Sinistra diffonde avvisi a stupratori e clandestini su come non farsi arrestare
Related Articles
Nelle città italiane compaiono manifesti eversivi che avvisano i clandestini su come evitare l’arresto e il rimpatrio. I sindaci di sinistra sono contro l’Italia perché non li fanno rimuovere.
Sappiamo che la grande maggioranza dei clandestini che finisce nei CPR è infatti composta da spacciatori, stupratori e criminali di vario tipo. Chi li aiuta a rimanere in Italia è loro complice.
**Rete eversiva a Milano: manifesti in via Padova insegnano ai clandestini come sfuggire ai controlli e ai rimpatri – Un piano per tenere i criminali in Italia e sabotare la sicurezza nazionale**
Milano, 17 febbraio 2026 – L’invasione clandestina ha un nuovo alleato: una rete eversiva che dissemina manifesti per le strade, insegnando ai delinquenti stranieri come eludere le autorità, evitare i documenti e sabotare i Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR). A via Padova, quartiere già trasformato in una zona franca del degrado multietnico, sono comparsi volantini che paragonano i CPR a “campi di deportazione” e forniscono istruzioni precise su “cosa fare e cosa non fare” quando la polizia chiede un’identità. Un appello finale a “condividere queste informazioni come forma di resistenza”. È l’ennesimo tassello di un sistema organizzato che, come abbiamo denunciato negli aggiornamenti precedenti – dai medici complici di Ravenna ai moduli prestampati della SIMM – mira a impedire il rimpatrio di criminali immigrati, lasciando le nostre città in balia di molestatori, spacciatori e assassini. Chi c’è dietro? Una lobby sovversiva che usa la propaganda per minare lo Stato, finanziata da fondi oscuri e protetta da ideologie anti-italiane.
Ecco il post che rivela questa vergogna, pubblicato da Francesca Totolo:
Milano, sono comparsi in via Padova alcuni manifesti che associano i centri di permanenza per i rimpatri ai "campi di deportazione".
Nei manifesti, compaiono indicazioni su cosa fare e cosa non fare con le autorità nel caso venga richiesto un documento di identità.
Nella parte… pic.twitter.com/QRPbbu17pz
— Francesca Totolo (@fratotolo2) February 16, 2026
Questi manifesti non sono graffiti innocui: sono un manuale di evasione per clandestini. Scritti in più lingue – inglese, arabo, forse altre – associano i CPR, strumenti essenziali per espellere chi non ha diritto di stare qui, a campi nazisti. Indicazioni come “se vai in stazione e non hai il permesso di soggiorno, ecco cosa può accadere” o appelli a “resistere insieme”. Firmati da “Welcome to Favelas”, un gruppo che si presenta come “media” ma che in realtà promuove il caos dell’accoglienza indiscriminata, trasformando Milano in una favela globale dove la legge italiana non vale più. Via Padova, già epicentro di spaccio, risse etniche e degrado immigratorio, diventa il palcoscenico di questa propaganda eversiva. Quanti molestatori senegalesi, omicidi peruviani o devastatori gambiani – come quelli “salvati” dai medici di Ravenna – useranno questi consigli per restare qui a delinquere?
Questo scandalo si inserisce in un quadro più ampio che abbiamo già esposto: una rete eversiva che vuole impedire a ogni costo il rimpatrio dei criminali. Ricordate i medici indagati per certificati falsi? O la SIMM che distribuisce moduli prestampati per dichiarare tutti “inidonei” ai CPR? È la stessa matrice: ideologia anti-nazionale che arma sanitari, collettivi e ora manifesti stradali per bloccare espulsioni legittime. La SIMM, Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, è al centro di questa macchina sovversiva. Fondata nel 1990, si spaccia per ente scientifico ma è una lobby che indottrina medici a opporsi ai rimpatri, citando l’OMS per superare la “detenzione amministrativa”. I loro documenti, come quello del gennaio 2024 con “Rete Mai più lager – No ai CPR” e ASGI, invitano a una “presa di coscienza” che in pratica significa sabotaggio. Moduli che sottolineano “incompletezza delle verifiche”, “assenza di cure specialistiche nei CPR”, richiami al Codice deontologico: tutto per firmare “non idoneità” e liberare chiunque.
Ma chi paga questa eversione? I finanziatori della SIMM sono un intreccio di fondi pubblici e privati che dovrebbero far rabbrividire ogni italiano. Innanzitutto, l’Unione Europea: progetti come “UmanamENTE” finanziati da EuropeAid, con contributi per scuole e dossier su migrazioni “sostenibili”. Soldi europei che alimentano reti anti-confini. Poi, il Ministero della Salute italiano: la SIMM appare in relazioni parlamentari 2018 contro l’AIDS, ricevendo supporto pubblico per iniziative sanitarie che mascherano propaganda pro-immigrati. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) collabora in rapporti ISTISAN, usando risorse statali per chi ostacola la legge. La Chiesa cattolica, tramite Fondazione Migrantes della CEI, cita la SIMM in report come “Il Diritto d’Asilo”, finanziati da fondi ecclesiastici che ignorano il degrado causato dall’invasione. Donazioni private e quote associative da medici ideologizzati, partnership con Amref Health Africa (bilanci sociali con fondi UE e Mediafriends). Progetti come FOOTPRINTS al Ministero Salute, AL HIMAYA contro violenza minorile, TRAIN4M&H per formazione su migranti, SPIR.NET 2 finanziato dal FAMI del Ministero Interno e UE: miliardi sprecati per tenere criminali qui, invece di espellerli.
E mentre questa rete dissemina manifesti a Milano, il PD marcia a Ravenna con anarchici per difendere i medici indagati. Come abbiamo riportato ieri, il partito si unisce al flashmob, esprimendo “vicinanza” ai sabotatori, scoprendosi garantista solo quando si tratta di proteggere immigrati delinquenti. Il governatore De Pascale (PD) li coccola, ignorando le vittime italiane. È la sinistra che sceglie i clandestini contro il popolo: due pesi e due misure, attaccando il governo per “inefficienza sulla sicurezza” mentre favorisce chi la mina.
Questa è eversione pura: manifesti che insegnano a resistere alla polizia, moduli che bloccano CPR, medici che firmano falsi, finanziati da UE, Stato e Chiesa. Una rete che vuole l’Italia senza confini, piena di favelas come via Padova, dove criminali restano impuniti. Quante altre donne molestate? Quanti omicidi? Il governo deve agire: indagini a tappeto su SIMM e “Welcome to Favelas”, taglio immediato ai fondi, chiusura dei collettivi eversivi. Altrimenti, l’Italia affonderà nel caos, e i responsabili saranno questi complici dell’invasione. Svegliamoci, prima che sia troppo tardi – i manifesti di Milano sono solo l’inizio di una guerra contro la nostra nazione.


Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.
Write a comment