Epidemia di Tubercolosi in palazzo occupato dai migranti
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**Allarme Tubercolosi a Torino: Secondo Focolaio nel Centro Occupato Neruda di Askatasuna! Immigrati Clandestini in Condizioni Igieniche Disastrose Espongono l’Intera Città al Rischio Epidemia**
**Torino, 21 febbraio 2026** – È emergenza sanitaria vera e propria nello stabile ex scuola Neruda di corso Ciriè, occupato dal 2015 dagli antagonisti legati ad **Askatasuna**. Un **nuovo caso di tubercolosi** è stato accertato, confermando il **secondo focolaio** in appena quattro mesi. La ASL Città di Torino non usa giri di parole: «Si ritiene indispensabile disporre lo sgombero immediato dello Spazio Neruda». Il pericolo è concreto, la malattia è trasmissibile per via aerea e, se non fermata, può diventare epidemica.
Ecco il post che ha fatto scattare l’allarme sui social, pubblicato ieri dalla giornalista Francesca Totolo:
Secondo focolaio di tubercolosi al Neruda, occupato da antagonisti di Askatasuna, che ospita immigrati, anche clandestini. pic.twitter.com/K77nEEprkQ
— Francesca Totolo (@fratotolo2) February 20, 2026
La foto allegata al tweet è proprio la prima pagina de La Stampa di oggi: «Focolaio di tubercolosi nel Neruda occupato. Marrone: “Subito lo sgombero”». L’immagine mostra lo stabile fatiscente, coperto di scritte e bandiere, simbolo perfetto del degrado che regna dentro.
**I fatti sono agghiaccianti.**
A ottobre 2025 già sei casi (tre adulti e tre minori). Ora un nuovo positivo trasferito all’Amedeo di Savoia, ma la ASL ammette: «Difficile identificare chi può esser stato contagiato». Non esiste un elenco completo degli occupanti, molti dei quali sono immigrati irregolari arrivati da Paesi ad alta endemia tubercolare. L’edificio è sovraffollato, le condizioni igieniche «gravemente precarie», la gestione del rischio contagio «non adeguata». La lettera ufficiale della ASL al sindaco Stefano Lo Russo è una sentenza: proseguendo così c’è «concreto pericolo per gli occupanti» e per tutta la collettività.
L’assessore regionale al Welfare Maurizio Marrone non ci gira intorno:
«Da emergenza di ordine pubblico Askatasuna diventa emergenza sanitaria. Continuano a tenere decine di immigrati in condizioni di sfruttamento e precarietà igienica, con l’intollerabile inerzia, se non accondiscendenza, delle politiche sociali del Comune di Torino. Quell’occupazione va chiusa nell’interesse delle persone che vi abitano, per farle seguire dal welfare istituzionale e non dall’anti-Stato degli antagonisti, il cui presunto impegno sociale ci regala solo focolai di malattie contagiose».
**La domanda è una sola e urgente: fino a quando tollereremo questo scandalo?**
Un ex edificio pubblico, di proprietà del Comune, trasformato in un dormitorio senza regole per centinaia di persone (oltre 120 secondo le stime), gestito da militanti che pretendono addirittura affitti e non esitano a usare la violenza contro chi non paga. Nessun controllo sanitario preventivo, nessuna tracciabilità, nessuna igiene. E intanto la tubercolosi – malattia che in Italia era quasi scomparsa – torna a circolare in pieno centro città.
I cittadini torinesi hanno diritto di sapere: chi paga i costi sanitari? Chi garantisce che i contatti non si diffondano nelle scuole, sui mezzi pubblici, nei quartieri limitrofi? Perché il Comune continua a lasciare che Askatasuna gestisca una bomba sanitaria nel cuore di Torino?
**È ora di dire basta.**
Sgombero immediato, come chiede la ASL. Controlli sanitari obbligatori per tutti gli occupanti. Chiusura definitiva di questi centri sociali che, sotto la maschera dell’«accoglienza», producono solo degrado, sfruttamento e malattie. La salute pubblica non è negoziabile. La sicurezza dei torinesi viene prima di qualsiasi ideologia.
La tubercolosi non guarda il colore politico: colpisce tutti. Ma chi l’ha fatta rientrare nelle nostre città ha un nome e un cognome: chi per anni ha difeso occupazioni, tollerato l’illegalità e trasformato Torino in un laboratorio di esperimenti multiculturali falliti.
**Torino non può più aspettare. Sgombero subito!**


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