Migranti in rivolta incendiano centro rimpatri sobillati dalla sinistra

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By V febbraio 15, 2026 22:38

Migranti in rivolta incendiano centro rimpatri sobillati dalla sinistra

### Ennesima esplosione di violenza al CPR di Macomer: clandestini appiccano incendio e scatenano il caos, mentre i soliti agitatori gridano al “martirio”

L’Italia continua a pagare un prezzo altissimo per l’invasione migratoria incontrollata. L’ultimo episodio, avvenuto proprio in questi giorni nel Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Macomer, in Sardegna, è l’ennesima conferma di una realtà che i buonisti preferiscono ignorare: gruppi di immigrati irregolari, trattenuti in attesa di rimpatrio perché non hanno alcun diritto di rimanere sul nostro territorio, non esitano a ricorrere alla violenza più estrema per sabotare le strutture che dovrebbero garantire l’ordine e la legalità.

Secondo quanto emerso, un incendio doloso è stato appiccato in uno dei blocchi del CPR, un atto criminale che ha messo a rischio la sicurezza di tutti, operatori compresi. Immediatamente dopo, in un altro settore, è scoppiata una protesta violenta, che ha costretto le forze dell’ordine a intervenire con decisione per ripristinare il controllo e prevenire danni maggiori. Risultato: alcuni feriti tra i rivoltosi, trasferimenti urgenti e un blocco evacuato. Ma invece di condannare questi atti di ribellione, ecco arrivare la solita litania vittimista.

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L’Assemblea No CPR Macomer, un collettivo di estremisti anti-confine che da anni si batte per l’abolizione di questi centri essenziali, ha immediatamente diffuso una denuncia farneticante: “Picchiati e tenuti al freddo per ore”. Peccato che queste accuse arrivino proprio da chi, in passato, ha incoraggiato e sostenuto sommosse analoghe nei CPR di tutta Italia. Non è un caso: queste organizzazioni radicali, spesso legate a reti di sinistra estremista, hanno fatto dell’istigazione alla rivolta la loro strategia preferita. Ricordiamo le proteste violente del 2024 proprio a Macomer, o i ripetuti episodi in altri centri dove, dietro le quinte, figure simili hanno alimentato il disordine per dipingere l’Italia come un “paese repressivo”.

Chi difende questi clandestini – molti dei quali con precedenti penali o respinti multiple volte alle frontiere – non sta difendendo “diritti umani”, ma sta difendendo l’illegalità. Stanno sabotando gli sforzi dello Stato per rimpatriare chi è entrato abusivamente, chi ha violato le nostre leggi, chi rappresenta un peso insostenibile per le casse pubbliche e un rischio per la sicurezza dei cittadini italiani. I CPR non sono “lager”, come ipocritamente li definiscono questi agitatori: sono strumenti necessari per applicare le regole in un Paese che non può più permettersi di essere il tappetino d’Europa.

È ora di dire basta. Basta con chi, dall’esterno, soffia sul fuoco delle rivolte per poi piangere “abusi” quando le forze dell’ordine fanno il loro dovere. Basta con chi vuole trasformare l’Italia in un gigantesco campo profughi senza regole. I cittadini italiani esigono sicurezza, ordine e rimpatri effettivi. Chi appicca incendi e scatena violenze nei CPR non merita compassione: merita di essere rimpatriato al più presto. E chi li difende, coprendo i loro atti criminali con denunce strumentali, è complice di un sistema che mette a rischio la nostra sovranità e la nostra incolumità.

Il governo deve andare avanti senza tentennamenti: rafforzare i CPR, accelerare i rimpatri e isolare queste reti di agitatori che, anno dopo anno, continuano a seminare caos. L’Italia prima di tutto.

Migranti in rivolta incendiano centro rimpatri sobillati dalla sinistra ultima modifica: 2026-02-15T22:38:48+00:00 da V
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