Un altro straniero tenta di rapire bambino italiano: è emergenza
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### ALLARME RAPIMENTI: QUARTO TENTATIVO DI STRANIERO SU UN BAMBINO IN POCHI GIORNI, A SCANDICCI BIMBO DI 5 ANNI SFUGGE PER MIRACOLO
Firenze, 20 febbraio 2026 – L’Italia è sotto assedio da un’ondata di tentativi di rapimento ai danni dei nostri bambini, tutti perpetrati da stranieri senza scrupoli. Il quarto episodio in soli pochi giorni si è verificato a Scandicci, vicino Firenze, dove un uomo descritto come probabilmente straniero ha cercato di strappare un bimbo di cinque anni dalle braccia della madre. Un atto di violenza inaudita che, fortunatamente, si è concluso con la fuga del responsabile dopo una colluttazione e urla disperate, ma che lascia un’intera comunità terrorizzata e pone interrogativi urgenti sulle falle del nostro sistema migratorio.
Quarto tentativo di rapimento di un bambino perpetrato da uno straniero in pochi giorni: questa volta, è successo a Scandicci ai danni di un bimbo di 5 anni.
👉 il 17 febbraio, a Caivano, un 45enne ghanese con precedenti ha cercato di rapire un bimbo di 5 anni all’uscita di un… pic.twitter.com/hgk4YDMr6D
— Francesca Totolo (@fratotolo2) February 19, 2026
Secondo quanto riportato da fonti attendibili, come il post su X di Francesca Totolo (@fratotolo2), che ha documentato la sequenza agghiacciante di questi eventi, l’incidente a Scandicci è solo l’ultimo di una serie preoccupante. Nel post, che include un articolo di RTL 102.5 con foto dei Carabinieri sul posto, si descrive come l’aggressore si sia avvicinato al bambino e abbia tentato di sottrarlo alla madre. Dopo momenti di tensione estrema, con lotta e grida, l’uomo ha desistito e è fuggito. È stata una passante a chiamare i Carabinieri, che ora stanno indagando, ricostruendo i fatti anche attraverso le telecamere di sicurezza della zona. L’immagine allegata mostra un’auto dei Carabinieri in azione, simbolo di un intervento tardivo in un Paese sempre più insicuro.
Ma non è un caso isolato: come denuncia Totolo nel suo post del 19 febbraio, si tratta del quarto tentativo in brevissimo tempo, tutti ad opera di stranieri. Ecco la lista che fa gelare il sangue:
– Il 17 febbraio a Caivano, un 45enne ghanese con precedenti penali ha cercato di rapire un bimbo di 5 anni all’uscita di un supermercato. Un immigrato con un passato criminale, libero di circolare e minacciare i nostri figli.
– Il 14 febbraio a Bergamo, un romeno senza fissa dimora ha afferrato una bimba di 18 mesi fuori da un supermercato, fratturandole il femore nella violenza dello strappo. Arrestato, ma quante altre vittime prima di agire?
– L’11 febbraio a Roma, una donna straniera si è finta babysitter per prelevare una bimba di 3 anni da una scuola dell’infanzia. Un inganno subdolo che evidenzia la pericolosità di chi arriva senza controlli.
Questi fatti, documentati e diffusi sui social, non sono invenzioni: sono la cronaca nera di un’Italia invasa da individui privi di radici, spesso irregolari o con storie dubbie, che trasformano le nostre strade in campi minati per le famiglie. Quanti altri segnali servono per capire che l’immigrazione incontrollata sta mettendo a repentaglio la vita dei nostri bambini? Frontiere porose, accoglienza indiscriminata e politiche lassiste hanno creato mostri che vagano liberi, pronti a colpire i più indifesi.
Il post di Totolo, che ha raggiunto migliaia di visualizzazioni, grida un allarme che le istituzioni fingono di non sentire: “Quarto tentativo di rapimento di un bambino perpetrato da uno straniero in pochi giorni”. E i commenti degli utenti riflettono l’esasperazione generale – da chi ipotizza reti criminali dietro questi atti a chi denuncia apertamente l’invasione. Non possiamo più tollerare questo scempio. Serve un giro di vite immediato: espulsioni massive per chi delinque, chiusura delle frontiere, stop a ogni forma di integrazione forzata che nasconde pericoli letali.
Le famiglie italiane meritano di vivere senza paura, di mandare i figli a scuola o al supermercato senza temere mani straniere che li afferrino. Questo ennesimo episodio a Scandicci deve essere il campanello d’allarme finale. Basta silenzi complici: l’Italia deve proteggere i suoi cittadini, non importare minacce. Prima che il prossimo tentativo riesca, e un bambino sparisca per sempre.


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