Nasce mega-moschea per 10mila islamici nella città del PD
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### Foggia Sotto Assedio Islamico: Nasce Mega-Moschea per 10mila Musulmani da 32 Paesi – Comitato Multinazionale Coordina l’Invasione!
Foggia, 19 febbraio 2026 – Allarme rosso in Puglia: a Foggia sta per nascere una mega-moschea da 1.000 metri quadri, capace di ospitare 10mila musulmani da 32 paesi diversi. Non un semplice luogo di culto, ma un hub multinazionale che rischia di trasformare la città in un’enclave islamica, con preghiere collettive, eventi culturali e imposizioni sharia soft. È l’ennesima prova che l’islamizzazione non si ferma: mentre in Italia chiudiamo moschee abusive, qui si apre un “comitato multinazionale” di 40 soci per gestire in modo “trasparente” questa conquista demografica. I residenti tremano, il centrodestra denuncia, ma il sindaco Maria Aida Episcopo – di centrosinistra (M5S-PD) – e la sinistra tacciono o minimizzano. Basta! Azzeriamo l’immigrazione regolare dai paesi islamici: stop a flussi che importano migliaia di fedeli pronti a imporre le loro regole!
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La notizia, riportata da Foggiatoday e La Gazzetta del Mezzogiorno, è agghiacciante: l’associazione “La Luce” (guidata da Yassine Baradai, marocchino naturalizzato) ha acquistato un capannone industriale in via San Giuliano, zona periferica, per convertirlo in moschea. Costo? Circa 500mila euro, raccolti da comunità musulmane di 32 nazionalità – soprattutto maghrebini, subsahariani, pakistani, bengalesi. Il comitato multinazionale, composto da 40 soci eletti, coordinerà tutto: preghiere, eventi, gestione. “Trasparenza e partecipazione”, dicono – ma è un eufemismo per controllo collettivo su un territorio italiano. Non è un “centro culturale”: è una moschea vera, con minareto simbolico, sale separate per donne e uomini, e capacità per migliaia durante Ramadan o Eid.
I problemi? Immensi. La zona non è residenziale: è industriale, con traffico di camion, rumori, inquinamento. Immaginate 10mila fedeli che invadono via San Giuliano per le preghiere del venerdì: caos viario, parcheggi selvaggi, degrado, sicurezza a rischio. Residenti già protestano: “Non siamo attrezzati per un’invasione simile”. E il Comune? La sindaca Episcopo (centrosinistra) ha concesso permessi preliminari, ma ora il centrodestra chiede controlli rigorosi: verificare destinazione d’uso, agibilità, impatto ambientale. Lega e FdI in regione tuonano: “Non diventi una moschea abusiva”.
Ma la sinistra? Silenzio tombale. Nessuna presa di posizione, nessuna difesa dei residenti, nessuna Kaabour genovese a difendere “inclusione”. Perché? Voti etnici: Foggia ha migliaia di immigrati musulmani impiegati in agricoltura, manodopera a basso costo che vota a sinistra. È lo stesso centrosinistra complice dell’islamizzazione strisciante: dal PD che a Genova esenta interrogazioni per Ramadan, a Brescia che minimizza imam che approvano spose bambine. A Foggia, Episcopo – eletta con M5S, PD e alleati – tollera questa deriva per non perdere consenso tra le comunità islamiche.
Questo non è arricchimento: è sostituzione. 10mila musulmani da 32 paesi – Bangladesh, Pakistan, Marocco, Egitto – importano mentalità incompatibili: imam che approvano spose di 9 anni, padri che stuprano figlie, consiglieri indagati per pedopornografia. A Brescia è già califfato: 30% neonati stranieri, lezioni sharia. A Foggia sarà lo stesso: oggi moschea, domani scuole halal, dopodomani sharia nei quartieri.
L’articolo di Foggiatoday lo conferma: il comitato è “organismo operativo” per gestire in “modo trasparente” – ma trasparente per chi? Per le comunità islamiche, non per gli italiani che subiscono. Fondi? Da donazioni private, ma chi garantisce non siano qatarini o sauditi, sponsor di radicalismo?
