TOGHE ROSSE ATTACCO TOTALE: LIBERANO ALTRA ONG, GEO BARENTS

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By V febbraio 19, 2026 22:31

TOGHE ROSSE ATTACCO TOTALE: LIBERANO ALTRA ONG, GEO BARENTS

**TOGHE ROSSE ALL’ATTACCO TOTALE: LIBERANO SEA WATCH E GEO BARENTS, CI COSTRINGONO A PAGARE 76MILA EURO ALLA RACKETE E SMONTANO I DECRETI SICUREZZA!**

Basta! È guerra aperta. Mentre l’Italia affoga sotto un’invasione di clandestini senza controllo, le toghe rosse continuano a sparare a zero contro il governo e contro il popolo italiano. Ieri è arrivata l’ennesima bordata: il Tribunale di Agrigento ha sospeso il fermo della Sea Watch 5, la nave pirata tedesca che non rispetta un accidente. Pochi giorni prima il Tribunale di Genova ha cancellato i due fermi della Geo Barents (bandiera norvegese) che aveva scaricato 206 clandestini a Genova il 23 settembre 2024. E come se non bastasse, da Palermo arriva la mazzata finale: lo Stato italiano dovrà sborsare 76mila euro alla Sea Watch 3 per il “danno” subito nel 2019, quando la nave della Rackete speronò una motovedetta della Guardia di Finanza mettendo a rischio la vita di quattro militari italiani!

È uno schiaffo in faccia a tutti gli italiani che pagano tasse, che vedono i porti trasformati in colabrodo e che subiscono la criminalità importata. Ma per le toghe rosse sembra che l’unico nemico sia il governo Meloni e chi prova a difendere i confini.

Andiamo con ordine, perché la sequenza è da vomito.

1. Sea Watch 5: fermo sospeso dal Tribunale di Agrigento. La nave tedesca potrà presto riprendere a fare la spola tra Libia e Italia. L’ONG esulta già: «Presto torneremo nel Mediterraneo». Traduzione: presto torneremo a traghettare altra carne da cannone a spese nostre.

2. Geo Barents: il Tribunale di Genova annulla tutto. Primo fermo di 60 giorni (Decreto Piantedosi) perché la nave non aveva rispettato le istruzioni della Guardia Costiera libica durante il soccorso del 19 settembre. Secondo fermo per otto carenze tecniche gravissime trovate durante l’ispezione. Tutto cancellato. Le toghe hanno deciso che le regole non valgono quando si tratta di ONG.

3. Sea Watch 3 – il caso Rackete: Palermo condanna lo Stato a pagare 76mila euro per carburante, ormeggio e spese legali durante il fermo del 2019. La prefettura non aveva risposto all’opposizione della ONG? Silenzio-assenso. Paghi tu, contribuente italiano. E la deputata Lega Simonetta Matone spara a zero: «All’epoca c’era il governo Conte 2 e al Viminale sedeva Luciana Lamorgese. È a lei che bisogna telefonare, perché è lei che ha lasciato marcire il contenzioso!».

Ma il colmo arriva quando una toga si permette di dare lezioni: «Denigrare non è diritto di critica». Cioè: noi italiani non possiamo nemmeno lamentarci se ci costringono a risarcire chi ha speronato le nostre forze dell’ordine. Altrimenti siamo “denigratori”. Roba da matti.

Questo non è più un caso isolato: è un sistema. Le toghe rosse stanno smontando pezzo dopo pezzo i decreti sicurezza, stanno rendendo carta straccia il Decreto Piantedosi, stanno dicendo alle ONG «fate pure, tanto noi vi copriamo». La Libia è riconosciuta come Stato SAR? Irrilevante. Le istruzioni della Guardia Costiera libica? Carta igienica. Le carenze tecniche della nave? Dettagli. L’unico comandamento è: salvare le ONG, punire l’Italia.

E intanto Sea Watch da sola ha scaricato in Italia oltre 47.000 clandestini dal 2015. Costo per noi contribuenti? Oltre 800 milioni di euro tra accoglienza, vitto, sanità, avvocati e ricorsi. Ottocento milioni! Soldi che mancano alle scuole, agli ospedali, alle pensioni degli italiani. Ma per le toghe rosse questi sono solo numeri. L’importante è che la Rackete e i suoi compari possano continuare a fare affari con gli scafisti.

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Salvini ha ragione da vendere: «C’è un pregiudizio politico di alcune toghe che si trasforma in azione contro l’Italia e gli italiani». La Russa parla di «sentenza abnorme». Meloni denuncia il pericolo. Ma le parole non bastano più.

Il 22 e 23 marzo abbiamo l’arma in mano: il referendum sulla giustizia. Votare SÌ significa separare le carriere, sorteggiare il CSM, mettere le toghe sotto controllo con un’Alta Corte disciplinare. Significa dire basta a questa dittatura giudiziaria che premia i trafficanti e indaga i carabinieri che fanno il loro dovere.

Basta con le navi-ONG che fanno da taxi per gli scafisti.
Basta con i tribunali che lavorano contro l’Italia.
Basta con i soldi degli italiani regalati a chi ci invade.

Votiamo SÌ in massa. Mandiamo a casa questa casta di toghe rosse.
E mandiamo a casa anche tutte le ONG dal Mediterraneo.

Italia prima di tutto. Punto.
Fuori i clandestini, fuori le ONG, fuori le toghe rosse!

TOGHE ROSSE ATTACCO TOTALE: LIBERANO ALTRA ONG, GEO BARENTS ultima modifica: 2026-02-19T22:31:40+00:00 da V
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