Stop interrogazioni a scuola durante il Ramadan per non turbare i musulmani

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By V febbraio 18, 2026 19:14

Stop interrogazioni a scuola durante il Ramadan per non turbare i musulmani

### Genova, la Resa dei Docenti: 164 Insegnanti Difendono la Sottomissione al Ramadan – “Inclusivo e di Buon Senso” non interrogare durante il Ramadan per una Scuola Islamizzata!

Genova, 18 febbraio 2026 – È ufficiale: la scuola italiana non educa più, si sottomette. Dopo la circolare della dirigente dell’Istituto Vittorio Emanuele II-Ruffini che invitava a ridurre interrogazioni e attività fisica durante il Ramadan per “non stressare” gli studenti musulmani in digiuno, 164 professori dello stesso istituto hanno firmato una lettera aperta pubblicata oggi su Il Secolo XIX. Titolo? “Gesto inclusivo e di buon senso per una scuola multiculturale”. Parole che dovrebbero far rabbrividire ogni genitore italiano: la scuola laica diventa strumento di islamizzazione, e i docenti – invece di difendere l’uguaglianza e la neutralità – si inginocchiano per primi.

Ramadan: no interrogazioni a scuola nella Genova del PD

La lettera è un capolavoro di ipocrisia buonista: “Non si tratta di privilegio, ma di attenzione ai bisogni degli studenti”, “la laicità non significa indifferenza”, “inclusione è rispettare le differenze”. Traduzione: gli studenti italiani devono subire un trattamento differenziato – interrogati di più, costretti a ginnastica mentre i compagni musulmani riposano – perché la religione islamica prevale sulle regole comuni. È discriminazione legalizzata, è sharia light nelle aule pubbliche, è la fine della scuola come luogo di uguaglianza.

E non è un caso isolato: a Genova ci sono 20.000 musulmani (dati citati dal consigliere PD SiMohamed Kaabour), e la sinistra locale – PD in testa – difende a spada tratta questa deriva. Kaabour stesso parla di “pedagogia” e accusa di ideologia chi denuncia. L’assessora Rita Bruzzone minimizza: “Autonomia scolastica, attenzione alla fragilità, non è islamizzazione”. Bugia colossale. Ridurre verifiche per motivi religiosi è privilegio religioso, non inclusione. È esattamente islamizzazione: la scuola si piega al calendario islamico, ignora quello cristiano (Natale e Pasqua vengono ormai ridotti a “vacanze invernali” e “primaverili” per non offendere).

I 164 docenti che firmano questa lettera sono complici consapevoli. Invece di difendere la parità di trattamento, insegnano ai ragazzi che alcune fedi valgono più delle altre. Che il digiuno islamico è sacro, mentre la fatica scolastica per i non-musulmani è obbligatoria. Che lo Stato italiano non è laico, ma si piega alle pretese della minoranza islamica. È un messaggio devastante: la sottomissione è “buon senso”, la resistenza è “razzismo”.

Il PD locale e nazionale tace o applaude. Nessuna presa di posizione contro questa deriva. Anzi: Kaabour, consigliere musulmano, difende la circolare come “didattica”. È la stessa sinistra che a Brescia minimizza su imam che approvano spose bambine, su consiglieri indagati per pedopornografia, su padri che mettono incinte le figlie. È la stessa sinistra che a Roma tollera mega-moschee abusive, a Monfalcone apre oratori per preghiere islamiche, a Padova cede sul maiale.

L’islamizzazione non arriva con le armi: arriva con le circolari, con le lettere dei docenti, con il silenzio dei media mainstream, con l’ipocrisia della sinistra che preferisce i voti etnici alla difesa dei valori occidentali. Oggi esentano interrogazioni per il Ramadan; domani chiederanno lezioni di Corano, velo per le ragazze, separazione in classe. E i docenti “inclusivi” firmeranno anche quella lettera.

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Basta!
La scuola italiana deve tornare laica e uguale per tutti: interrogazioni per chiunque, ginnastica per tutti, nessuna esenzione religiosa. I docenti che difendono questa sottomissione tradiscono la loro missione: educare cittadini liberi, non sudditi di una sharia strisciante.

Azzeriamo l’immigrazione regolare dai paesi islamici: stop a flussi che importano mentalità incompatibili, stop a ricongiungimenti che moltiplicano classi dove il 50% è musulmano e impone le sue regole. Revoca immediata di finanziamenti a scuole che piegano la laicità. Proteggiamo i nostri figli: non sacrifichiamoli sull’altare del multiculturalismo.

Prima gli italiani, prima la scuola laica!
No alla sinistra sottomessa all’Islam.
No ai docenti complici.
Sì all’Italia libera e sovrana.

Sveglia, Genova – o la prossima circolare vi chiederà di pregare verso La Mecca.

Stop interrogazioni a scuola durante il Ramadan per non turbare i musulmani ultima modifica: 2026-02-18T19:14:38+00:00 da V
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By V febbraio 18, 2026 19:14
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1 Comment

  1. Kurly febbraio 18, 20:36

    Questa è discriminazione bella e buona nei confronti degli studenti cattolici: si dà il caso che quest’anno l’inizio del Ramadan coincida con l’inizio della Quaresima! Quindi ci si aspetterebbe come minimo lo stesso trattamento da estendere al resto della scolaresca. In caso contrario son da licenziare in tronco e pure da denunciare per discriminazione 😤

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