TOGHE FUORI CONTROLLO: INTERROGATORI CHOC PER I POLIZIOTTI ANTI-SPACCIO

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By V febbraio 19, 2026 17:36

TOGHE FUORI CONTROLLO: INTERROGATORI CHOC PER I POLIZIOTTI ANTI-SPACCIO

**Interrogatori choc a Milano: i quattro agenti indagati per la morte del pusher a Rogoredo – le toghe rosse colpiscono ancora chi rischia la vita per fermare lo spaccio, mentre il delinquente diventa “vittima”**

È l’ennesima vergogna, l’ennesima dimostrazione che in Italia la giustizia è capovolta, ideologizzata, nemica di chi indossa la divisa e amica di chi la aggredisce. Questa mattina, 19 febbraio 2026, in Questura a Milano, sono iniziati gli interrogatori dei quattro agenti di polizia indagati per **favoreggiamento** e **omissione di soccorso** nell’inchiesta sulla morte di Abderrahim Mansouri, il 28enne marocchino ucciso il 26 gennaio scorso nel boschetto della droga di Rogoredo durante un controllo antidroga.

Il pm Giovanni Tarzia (coordinato dal procuratore Marcello Viola) li sta sentendo insieme al quinto collega già indagato per **omicidio volontario**, Carmelo Cinturrino, assistente capo che ha esploso l’unico colpo fatale. Gli investigatori della Squadra Mobile cercano di chiarire aspetti cruciali: la presenza o meno di una replica di pistola in mano alla vittima (poi risultata a salve), il ritardo di **23 minuti** tra lo sparo e la chiamata ai soccorsi, l’esatta sequenza degli eventi e l’eventuale presenza di testimoni non segnalati.

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I quattro agenti (tre uomini e una donna) sono accusati di aver “aiutato” il collega a eludere le indagini e di non aver prestato immediata assistenza al ferito agonizzante. Un’accusa gravissima, che trasforma chi era in servizio da eroi in potenziali colpevoli. Il messaggio è chiaro: “Se sparate per legittima difesa, se inseguite un pusher armato, se cercate di fermare lo spaccio nei boschetti dove i cittadini hanno paura di passare, rischiate il carcere”.

Ricordiamo i fatti: Mansouri, con precedenti per spaccio e resistenza, ignorò l’alt durante un controllo antidroga, fuggì e – secondo la versione iniziale – puntò una pistola contro gli agenti. Cinturrino sparò da oltre 20 metri per legittima difesa. L’autopsia ha confermato un solo colpo, ma ha aperto dubbi sulla posizione (Mansouri girato a sinistra, non di fronte). La Procura ha allargato l’inchiesta: i quattro colleghi avrebbero ritardato i soccorsi e favorito una ricostruzione “non corretta”.

È sempre la stessa storia: il criminale fugge, resiste, mette a rischio vite; le forze dell’ordine intervengono; la Procura indaga chi ha sparato, chi ha inseguito, chi non ha chiamato i soccorsi “abbastanza in fretta”. Il pusher morto? Vittima del sistema. Mansouri aveva precedenti per spaccio e resistenza: guidava senza patente, con un complice a bordo, causando la sua stessa morte – eppure sono i poliziotti a dover rispondere.

Le toghe rosse non perdonano chi osa applicare la legge. Indagano chi spara per legittima difesa, chi insegue per fermare un criminale, chi trasferisce irregolari pericolosi. È un sistema malato che premia il delinquente e punisce il tutore dell’ordine.

Il referendum del 22-23 marzo è l’unica via per spezzare questa catena: Sì per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici), sorteggiare il CSM (basta correnti rosse), istituire l’Alta Corte disciplinare (punizioni per chi sabota il lavoro delle forze dell’ordine e premia i violenti).

Gli ultimi sondaggi (fino all’11 febbraio) danno il Sì tra il 58% e il 63% tra i votanti probabili, affluenza stimata 54-57%. Il Sì è avanti, ma serve una vittoria schiacciante per far capire che gli italiani non accettano più questo scempio.

Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo non è disposto a vedere indagati i poliziotti che inseguono i fuggitivi mentre i delinquenti restano liberi. Votare Sì è dire basta a chi insulta (“Topo Gigio”), accusa di malafede, libera stupratori e clandestini pericolosi, e condanna l’Italia a risarcire i delinquenti.

Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge chi difende la legge, non chi la viola. La pacchia è finita – per le toghe rosse e per chi le usa come arma contro le forze dell’ordine! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!

TOGHE FUORI CONTROLLO: INTERROGATORI CHOC PER I POLIZIOTTI ANTI-SPACCIO ultima modifica: 2026-02-19T17:36:21+00:00 da V
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