Basta cedimenti!
Foggia non deve diventare l’ennesima enclave islamica. Il centrodestra ha fatto bene a presentare la mozione: controlli immediati, rispetto delle norme urbanistiche, niente moschee abusive camuffate da “centri culturali”. Ma non basta: lo Stato deve intervenire.
Azzeriamo l’immigrazione regolare dai paesi islamici: stop a destinazione d’uso, agibilità, impatto ambientale. Lega e FdI in regione tuonano: “Non diventi una moschea abusiva”.
Ma la sinistra? Silenzio tombale. Nessuna presa di posizione, nessuna difesa dei residenti, nessun Kaabour genovese a difendere “inclusione”. Perché? Voti etnici: Foggia ha migliaia di immigrati musulmani impiegati in agricoltura, manodopera a basso costo che vota a sinistra. È l’inizio della fine: scuole che si piegano all’Islam, mentre le nostre tradizioni (Natale, Pasqua) vengono diluite per non “offendere”.
La scuola dovrebbe educare a valori laici, non a sharia soft. Ridurre verifiche per motivi religiosi significa insegnare ai ragazzi che alcune fedi valgono più delle altre: che il digiuno islamico è sacro, mentre la fatica scolastica per i non-musulmani è obbligatoria. È un messaggio devastante: la sottomissione è “buon senso”, la resistenza è “razzismo”.
I 164 docenti che firmano questa lettera sono complici consapevoli. Invece di difendere la parità di trattamento, insegnano ai ragazzi che le nostre leggi sono flessibili per l’Islam. È il tradimento della missione educativa: creare cittadini liberi, non sudditi di una religione conquistatrice.
Il PD locale e nazionale tace o applaude. Nessuna presa di posizione contro questa deriva. Anzi: è la stessa sinistra che a Brescia minimizza su imam pedofili, a Roma tollera moschee abusive, a Monfalcone apre oratori per preghiere islamiche.
Basta privilegi all’invasore islamico! La sinistra – PD in testa – è complice: da anni apre confini, concede spazi, tollera abusi per voti. Risultato? Città islamizzate, scuole sottomesse.
Azzeriamo l’immigrazione regolare dai paesi islamici: stop a flussi che importano 10mila fedeli pronti a pregare in massa. Bloccare acquisti di capannoni per moschee: controlli su fondi esteri, revoca permessi se abusi. Espulsione di imam e predicatori radicali.
Prima gli italiani! Prima Foggia italiana! Se non fermiamo ora, la moschea di via San Giuliano diventerà simbolo di conquista. Sveglia – o l’Italia diventerà Eurabia.pre oratori per preghiere islamiche. Complici dell’islamizzazione: privilegiano l’invasore, svendono l’Italia.
Questo non è arricchimento: è sostituzione. 10mila musulmani da 32 paesi – Bangladesh, Pakistan, Marocco, Egitto – importano mentalità incompatibili: imam che approvano spose di 9 anni, padri che stuprano figlie, consiglieri indagati per pedopornografia. A Brescia è già califfato: 30% neonati stranieri, lezioni sharia. A Foggia sarà lo stesso: oggi moschea, domani scuole halal, dopodomani sharia nei quartieri.
L’articolo di Foggiatoday lo conferma: il comitato è “organismo operativo” per gestire in “modo trasparente” – ma trasparente per chi? Per le comunità islamiche, non per gli italiani che subiscono. Fondi? Da donazioni private, ma chi garantisce non siano qatarini o sauditi, sponsor di radicalismo?
Basta cedimenti!
Azzeriamo l’immigrazione regolare dai paesi islamici: stop a decreti flussi che importano 10mila fedeli pronti a pregare in massa. Bloccare acquisti di capannoni per moschee: controlli su fondi esteri, revoca permessi se abusi. Espellere imam radicali, chiudere centri che fomentano odio.
Prima gli italiani! Prima Foggia italiana! Se non fermiamo ora, la moschea di via San Giuliano diventerà simbolo di conquista. Sveglia – o l’Italia diventerà Eurabia.


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