Un Islam sdogana la pedofilia a Brescia: bambine incinte, imam e consiglieri indagati
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### Brescia: Capitale dell’Orrore Islamico – Pedofilia Sdoganata tra Imam, Consiglieri e Padri Abusanti – Azzeriamo l’Immigrazione dai Paesi Musulmani!
Brescia, 17 febbraio 2026 – La città lombarda sta diventando il simbolo più tragico e inquietante dell’islamizzazione in Italia: un luogo dove la pedofilia viene non solo praticata ma anche giustificata, tollerata o minimizzata in nome di tradizioni religiose importate. Non si tratta di casi isolati: è un pattern sistematico che collega imam che predicano matrimoni con bambine di 9 anni, consiglieri di sinistra indagati per pedopornografia online, padri bengalesi che abusano e mettono incinte le figlie minorenni, e una sinistra che tace o minimizza per non offendere “sensibilità culturali”. L’integrazione è morta: Brescia è ormai un laboratorio di barbarie importata, e se non azzeriamo subito l’immigrazione regolare da Bangladesh, Pakistan, Egitto e simili, diventerà la norma in tutta Italia.
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Partiamo dai fatti più recenti e raccapriccianti.
1. **Il padre bengalese che mette incinta la figlia adolescente**
Un uomo di origine bengalese residente in provincia di Brescia è stato arrestato dalla Polizia per violenza sessuale aggravata sulla figlia minorenne (intorno ai 15 anni). L’ha abusata per anni, fino a provocarne la gravidanza. La scoperta è avvenuta quando la madre, preoccupata per forti dolori addominali della ragazza, l’ha portata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile: gli esami hanno rivelato la gravidanza, e da lì è partita la denuncia. L’uomo è finito in carcere a Canton Mombello su ordinanza del Gip. Un orrore familiare che grida al fallimento totale dell’integrazione: un immigrato bengalese, paese dove la pedofilia coniugale è tollerata da certa interpretazione islamica, applica le stesse logiche in Italia.
2. **Il bengalese che violenta una bimba di 10 anni in centro migranti**
Altro caso Brescia: un 29enne bengalese, ospite di un centro di accoglienza a Collio (Val Trompia), ha violentato una bambina di 10 anni, mettendola incinta. La piccola ha abortito (interruzione terapeutica). Il giudice? Ha riqualificato lo stupro in “atti sessuali con minorenne”, condannandolo a soli 5 anni con rito abbreviato. La pm chiedeva 6 anni e 8 mesi per violenza aggravata: il giudice ha dato ragione alla difesa, sostenendo che “la bambina non poteva essere certa di non volerlo”. Vergogna assoluta: pena ridicola per un reato mostruoso, e la sinistra che tace.
3. **L’imam che predica: “A 9 anni una bambina è una donna, la puoi sposare”**
Sempre a Brescia, un imam ha dichiarato in un servizio di “Fuori dal Coro” (Rete 4) che “dopo i 9 anni una ragazza diventa adulta” e “si può sposare anche un uomo di 30-40 anni”, citando Corano e Maometto. Parole che configurano apologia di pedofilia e matrimonio minorile – reato in Italia – eppure l’imam è ancora libero, la moschea aperta, nessun provvedimento. La stessa comunità bengalese che produce padri stupratori ascolta predicatori che santificano spose bambine.
4. **Iyas Ashkar, consigliere PD indagato per pedopornografia**
Ex consigliere comunale di Brescia (lista civica Castelletti, centrosinistra), palestinese “integrato”, indagato dalla Procura di Milano per “live distant child abuse”: pagava per assistere in diretta ad abusi su minori (anche di 2 anni) via webcam. Dimessosi il 30 gennaio 2026 “per motivi personali” (cioè perché indagato), ma il PD locale minimizza: la sindaca parla di “dolore profondo”, zero espulsione dal partito, zero autocritica. “Modello di integrazione” che avrebbe guardato video di torture su bimbi – e i media dem quasi zitti.
5. **Brescia “califfato”: 30% neonati stranieri, manifestazioni islamiche, sharia soft**
Un neonato su tre a Brescia è figlio di immigrati (soprattutto maghrebini e asiatici). Video di Francesca Totolo mostrano piazze invase da bandiere islamiche e slogan radicali. Lezioni di sharia in moschee, fatwe emesse, pretese di menu halal, divieti al maiale. È una conquista demografica e culturale: l’Italia diventa minoranza nella sua terra.
Il quadro è allarmante: a Brescia l’Islam non si integra – impone. Padri bengalesi stuprano figlie, imam giustificano nozze con 9enni, consiglieri “modello” guardano pedopornografia, e la sinistra tace o minimizza per voti etnici. È sdoganamento della pedofilia sotto mentite spoglie religiose: “tradizione”, “sharia”, “cultura diversa”. Ma in Italia la legge è uguale per tutti: violenza su minori è reato, non “diritto religioso”.
Basta buonismo!
L’integrazione è fallita: questi individui portano mentalità dove la bambina è “proprietà” del padre/marito, il velo obbligatorio, la pedofilia tollerata se “coniugale”. Azzeriamo l’immigrazione regolare da Bangladesh, Pakistan, Egitto, Marocco e simili: stop a ricongiungimenti familiari che importano spose bambine e padri abusanti. Revoca cittadinanza per reati gravi, espulsione immediata di imam e predicatori radicali, chiusura moschee abusive. Proteggiamo le nostre bambine – non sacrifichiamole sull’altare del multiculturalismo.
Brescia non è più Brescia: è Brescistan. Se non fermiamo ora l’invasione, domani sarà l’Italia intera. Prima le italiane, prima i nostri figli! Sveglia – o perderemo tutto.


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