Pluripregiudicato Massacra Meccanico Italiano a Sprangate: vittima in fin di vita

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By V febbraio 16, 2026 19:46

Pluripregiudicato Massacra Meccanico Italiano a Sprangate: vittima in fin di vita

### Orrore a Rosolini:

Un altro episodio di violenza brutale importata direttamente dalle terre del caos nordafricano sta scuotendo l’Italia, mettendo a nudo l’assurdità di politiche immigratorie che privilegiano delinquenti stranieri a scapito della sicurezza dei nostri cittadini. A Rosolini, in provincia di Siracusa, un 31enne tunisino – già noto alle forze dell’ordine per una sfilza di reati contro la persona e il patrimonio – ha trasformato un banale diverbio in un tentato omicidio, riducendo un onesto meccanico di 57 anni, Domenico Franzò, in condizioni disperate. L’uomo è ora ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Marco di Catania, dove lotta tra la vita e la morte dopo essere stato colpito ripetutamente alla testa con una spranga di ferro. Come è possibile che un soggetto del genere, con un curriculum criminale che grida vendetta, circoli liberamente nel nostro Paese, pronto a sfogare la sua rabbia tribale su innocenti lavoratori italiani?

I fatti, ricostruiti grazie alle indagini dei carabinieri e della Polizia di Stato di Modica, sono agghiaccianti. Era il pomeriggio del 13 febbraio 2026, nell’officina “Franzò” di Rosolini: il tunisino, identificato come E.A., si presenta pretendendo una riparazione immediata al suo veicolo. Al rifiuto del meccanico – un artigiano italiano che, come tanti, cerca solo di fare il suo lavoro in pace – scatta il raptus. Armato di una barra di ferro trovata sul posto, l’aggressore inizia a devastare le auto parcheggiate nell’officina, frantumando vetri e ammaccando carrozzerie. Poi, con ferocia inumana, si avventa su Franzò, colpendolo violentemente al volto e alla testa. Testimoni oculari hanno dato l’allarme, e il povero meccanico è stato elitrasportato d’urgenza a Catania, dove i medici non sciolgono ancora la prognosi. L’aggressore? Prima denunciato in stato di libertà per lesioni e danneggiamento, poi arrestato per tentato omicidio su disposizione della Procura di Siracusa. Ma quante altre vittime dovremo contare prima che questi individui vengano rimpatriati senza se e senza ma?

Guardate le immagini dell’officina devastata: vetri infranti, auto danneggiate, il caos lasciato da un immigrato che tratta l’Italia come un campo di battaglia personale.

E non è finita qui. La notte successiva all’aggressione, due Land Rover riconducibili al tunisino sono state date alle fiamme in un incendio doloso, ridotte a carcasse carbonizzate. Un regolamento di conti? Una vendetta locale? Qualunque sia la ragione, questo episodio evidenzia come l’immigrazione incontrollata porti con sé non solo violenza isolata, ma intere reti di criminalità che infettano le nostre comunità tranquille.

Ma il tunisino non è un novizio del crimine. Solo nel settembre 2024, era coinvolto in una rissa a colpi di motosega a Rosolini – un episodio da film dell’orrore che ha visto lame roteanti in mezzo alla strada. Video diffusi mostrano scene di caos puro: uomini che si inseguono, uno armato di motosega, il tutto in pieno giorno. E recentemente, ha distrutto macchinari in una sala scommesse per un banale problema con il POS. Questo è il profilo di un delinquente seriale, importato dalla Tunisia – un Paese in preda a instabilità e violenza – e lasciato libero di seminare terrore in Sicilia. Perché non è stato espulso dopo i primi reati? Perché il nostro sistema giudiziario continua a coccolare questi parassiti con permessi e indulgenze, mentre gli italiani pagano il prezzo in sangue?

La notizia ha fatto il giro dei social, con denunce accorate come quella di Francesca Totolo, che non esita a puntare il dito contro l’immigrazione selvaggia:

E non è un caso isolato. Solo pochi giorni fa, a Roma, un altro tunisino di 22 anni ha terrorizzato il quartiere San Lorenzo con aggressioni gratuite a mamme e bambini, per poi essere rilasciato. Quanti altri esempi servono per capire che l’immigrazione da certi Paesi è una bomba a orologeria? L’Italia non può più tollerare questa invasione che porta solo degrado, violenza e costi insostenibili per la società. Il sindaco di Rosolini, Giovanni Spadola, ha espresso solidarietà alla vittima, ma servono azioni concrete: rimpatri immediati per i criminali stranieri, confini sigillati e pene severe senza sconti. Altrimenti, continueremo a contare feriti e morti, mentre i nostri quartieri diventano zone di guerra. Basta con questa follia – è tempo di difendere l’Italia e gli italiani!

Pluripregiudicato Massacra Meccanico Italiano a Sprangate: vittima in fin di vita ultima modifica: 2026-02-16T19:46:44+00:00 da V
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