Tutti i risarcimenti regalati dai giudici ai clandestini

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By V febbraio 19, 2026 12:35

Tutti i risarcimenti regalati dai giudici ai clandestini

**ATTACCO ALLO STATO: TOGHE ROSSE PREMIANO CLANDESTINI, ONG E INDAGANO CARABINIERI, POLIZIOTTI**

È guerra dichiarata. Non più nascosta, non più mascherata da “garantismo” o “diritti umani”. È un attacco frontale, sistematico, quotidiano allo Stato italiano, alle sue forze dell’ordine, alla sua sovranità, alla sua sicurezza. Le toghe rosse – quella magistratura politicizzata, ideologizzata, arroccata nelle correnti di sinistra – stanno vincendo su tutti i fronti: risarciscono clandestini pluripregiudicati, premiano le Ong che forzavano i blocchi navali e speronavano le motovedette della Guardia di Finanza, e contemporaneamente indagano a tappeto carabinieri e poliziotti che osano fare il proprio dovere.

Negli ultimi giorni tre sentenze e indagini hanno messo a nudo il meccanismo eversivo in atto:

1. **76.000 euro all’Ong di Carola Rackete**
Il Tribunale di Palermo ha condannato lo Stato italiano a risarcire la Sea Watch con 76.000 euro per le spese sostenute dalla nave Sea Watch 3 dopo il fermo imposto nel giugno 2019. Rackete forzò il blocco navale di Lampedusa, speronò una motovedetta della Guardia di Finanza (solo la prontezza dei militari evitò feriti o morti) e sbarcò illegalmente 42 irregolari. Arrestata per resistenza, violenza e istigazione a disobbedire alle leggi, finì ai domiciliari e poi scarcerata tra cori di solidarietà da sinistra e Ong. Ora, sette anni dopo, il Tribunale dà ragione a chi ha violato la legge e condanna gli italiani a pagare 76.000 euro per aver osato fermare una nave pirata umanitaria. L’Ong esulta: «Il diritto dà ragione alla disobbedienza civile». Traduzione: forzare i confini, speronare le forze dell’ordine, violare le leggi è “disobbedienza civile”. Punire chi lo fa è “repressione”. E lo Stato paga il conto.

2. **Risarcimenti ai clandestini violenti**
Redouane Laaleg, algerino irregolare con **23 condanne** (tra cui pestaggio a sangue di una donna con trauma cranico e oculare), **2 espulsioni per pericolosità sociale**, **13 alias** e 11 periodi di detenzione, incassa 700 euro dal Viminale perché trasferito nel CPR di Gjader in Albania. Il giudice Corrado Bile (Diciottesima Sezione Civile di Roma) ha stabilito che il trasferimento “lederebbe la sua vita familiare” – vita familiare già distrutta dalla decadenza della responsabilità genitoriale nel 2023. Contemporaneamente Damiana Colla (stessa sezione) aveva condannato lo Stato a 18.000 euro per un pakistano respinto in Slovenia e Bosnia perché “trattamento inumano”. La sezione rossa di Roma è diventata un bancomat per irregolari violenti: chi picchia donne, spaccia, resiste alla polizia, usa alias multipli, ottiene protezione e soldi pubblici.

3. **Rogoredo e San Siro: indagati i carabinieri che sparano o inseguono**
– Rogoredo, 26 gennaio 2026: Abderrahim Mansouri, 28enne marocchino con precedenti per spaccio e resistenza, punta una pistola (a salve) contro gli agenti durante un controllo antidroga. Uno spara per legittima difesa. Risultato: l’agente indagato per omicidio volontario, altri quattro per omissione di soccorso e favoreggiamento.
– San Siro, 14 febbraio 2026: inseguimento di 8 km di Fares Bouzidi (precedenti per spaccio e resistenza), morto nello schianto. Il carabiniere indagato per “eccesso colposo nell’adempimento del dovere” (distanza troppo ravvicinata), altri quattro per omissione di soccorso.

In tutti i casi la dinamica è identica: il criminale fugge, resiste, mette a rischio vite; le forze dell’ordine intervengono; la Procura indaga chi ha sparato o inseguito, mai chi ha provocato la tragedia. È un messaggio terroristico: “Non inseguite, non fermate, non sparate per legittima difesa – o finite sotto processo”.

È guerra. Le toghe rosse – concentrate in sezioni chiave (Diciottesima Civile di Roma, Procure di Palermo e Milano), protette dalle correnti (Magistratura Democratica in testa) – stanno conducendo una battaglia politica contro il governo eletto, contro la sovranità nazionale, contro la sicurezza degli italiani. Risarciscono chi sperona motovedette, chi picchia donne, chi spaccia nei boschetti, chi resiste alla polizia. Indagano chi difende i confini, chi ferma i fuggitivi, chi spara per non morire.

Giorgia Meloni ha detto chiaramente: «Sentenze assurde. Soldi degli italiani regalati a chi viola la legge». Ha ragione. È un furto legalizzato, un’umiliazione di Stato, una sfida aperta alla democrazia.

Il referendum del 22-23 marzo è l’ultima trincea. Votare **Sì** significa:
– Separare le carriere: pm non più padroni dei giudici.
– Sorteggiare il CSM: basta correnti rosse che nominano i loro e concentrano potere in sezioni “rosse”.
– Alta Corte disciplinare: punizioni reali per chi risarcisce delinquenti e blocca espulsioni.

Gli ultimi sondaggi (fino all’11 febbraio) danno il Sì tra il 58% e il 63% tra i votanti probabili, affluenza stimata 54-57%. Il Sì è avanti, ma serve una vittoria schiacciante per spezzare questa deriva eversiva.

Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo non è disposto a pagare 76.000 euro a chi sperona la Guardia di Finanza, 700 euro a chi picchia donne, 18.000 euro a chi viene respinto. Votare Sì è dire basta a chi insulta (“Topo Gigio”), accusa di malafede, libera stupratori e clandestini pericolosi, e condanna l’Italia a risarcire chi la aggredisce.

Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge i suoi confini, i suoi cittadini, i suoi tutori dell’ordine. La pacchia è finita – per le toghe rosse eversive e per chi le usa come arma contro la nazione! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!

Tutti i risarcimenti regalati dai giudici ai clandestini ultima modifica: 2026-02-19T12:35:28+00:00 da V
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