A Roma gli imam sposano le bambine e nessuno li ferma
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### Roma, l’Islamizzazione Impunita: L’Imam che Approva Matrimoni con Bambine di 12 Anni Ancora Libero – Moschee Continuano a Celebrare Nozze Sharia
Roma, febbraio 2026 – È passato più di una settimana dalla pubblicazione dell’inchiesta choc che ha documentato come a Roma, in alcune moschee, si continuino a celebrare o a benedire matrimoni tra uomini adulti e bambine di appena 12 anni. L’imam intervistato non ha avuto remore: ha ammesso che “secondo la sharia è possibile” e che “se la famiglia è d’accordo, si può fare”. Parole gravissime, che configurano apologia di reato (matrimonio minorile, costrizione, sfruttamento sessuale di minore) e che in qualsiasi Paese serio porterebbero a immediata espulsione per pericolo per l’ordine pubblico e per i minori.
E invece? **Silenzio tombale**. L’imam in questione non è stato né identificato pubblicamente né espulso, le moschee coinvolte continuano a operare indisturbate, nessun blitz della Digos, nessun provvedimento del Viminale, nessuna conferenza stampa del Prefetto o del Questore. Roma Capitale, il Ministero dell’Interno, il PD al governo del Municipio V: tutti zitti. Come se non fosse successo nulla.
Questo non è un caso isolato, è la regola. Le moschee abusive o semi-regolari sparse nella Capitale (Centocelle, Torpignattara, Torre Maura, Garbatella…) fungono da centri di potere parallelo dove si applica la sharia in versione soft: matrimoni religiosi con minorenni (non riconosciuti civilmente ma perfettamente validi nella comunità), poligamia tollerata, imposizione del velo, controllo patriarcale sulle donne e sulle ragazze. I “matrimoni” avvengono spesso in forma religiosa, poi si regolarizzano con documenti falsi o ricongiungimenti familiari, oppure le bambine vengono semplicemente tenute segregate e usate come mogli di fatto.
Il dato più agghiacciante? Molte di queste unioni riguardano ragazze nate in Italia o arrivate da pochissimo, quindi soggette alla legge italiana che fissa a 18 anni (o 16 con autorizzazione) l’età minima per sposarsi. Eppure l’imam continua a predicare che “12 anni è già adulta secondo il Corano”. E nessuno interviene.
Il PD, che governa gran parte dei municipi romani, è complice per omissione: da anni tollera o favorisce l’apertura di questi centri in cambio di voti di comunità. Ricordiamo Sani Bhuiyan, consigliere PD bengalese a Monfalcone, che chiedeva spazi pubblici per il Ramadan; o le amministrazioni capitoline che chiudono un occhio sulle irregolarità edilizie pur di non inimicarsi la lobby islamica. Forza Italia e FdI spesso balbettano, la Lega (con Cisint in testa) è l’unica che denuncia, ma da sola non basta.
Basta ipocrisia.
Queste moschee non sono luoghi di culto: sono avamposti di un sistema parallelo che considera le nostre leggi carta straccia e le nostre bambine merce. L’imam che giustifica nozze con 12enni deve essere **espulso immediatamente** per apologia di reato e pericolo per la sicurezza. Le moschee che celebrano o tollerano queste pratiche vanno chiuse e i responsabili denunciati per favoreggiamento di matrimonio minorile e violenza privata.
L’Italia non può più permettersi questa deriva.
**Azzeriamo l’immigrazione regolare dai paesi islamici**: stop a ricongiungimenti familiari che importano spose bambine, stop a visti per imam “culturali”, stop a flussi da nazioni dove la sharia è legge.
Espelliamo chi predica odio e violenza contro le nostre leggi.
Proteggiamo le nostre figlie.
Altrimenti, tra qualche anno non leggeremo più di “moschee che sposano bambine”: le vedremo sposate anche nei tribunali italiani, perché avremo perso la sovranità culturale del nostro Paese.
Prima le italiane. Sempre.
Sveglia, Roma – o diventerà presto una nuova Bruxelles islamizzata.


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