Autista massacrato per avere difeso due ragazze molestate
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### Ennesima Follia dell’Immigrazione Incontrollata: Autista Massacrato da un Maliano per Aver Difeso Due Ragazze Indifese!
È un’emergenza senza fine, un incubo che si ripete giorno dopo giorno nelle nostre città, trasformate in campi di battaglia da un’immigrazione selvaggia e irresponsabile che i nostri governanti continuano a tollerare con criminale indifferenza! L’ultimo episodio, avvenuto a Verona, è un pugno nello stomaco per ogni italiano onesto: un autista dell’ATV, un lavoratore comune che fa il suo dovere, è stato ridotto in fin di vita per aver osato difendere due giovani ragazze molestate da un immigrato maliano di 32 anni, già noto alle forze dell’ordine per reati contro la persona e problemi comportamentali. Questo barbaro, invece di marcire in carcere dove merita di stare, è stato graziato da un giudice con un ridicolo divieto di dimora nella provincia di Verona. Ma siamo impazziti? È questa la giustizia che protegge i cittadini o quella che premia i delinquenti importati da chissà dove?
Ricostruiamo i fatti, agghiaccianti nella loro brutalità, per smascherare una volta di più il fallimento totale delle politiche migratorie che stanno distruggendo il nostro Paese. Era il 14 febbraio 2026, giorno di San Valentino, intorno a mezzogiorno, nella zona di Porta San Giorgio a Verona. Su un autobus urbano diretto verso il centro storico, due ragazze italiane vengono prese di mira da questo immigrato africano: insulti, minacce, pressioni per scendere con lui. Spaventate, le giovani si rivolgono all’autista, un uomo coraggioso che decide di intervenire. Invita il molestatore a scendere alla fermata successiva, ma questi, invece di obbedire, ribalta la situazione accusando le vittime e scatenando l’inferno.
Il maliano, descritto come robusto e fuori controllo, aggredisce l’autista con una violenza efferata: un pugno al petto lo fa cadere nella cabina, provocandogli una costola incrinata, lividi diffusi e una ferita incisa. Non contento, l’aggressore afferra una delle ragazze per i capelli, la colpisce ripetutamente causandole una possibile lussazione alla spalla. Solo l’arrivo tempestivo della polizia, allertata da testimoni e dall’autista stesso, pone fine al massacro. L’uomo resiste persino all’arresto, opponendosi con ferocia agli agenti, e viene fermato per lesioni aggravate, resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e minacce.
E qui arriva l’assurdo, l’oltraggio che grida vendetta: nonostante i precedenti penali e la gravità dei fatti, il giudice convalida l’arresto ma dispone soltanto un divieto di dimora nella provincia di Verona. Liberato! Pronto a spostarsi in un’altra città italiana per seminare altro terrore. Come si può accettare una sentenza del genere? Questo non è un sistema giudiziario, è un invito aperto ai criminali stranieri a fare ciò che vogliono sul nostro suolo! L’autista, un eroe quotidiano, finisce all’ospedale di Borgo Trento con 30 giorni di prognosi, mentre il suo aggressore se ne va libero come l’aria, grazie a leggi permissive e a un’ideologia buonista che privilegia gli immigrati a discapito degli italiani.
Come riportato dalla giornalista Francesca Totolo, che da anni denuncia questi orrori con coraggio ineguagliabile:
Ennesimo caso di autista/controllore picchiato da un immigrato
Verona, per difendere due ragazze molestate su un autobus da un maliano (con precedenti per reati contro la persona), un autista è stato massacrato di botte.
Il maliano sarà in carcere?
Ma figuriamoci!Un giudice… pic.twitter.com/yEesj3QqdO
— Francesca Totolo (@fratotolo2) February 17, 2026
Questo caso non è isolato, è l’ennesimo anello di una catena di violenza importata che sta soffocando l’Italia. Pensiamo ai dati allarmanti: aggressioni su mezzi pubblici in aumento del 40% negli ultimi anni, spesso ad opera di immigrati irregolari o con permessi umanitari che si trasformano in licenze per delinquere. A Verona, come a Milano, Roma o Torino, i nostri autisti, controllori e cittadini comuni vivono nel terrore costante. I sindacati, come la Filt Cgil, invocano misure concrete per la sicurezza, e ATV annuncia denunce, ma chi ascolta? I politici di sinistra, ossessionati dal multiculturalismo forzato, continuano a aprire le porte a chiunque, ignorando che questi “rifugiati” portano con sé caos, criminalità e un disprezzo per le nostre leggi e valori.
Basta! È ora di dire no a questa invasione che minaccia la nostra sicurezza, la nostra cultura e il nostro futuro. Servono espulsioni immediate per chi commette reati, confini blindati e una riforma della giustizia che metta al primo posto gli italiani. Se non invertiamo la rotta ora, quante altre vittime dovremo contare? L’Italia non può più permettersi di essere un paradiso per delinquenti stranieri. Svegliamoci, prima che sia troppo tardi!


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