Evaso il ladro che un intero paesino voleva linciare

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By V febbraio 18, 2026 14:38

Evaso il ladro che un intero paesino voleva linciare

# Lo Stato Italiano in Disfacimento: Impedisce la Giustizia ai Cittadini e Libera i Criminali Stranieri

In un’Italia sempre più allo sbando, dove lo Stato abdica al suo ruolo di protettore dei cittadini onesti, emerge l’ennesima beffa ai danni di chi lavora duramente per mantenere la propria famiglia. Ricordate l’episodio di Arnad, quel piccolo borgo in Valle d’Aosta che lo scorso dicembre ha visto un intero paesino ribellarsi all’invasione di ladri stranieri? Quei coraggiosi abitanti, esasperati da mesi di furti perpetrati da bande albanesi, nordafricane e dell’Est Europa, avevano finalmente detto “basta” e preso in mano la situazione. Hanno inseguito due delinquenti albanesi colti in flagrante, li hanno bloccati e puniti con la forza della disperazione – un piccone, mani nude, tutto ciò che serviva per difendere le loro case. Ma lo Stato, invece di applaudire questi eroi, ha arrestato il ladro ferito e ha iniziato a indagare sui difensori. Oggi, come prevedibile in questo sistema marcio, quel criminale è libero, evaporato nel nulla, pronto a colpire di nuovo.

Parliamo di Zef Lleshaj, 42enne albanese, pluripregiudicato e clandestino, che il 5 dicembre 2025 era entrato illegalmente in una casa di Sisan, frazione di Arnad, forzando una zanzariera per rubare 500 euro in contanti, gioielli e una borsa pregiata per un valore di oltre 5.000 euro. Il suo complice, un altro albanese, era fuggito nei boschi, ma Lleshaj non era stato così fortunato: inseguito da una folla inferocita, era stato raggiunto e malmenato. Ferite gravi – una frattura al bacino, una lesione addominale profonda 20 centimetri causata da un piccone – lo avevano mandato in ospedale con una prognosi di 30 giorni. I Carabinieri, arrivati troppo tardi per prevenire il furto ma in tempo per “salvare” il ladro, lo avevano arrestato e recuperato la refurtiva, restituendola ai legittimi proprietari.

Ma ecco il colpo di scena che grida vendetta: dopo un breve ricovero, Lleshaj ottiene gli arresti domiciliari in una comunità del Canavese, sorvegliato da un braccialetto elettronico. Una misura ridicola, un contentino per un sistema giudiziario che tratta i criminali stranieri come ospiti indesiderati ma non espellibili. E infatti, in una decina di giorni, il delinquente evade, si rende irreperibile. Oggi, 17 febbraio 2026, al Tribunale di Aosta si apre il processo a suo carico, presieduto dal giudice Marco Tornatore. L’udienza viene rinviata al 13 marzo per ascoltare le vittime e i Carabinieri, ma l’imputato? Sparito, volatilizzato, libero di continuare la sua opera distruttiva altrove.

Questo non è un caso isolato, è il sintomo di uno Stato in decomposizione. Ad Arnad, i cittadini avevano formato una vera e propria ronda spontanea, armati di badili e picconi, stanchi di denunce che finiscono nel cassetto e di ladri che entrano ed escono dalle prigioni come da un hotel. “Erano alla ricerca della giustizia fai da te”, ha ammesso il difensore di Lleshaj, l’avvocato Carlo Alberto Neve, dipingendo la scena come una minaccia. Ma quale minaccia? Quella di un popolo esasperato che supplisce all’inerzia delle istituzioni? Lo Stato ha impedito che quella “giustizia popolare” andasse fino in fondo, ha protetto il ladro invece dei derubati, e ora raccoglie i frutti amari: un criminale straniero a piede libero, probabilmente già in cerca di nuove prede.

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Lleshaj, nelle sue prime dichiarazioni ai Carabinieri prima di tacere, aveva raccontato una storia patetica: vive in Albania, ha due figli da mantenere, è stato “arruolato” a Torino da un connazionale per furti mirati nelle case buie. Una favola per commuovere, ma che nasconde la realtà crudele: migliaia di immigrati clandestini che invadono l’Italia non per lavorare, ma per depredare. E lo Stato? Invece di espellerli con fermezza, concede domiciliari, braccialetti che si tagliano con un coltello da cucina, e processi che procedono senza imputati. Le indagini non hanno nemmeno identificato i “feritori” – quei cittadini che, per fortuna, hanno agito prima dell’arrivo delle forze dell’ordine – ma ora, con Lleshaj fuggito, ricostruire i fatti sarà impossibile. Un fallimento totale.

È allarmante, è inaccettabile. Quando lo Stato fallisce nel proteggere i suoi cittadini, quando permette a orde di ladri stranieri di saccheggiare impuniti, il popolo ha il diritto sacrosanto di difendersi. Ad Arnad lo hanno fatto, e lo Stato li ha puniti indagandoli. Ora, con il ladro evaso, chi pagherà il prezzo? Le prossime vittime, famiglie italiane lasciate sole in un Paese che privilegia i delinquenti importati. Basta con questa follia: è ora di ripristinare l’ordine, espellere i criminali e sostenere chi difende la propria terra. Altrimenti, l’Italia continuerà a sgretolarsi, pezzo dopo pezzo, sotto il peso di un’immigrazione incontrollata e protetta dalle istituzioni corrotte.

Evaso il ladro che un intero paesino voleva linciare ultima modifica: 2026-02-18T14:38:01+00:00 da V
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