Toghe costringono Italiani a risarcire Clandestini e ONG: è Guerra

V
By V febbraio 18, 2026 19:45

Toghe costringono Italiani a risarcire Clandestini e ONG: è Guerra

**Toghe rosse senza vergogna: condannano l’Italia a risarcire 76.000 euro all’Ong di Carola Rackete – perché ha speronato la Guardia di Finanza e forzato il blocco navale! Meloni: “Sentenza assurda, soldi degli italiani in regalo a chi viola la legge”**

È uno schiaffo in faccia indegno, un insulto alla memoria di ogni italiano onesto, un furto legalizzato ai danni dei contribuenti che sudano per mantenere uno Stato che sembra progettato apposta per premiare chi lo aggredisce e punire chi lo difende. Il Tribunale di Palermo ha appena stabilito che l’Italia – cioè noi – deve risarcire con **76.000 euro** la Ong Sea Watch per le spese sostenute dalla nave Sea Watch 3 dopo il fermo imposto nel giugno 2019, quando Carola Rackete forzò il blocco navale di Lampedusa, speronò una motovedetta della Guardia di Finanza e sbarcò 42 migranti irregolari contro ogni ordine legittimo del governo Conte gialloverde. Quando avevamo un vero ministro dell’Interno, Salvini.

VERIFICA NOTIZIA


La sentenza (depositata il 18 febbraio 2026) riconosce un danno patrimoniale: spese portuali, agenzia, carburante per mantenere la nave attiva e spese legali tra ottobre e dicembre 2019. L’Ong festeggia sui social con arroganza sfacciata: «Mentre il governo Meloni annuncia il blocco navale e attacca le Ong del soccorso in mare, il diritto ancora una volta dà ragione alla disobbedienza civile». Disobbedienza civile? È stata una vera e propria aggressione armata contro lo Stato italiano: Rackete ignorò divieto d’ingresso e ordine di fermarsi, condusse la nave contro una motovedetta della Guardia di Finanza (solo la prontezza dei militari evitò feriti o morti), attraccò illegalmente a Lampedusa e sbarcò irregolari. Arrestata per resistenza, violenza e istigazione a disobbedire alle leggi, finì ai domiciliari e poi scarcerata tra cori di solidarietà da sinistra e Ong.

Ora, sette anni dopo, il Tribunale di Palermo dà ragione a chi ha violato la legge e condanna gli italiani a pagare 76.000 euro per aver osato fermare una nave pirata umanitaria. È il trionfo delle toghe rosse: chi forza i confini e sperona le forze dell’ordine merita risarcimento; chi difende i confini merita processi e processi.

È la stessa follia che abbiamo visto nelle ultime settimane:
– Risarcimento di 700 euro a Redouane Laaleg, algerino irregolare con **23 condanne** (tra cui pestaggio a sangue di una donna con trauma cranico e oculare), **2 espulsioni per pericolosità sociale**, **13 alias** e 11 periodi di detenzione – solo perché trasferito in Albania.
– Risarcimento di 18.000 euro a un pakistano respinto in Slovenia e Bosnia (2023) per “trattamenti inumani”.
– Diciottesima Sezione Civile di Roma (Bile, Sangiovanni, Colla, Albano): blocco sistematico di trasferimenti in Albania, risarcimenti a irregolari violenti, sentenze pro-migranti e anti-governo.
– Indagini a tappeto su poliziotti e carabinieri: Rogoredo (4 agenti per “omissione di soccorso” dopo sparatoria a pusher armato a salve), San Siro (carabiniere per “eccesso colposo” dopo inseguimento di 8 km).

Le toghe rosse non si limitano a liberare clandestini pericolosi: ora fanno pagare gli italiani per aver tentato di difendere i confini. Il messaggio è chiaro: forzare il blocco navale, speronare una motovedetta, disobbedire alle leggi è “disobbedienza civile”. Punire chi lo fa è “violazione dei diritti”. Proteggere i confini è “repressione”. È un sistema eversivo che usa la toga come arma politica contro lo Stato democratico, contro il governo eletto, contro la sovranità nazionale.

Giorgia Meloni ha commentato con rabbia: «Non più tardi di ieri ho commentato la surreale decisione della magistratura di condannare il Ministero degli Interni a risarcire con i soldi degli italiani un immigrato irregolare con 23 condanne alle spalle che lo Stato aveva avuto l’ardire di trasferire nel Cpr in Albania per l’espulsione. Una notizia vergognosa, ma che sembra una sciocchezza rispetto a quello che è accaduto oggi. Vi ricordate Carola Rackete, che nel 2019 speronò una motovedetta della Guardia di Finanza per portare con la nave che comandava degli immigrati irregolari in Italia? Non solo all’epoca la Rackete è stata assolta, perché secondo alcuni magistrati è consentito forzare un blocco di polizia in nome dell’immigrazione illegale di massa, ma oggi i giudici prendono un’altra decisione che lascia letteralmente senza parole. Hanno condannato lo Stato italiano a risarcire con 76mila euro, sempre degli italiani, la Ong proprietaria della nave capitanata dalla Rackete perché dopo lo speronamento ai danni dei nostri militari l’imbarcazione era stata, giustamente, trattenuta e posta sotto sequestro».

È un sistema che funziona al contrario: chi difende i confini viene indagato o processato (Rogoredo, San Siro, Crotone), chi li viola ottiene protezione, permessi, risarcimenti. Le Ong applaudono, le toghe rosse festeggiano, gli italiani pagano due volte: in sicurezza (stupri, aggressioni, spaccio) e in tasse (CPR, accoglienza, indennizzi).

Il referendum del 22-23 marzo è l’unica via per spezzare questa catena: Sì per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici), sorteggiare il CSM (basta correnti rosse che nominano i loro), istituire l’Alta Corte disciplinare (punizioni reali per chi risarcisce delinquenti e blocca espulsioni).

Gli ultimi sondaggi (fino all’11 febbraio) danno il Sì tra il 58% e il 63% tra i votanti probabili, affluenza stimata 54-57%. Il Sì è avanti, ma serve una vittoria schiacciante per far capire che gli italiani non accettano più questo scempio.

Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo non è disposto a pagare 76.000 euro a chi sperona la Guardia di Finanza e scarica irregolari nei porti. Votare Sì è dire basta a chi insulta (“Topo Gigio”), accusa di malafede, libera stupratori e clandestini pericolosi, e condanna l’Italia a risarcire chi la aggredisce.

Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge i suoi confini e i suoi cittadini, non chi li devasta. La pacchia è finita – per le toghe rosse e per chi le usa come arma contro la sovranità nazionale! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!

Toghe costringono Italiani a risarcire Clandestini e ONG: è Guerra ultima modifica: 2026-02-18T19:45:35+00:00 da V
V
By V febbraio 18, 2026 19:45
Write a comment

No Comments

No Comments Yet!

Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.

Write a comment
View comments

Write a comment

Your e-mail address will not be published.
Required fields are marked*

Immagini a presentazione articoli sono illustrative a meno di specifico termine 'FOTO'

Categorie