficiato del nostro sistema scolastico e sanitario, che parla la nostra lingua fin da bambino, decide comunque di portare una pistola, di usarla per una sciocchezza e di coinvolgere l’intera famiglia nella fuga. Non è il gesto di un immigrato recente, spaesato o privo di risorse. È la scelta deliberata di chi ha avuto ogni possibilità e l’ha respinta, preferendo la legge della violenza.

È la prova evidente che certi schemi culturali e comportamentali **si trasmettono anche alle generazioni nate qui**, radicandosi in modo più profondo di quanto le autorità vogliano riconoscere. La Toscana, come il resto d’Italia, continua a pagare un conto salatissimo in termini di sicurezza per politiche migratorie che ignorano gli effetti a lungo termine sull’ordine pubblico e sulla coesione sociale.

Mentre la Procura di Pisa scava nei possibili retroscena – rapporti, interessi, regolamenti di conti –, una domanda resta inevasa: quante altre vittime dovranno cadere prima che si ammetta che l’integrazione non è un processo automatico e che certi fenomeni criminali portano una firma etnico-culturale che un semplice certificato di nascita non cancella?

La cittadinanza non trasforma magicamente chi la riceve in cittadino responsabile. I fatti, sempre più numerosi e sempre più gravi, lo dimostrano con una chiarezza che nessuna narrazione ufficiale può più oscurare.

Venticinquenne ucciso da immigrato con tre colpi di pistola nel Pisano ultima modifica: 2026-02-14T23:01:25+00:00 da V
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