Allarme nazionale: predatori puntano i nostri bambini
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Allarme nazionale: predatori stranieri puntano i nostri bambini, da Bergamo a Roma – serve il blocco totale dei flussi extraeuropei, regolari e irregolari!
L’Italia non è più un Paese sicuro per i suoi figli. L’ennesima conferma arriva da Bergamo, dove un romeno di 37 anni, senza fissa dimora e irregolare sul territorio, ha tentato di strappare una bambina di 18 mesi dalle braccia dei genitori davanti a un supermercato Esselunga. Nella colluttazione le ha fratturato il femore: un gesto di violenza cieca che ha mandato la piccola in ospedale e ha lasciato i genitori in uno stato di shock permanente. Solo la pronta reazione della famiglia e del personale ha evitato il peggio. L’uomo è stato fermato dalla Polizia, ma quanti altri come lui girano liberi per le nostre città?
Non si tratta di un episodio isolato, ma di una sequenza inquietante che attraversa l’Italia da nord a sud. La giornalista Francesca Totolo ha riassunto con precisione la gravità della situazione in un post che sta diventando virale:
A Bergamo, un romeno senza fissa dimora ha cercato di rapire una bimba di 18 mesi, rompendole il femore.
Non è un fatto isolato
👉 A Padova, il 20 novembre scorso, un 22enne tunisino ha cercato di rapire una neonata, dopo aver sferrato un pugno al padre.
👉 Un mese prima,… pic.twitter.com/8Cu7ydd4Rx
— Francesca Totolo (@fratotolo2) https://twitter.com/fratotolo2/status/2023076733398737306
Il elenco continua: Padova (tunisino 22enne), Bologna (minorenne gambiano), Roma Termini (straniera che aggredisce una nonna per un bambino di 10 anni), Milano (srilankese e nordafricana naturalizzata). In tutti i casi il copione è lo stesso: individui provenienti da Paesi extraeuropei, spesso irregolari o in condizioni di forte marginalità, che prendono di mira i bambini italiani nei luoghi più quotidiani – supermercati, stazioni, parchi, scuole.
Questa non è fatalità, è la diretta conseguenza di decenni di politiche migratorie lassiste che hanno permesso l’ingresso massiccio di persone provenienti da contesti culturali e sociali lontanissimi dai nostri, senza alcuna selezione reale. Non basta più limitarsi a contrastare gli sbarchi irregolari: serve un blocco netto anche dei flussi regolari dai Paesi extraeuropei, almeno finché non saremo in grado di garantire controlli effettivi su integrazione, precedenti penali e compatibilità con i nostri valori. Continuare ad accogliere centinaia di migliaia di persone ogni anno da aree ad alto rischio criminale significa esporre deliberatamente i nostri figli a pericoli evitabili.
Le immagini diffuse dalla Polizia di Bergamo mostrano la brutalità dell’aggressione. I genitori italiani non possono più vivere con la costante paura che un estraneo possa strappare loro il figlio in un supermercato o in un parco. Eppure, mentre le famiglie soffrono, troppi media e politici continuano a minimizzare la nazionalità dei responsabili per non “stigmatizzare”.
È ora di dire basta. Blocco totale dei flussi migratori dai Paesi extraeuropei – regolari e irregolari –, espulsioni immediate per ogni reato, sorveglianza rafforzata nei luoghi frequentati da famiglie e bambini. Solo così potremo restituire alle nuove generazioni italiane il diritto fondamentale di crescere in un Paese sicuro. Altrimenti, il prossimo titolo non parlerà di “tentato” rapimento, ma di una tragedia che potevamo e dovevamo prevenire.


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