L’immigrato risarcito dai giudici ha 23 condanne e due espulsioni
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**Aggiornamento choc sul risarcimento al clandestino: Redouane Laaleg, l’algerino che dovrà incassare 700 euro dal Viminale, ha 23 condanne e due espulsioni per pericolosità sociale – le toghe rosse premiano ancora i violenti, gli italiani pagano il conto**
È uno schifo che supera ogni limite di tolleranza e buon senso: Redouane Laaleg, il 56enne algerino irregolare sul territorio nazionale che il Tribunale di Roma ha condannato lo Stato italiano a risarcire con **700 euro** per il “trauma” subito durante il trattenimento e il trasferimento nel CPR di Gjader in Albania, è un soggetto con un passato criminale spaventoso. Come denuncia Francesca Totolo su X (post del 15 febbraio 2026), Laaleg vanta **23 condanne penali** tra il 1999 e il 2023 e **due provvedimenti di espulsione** emessi dai prefetti di Cuneo e Alessandria proprio per pericolosità sociale. Tra i reati: lesioni personali aggravate (ha pestato a sangue una donna con calci e pugni alla testa), furti, spaccio, resistenza a pubblico ufficiale, reati contro il patrimonio e la pubblica amministrazione, commessi prevalentemente in Liguria e Piemonte. Ha usato **13 alias** per eludere i controlli, è stato detenuto almeno 11 volte in vari penitenziari italiani e ha sempre rifiutato la protezione internazionale.
La sentenza del Tribunale di Roma (10 febbraio 2026) riconosce il danno morale per il trattenimento “illegittimo” e il trasferimento in Albania (eseguito il 10 aprile 2025 con fascette ai polsi, che il legale ha definito “modalità degradanti”). Il Viminale paga 700 euro. Ma nessuno parla del danno subito dalle vittime italiane di questo stesso uomo: donne picchiate, cittadini aggrediti, famiglie terrorizzate da un irregolare pluripregiudicato con 23 condanne e due espulsioni per pericolosità sociale.
Questa è la follia del sistema attuale:
– Un irregolare con un passato criminale spaventoso viene trattenuto e trasferito in Albania per sicurezza nazionale.
– Le toghe rosse intervengono, bloccano il trasferimento, dichiarano il trattenimento illegittimo.
– Lo Stato italiano viene condannato a risarcire il delinquente per il “trauma” subito.
– Le vittime italiane? Zero risarcimenti, zero tutele, solo il conto da pagare – in tasse e in sicurezza.
È la stessa logica che ha portato Silvia Albano a bloccare i trattenimenti in Albania nel 2024, che ha visto la Cassazione salvare stupratori di minori per “coesione familiare”, che ha indagato poliziotti in tempo di record (Rogoredo) mentre i violenti restano liberi con obbligo di firma “compatibilmente con le esigenze personali”.
Questa sentenza non è giustizia: è un insulto. Lo Stato paga chi lo aggredisce, mentre gli italiani subiscono. È la vittoria giudiziaria delle toghe rosse, che hanno sempre considerato l’Albania un “mostro” da abbattere: prima bloccano i trasferimenti, poi fanno condannare lo Stato a pagare chi è stato trasferito.
Il referendum del 22-23 marzo è l’unica via per spezzare questa catena: Sì per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici), sorteggiare il CSM (basta correnti rosse che nominano i loro), istituire l’Alta Corte disciplinare (punizioni reali per chi sabota espulsioni e risarcisce delinquenti).
Gli ultimi sondaggi (fino all’11 febbraio) danno il Sì tra il 58% e il 63% tra i votanti probabili, affluenza stimata 54-57%. Il Sì è avanti, ma serve una vittoria schiacciante per far capire che gli italiani non accettano più questo scempio.
Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo non è disposto a pagare risarcimenti a chi lo aggredisce. Votare Sì è dire basta a chi insulta (“Topo Gigio”), accusa di malafede, libera stupratori e clandestini pericolosi, e condanna l’Italia a risarcire i delinquenti.
Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge i suoi cittadini, non chi li devasta. La pacchia è finita – per le toghe rosse e per chi le usa come arma contro la sicurezza nazionale! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!


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