Genova, il sindaco riceve gli Antifa che hanno tentato di incendiare un palazzo

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By V febbraio 18, 2026 11:56

Genova, il sindaco riceve gli Antifa che hanno tentato di incendiare un palazzo

**Scandalo a Genova: la sindaca Silvia Salis riceve in udienza “Genova Antifascista”, il movimento che ha rivendicato gli scontri violenti alla Foce. Mentre in Francia si piange Quentin ucciso dagli Antifa, in Italia la sinistra istituzionale accoglie i loro sodali**

Mentre la Francia è ancora scossa dalla morte di Quentin Deranque – il 23enne studente di matematica, cattolico convertito e militante nazionalista linciato a morte da un commando antifascista a Lione il 12 febbraio, con l’arresto di Jacques-Élie Favrot (assistente del deputato LFI Raphaël Arnault) avvenuto ieri – in Italia la sinistra istituzionale continua a flirtare con l’estremismo violento. A Genova, la sindaca **Silvia Salis** (eletta nel 2025 con il campo largo Pd-M5S-Avs) ha ricevuto ieri a Palazzo Tursi una delegazione di **“Genova Antifascista”**, il collettivo che ha organizzato e rivendicato gli scontri e le azioni aggressive di sabato 14 febbraio contro la sede di CasaPound in via Montevideo, nel quartiere della Foce.

Francesca Totolo ha denunciato l’episodio con un post che ha fatto il giro della rete:

Il video e le immagini allegate mostrano la delegazione entrare a Palazzo Tursi, con la sindaca che li accoglie in ufficio al sesto piano. Pochi giorni dopo il linciaggio mortale di Quentin – pestato in 15 contro 1 da Antifa francesi – Salis ha scelto di dialogare con chi in Italia pratica la stessa logica di violenza politica.

### Il contesto: scontri, fumogeni e petardi contro una sede legale

Sabato 14 febbraio, durante un corteo di “Genova Antifascista” contro la sede di CasaPound (regolarmente affittata e legale), il gruppo ha lanciato fumogeni e petardi verso l’edificio, rischiando di incendiare un palazzo abitato. Residenti e commercianti della Foce si sentono “sotto assedio” da mesi: strade chiuse, tensioni continue, vetri rotti, petardi e oggetti lanciati. Il movimento ha rivendicato l’azione come “lotta antifascista militante”, annunciando ulteriori proteste.

Salis, dopo l’incontro, ha dichiarato di essersi “schierata completamente contro la presenza di CasaPound nella nostra città”, definendola una “provocazione” e un “problema per il quartiere”. Ha scritto alla prefetta Cinzia Torraco per convocare urgentemente un Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, sottolineando che “non è solo un tema di contratti, ma di opportunità politica”. A pochi metri da piazza Alimonda (simbolo della Resistenza e del G8), la sede sarebbe “inaccettabile”.

Tuttavia, la sindaca ha ammesso i limiti: “Non posso agire come sindaca sulla libertà di manifestazione, legittima. Devo tutelare la cittadinanza sul fronte della sicurezza e dell’ordine pubblico”. I rappresentanti di Genova Antifascista hanno commentato: “Siamo stati ascoltati, ma sappiamo che è un problema complesso, faremo le nostre valutazioni”.

### Due pesi, due misure: Antifa violenti accolti, ma Quentin morto in silenzio

Il timing è agghiacciante: mentre in Francia un ragazzo innocente muore per mano di Antifa (con arresti che collegano il delitto direttamente a LFI e alla Jeune Garde), a Genova la prima cittadina incontra proprio chi pratica lo stesso estremismo. “Genova Antifascista” non è un gruppo moderato: ha partecipato a cortei degenerati in scontri (novembre 2025: 8 agenti feriti, vetri rotti, petardi), rivendica azioni dirette e annuncia nuove proteste. Eppure Salis li riceve, li ascolta e si schiera con loro contro una realtà legale.

CasaPound ha reagito duramente: “Salis si fa portavoce di Genova Antifascista e vuole chiudere una sede regolare. È fuori dal diritto”. Fratelli d’Italia e la destra chiedono chiarezza: “Mentre l’Europa piange un morto per violenza antifascista, in Italia la sinistra istituzionale legittima i violenti”.

### Ipocrisia della sinistra: “antifascismo” che tollera la violenza

Salis, ex martellista e dirigente sportiva eletta con il centrosinistra, ha già promosso iniziative come la “pastasciutta antifascista” per il 25 aprile e ha definito Genova “città orgogliosamente antifascista”. Ma accogliere chi lancia petardi contro palazzi abitati e rivendica scontri, mentre minimizza o ignora il delitto di Quentin, è un messaggio chiaro: l’antifascismo militante gode di protezioni istituzionali.

In Francia, LFI minimizza il linciaggio; in Italia, Avs e Pd (parte della coalizione di Salis) tacciono o appoggiano. È la stessa rete: odio ideologico coperto da ipocrisia democratica.

Basta.
La morte di Quentin deve essere monito: chi tollera o riceve estremisti violenti è complice della deriva. Genova non è “antifascista” se accoglie chi semina terrore.
Fuorilegge le milizie rosse, in Francia come in Italia.
Giustizia per Quentin. Stop all’impunità.

Genova, il sindaco riceve gli Antifa che hanno tentato di incendiare un palazzo ultima modifica: 2026-02-18T11:56:21+00:00 da V
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By V febbraio 18, 2026 11:56
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