La lobby dei medici anti-rimpatri protesta contro indagine sui certificati falsi

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By V febbraio 16, 2026 20:27

La lobby dei medici anti-rimpatri protesta contro indagine sui certificati falsi

Il senso della protesta sarebbe per caso esigere di continuare a stilare certificati fasulli? No, dai.

**SIMM, la lobby dei medici anti-rimpatri: indagati cercano “Simm” nei cellulari – Chi finanzia questa rete che arma i sanitari contro la sicurezza italiana?**

Ravenna, 16 febbraio 2026 – L’inchiesta sui medici complici dei clandestini si allarga, e spunta un nome che dovrebbe far suonare tutti gli allarmi: “Simm”. La Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, un’organizzazione che da anni indottrina i sanitari a sabotare i rimpatri, emerge come parola chiave nelle perquisizioni della Procura. Sei medici accusati di aver compilato certificati falsi per impedire che immigrati irregolari – tra cui molestatori e assassini – finissero nei CPR. E ora, dalle carte, salta fuori che gli inquirenti hanno setacciato cellulari e computer alla ricerca di tracce legate a questa “Simm”. È la conferma di un sistema organizzato, una rete ideologica che usa la medicina come arma per tenere aperte le porte all’invasione, lasciando liberi delinquenti stranieri a minacciare le nostre strade e le nostre famiglie.

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Come abbiamo denunciato negli aggiornamenti precedenti allo scandalo di Ravenna – dai certificati farlocchi per salvare stupratori e omicidi ai moduli prestampati dei collettivi no-CPR – questo non è un episodio isolato. È il frutto marcio di anni di propaganda buonista, che vede la SIMM in prima linea. Fondata nel 1990 da gruppi e organizzazioni pro-immigrati, la SIMM si presenta come un “policy network nazionale” per lo scambio di esperienze, dati e considerazioni sanitarie. Ma nella realtà, è una lobby che promuove politiche inclusive a tutti i costi, anche quando significa proteggere chi non ha diritto di stare qui. I loro documenti, le loro campagne, i loro seminari: tutto converge verso un unico obiettivo, rendere impossibile espellere chi delinque.

Guardate il post di Francesca Totolo che getta luce su questo ennesimo tassello del puzzle:

La SIMM non è un’entità neutra. È un ingranaggio di un meccanismo più ampio che, da almeno due anni, spinge i medici a dichiarare “inidonei” tutti gli stranieri sottoposti a verifica. I loro documenti, come quello del gennaio 2024 redatto con la “Rete Mai più lager – No ai CPR” e l’ASGI, invocano una “presa di coscienza” contro la detenzione amministrativa, citando l’OMS per superare i CPR. Forniscono moduli prestampati che, in pratica, giustificano l’inidoneità per chiunque: assenza di anamnesi documentata, tempo ridotto per le visite, presidi sanitari di base nei CPR, richiami al Codice di Deontologia Medica e alla legge sul consenso informato. Il medico firma e dichiara: “non idoneità al trattenimento”. Un trucco per bloccare i rimpatri in massa, trasformando ogni visita in un atto di resistenza politica.

Ma chi finanzia questa macchina anti-Italia? La SIMM non vive di aria. Dalle nostre ricerche, emerge un quadro allarmante: collaborazioni e progetti sostenuti da fondi pubblici e privati che promuovono l’accoglienza indiscriminata. Innanzitutto, i fondi dell’Unione Europea. Progetti come UmanamENTE – “Politiche per uno sviluppo umano sostenibile” – sono stati finanziati dall’Ufficio di Cooperazione EuropeAid dell’UE, con contributi che hanno sostenuto scuole residenziali e dossier su migrazioni e sviluppo umano. L’UE, con i suoi miliardi per l’integrazione, alimenta reti come la SIMM che lavorano per smantellare i confini nazionali.

Poi, il Ministero della Salute italiano. La SIMM appare in relazioni ufficiali del Ministero, come la Relazione al Parlamento 2018, dove è elencata tra le associazioni coinvolte in commissioni contro l’AIDS e altre iniziative sanitarie. Fondi pubblici, tasse degli italiani, usati per finanziare un’organizzazione che insegna ai medici a opporsi alle espulsioni. E non dimentichiamo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), con i suoi rapporti ISTISAN che menzionano collaborazioni con la SIMM in contesti di salute pubblica.

C’è di più: la Chiesa cattolica, attraverso la Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). La SIMM è citata in report come “Il Diritto d’Asilo” della Fondazione Migrantes, ente titolare di progetti finanziati dalla CEI. Fondi ecclesiastici che sostengono visioni “accoglienti” a oltranza, ignorando il caos sociale che ne deriva. E poi quote associative, donazioni private, partnership con enti come Amref Health Africa, che nel suo bilancio sociale menziona collaborazioni con la SIMM in progetti contro le mutilazioni genitali femminili, finanziati da UE, Mediafriends e donatori privati.

Guardate i progetti specifici della SIMM: FOOTPRINTS, per formare operatori sanitari su piani regionali per la salute dei migranti, con convegni al Ministero della Salute. AL HIMAYA, contro la violenza sui minorenni, che seleziona pediatri per formazione – probabilmente sostenuto da fondi pubblici o UE. TRAIN4M&H, formazione per sanitari e forze dell’ordine su migranti e rifugiati. SPIR.NET 2, per tutelare la salute di richiedenti asilo in vulnerabilità, finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) del Ministero dell’Interno e UE. Tutti progetti che, dietro la facciata sanitaria, promuovono l’integrazione forzata, bloccando rimpatri e favorendo la permanenza di chi porta degrado e criminalità.

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Questi finanziatori – UE, Ministero Salute, CEI, donatori privati – stanno pompando soldi in una macchina che erode la nostra sovranità. L’UE con i suoi fondi miliardari per “migrazioni sostenibili”, il Ministero che usa risorse pubbliche per collaborare con chi ostacola la legge, la Chiesa che, con la sua retorica accogliente, ignora il prezzo pagato dalle comunità italiane. E le quote associative? Provenienti da medici e operatori ideologizzati, che versano per sostenere questa crociata contro i confini.

Intanto, a Ravenna, il flashmob di oggi vede il PD unirsi agli anarchici e agli estremisti per difendere questi medici. “Non siamo gangster”, dicono. Ma chi trucca certificati per liberare stupratori è complice di un gangsterismo ideologico che mette in pericolo le nostre donne e i nostri figli. Il governatore De Pascale (PD) esprime vicinanza, il PD ravennate marcia: è la sinistra che sceglie i clandestini contro gli italiani.

Quante altre indagini serviranno prima che si tagli ogni euro a queste reti? La SIMM e i suoi finanziatori devono essere smascherati: usano fondi pubblici per favorire l’invasione, trasformando la medicina in strumento politico. È un’emergenza nazionale: i CPR vuoti, le strade piene di pericoli, le tasse degli italiani usate contro di loro. Basta. Radiateli, indagateli, bloccate i fondi. Prima che l’Italia diventi irriconoscibile, sommersa da un’onda che questi “medici rossi” aiutano a crescere.

La lobby dei medici anti-rimpatri protesta contro indagine sui certificati falsi ultima modifica: 2026-02-16T20:27:31+00:00 da V
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By V febbraio 16, 2026 20:27
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