Porta la moglie in Italia:”Ti uccido e ti faccio a pezzi”
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**Pesaro, marocchino minaccia di fare a pezzi la moglie arrivata con ricongiungimento: ora basta. AZZERARE SUBITO l’immigrazione islamica regolare e tutti i ricongiungimenti familiari**
«Ti uccido e ti faccio a pezzi». Poi l’avrebbe infilata in una busta nera.
Questa non è una scena di un film horror. È quello che un 35enne marocchino residente a Pesaro ha detto alla moglie, ragazza marocchina nata nel 2000, sposata con matrimonio combinato in Marocco nel 2022 e fatta arrivare in Italia il 22 febbraio 2023 grazie al ricongiungimento familiare.
Pochi giorni dopo l’arrivo, l’inferno: schiaffi, pugni, strattonamenti, insulti continui, isolamento totale, zero soldi in tasca, divieto di uscire da sola e di usare i social. Una violenza fisica e psicologica quotidiana che ha portato la ragazza al pronto soccorso (lesioni guaribili in 10 giorni) e poi a chiedere una casa protetta. Ieri il marito è stato rinviato a giudizio per maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate. Lui, ovviamente, la denuncia a sua volta: «Voleva solo i documenti italiani».
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Ecco il capolavoro del “ricongiungimento familiare” tanto caro alla sinistra: importiamo non lavoratori, non integrati, ma intere famiglie che portano con sé matrimoni combinati, mentalità tribale e violenza contro le donne tipica di certi paesi islamici. Lei arriva fresca fresca dal Marocco, e dopo pochi giorni è già prigioniera in casa, picchiata e terrorizzata. Benvenuta in Italia, sorella.
Questo è il risultato concreto dell’immigrazione regolare dall’Islam: non “poveri cristi che scappano dalla guerra”, ma uomini che trattano le mogli come proprietà, esattamente come si fa in Marocco, in Egitto, in Pakistan. E noi paghiamo: case protette, processi, carabinieri, medici, assistenti sociali. Tutto a spese degli italiani.
A Pioltello chiudono la scuola per il Ramadan anche se solo il 34% degli studenti lo festeggia. A Pioltello regolarizzano la moschea abusiva dopo le proteste dei musulmani. A Pesaro importano mogli da picchiare con il ricongiungimento familiare. È sempre lo stesso copione: l’Italia che si suicida pezzo per pezzo per “accogliere” chi non ha nessuna intenzione di integrarsi, ma solo di riprodurre qui la sharia e la cultura della sopraffazione.
È finita l’era delle favole multiculturali.
**AZZERARE IMMEDIATAMENTE** l’immigrazione regolare dai paesi islamici.
**AZZERARE** tutti i ricongiungimenti familiari da Marocco, Tunisia, Egitto, Pakistan, Bangladesh e resto dell’umma.
Basta importare problemi. Basta importare violenza. Basta importare mariti che minacciano di fare a pezzi le mogli.
La ragazza marocchina di Pesaro non sarebbe mai dovuta arrivare in Italia per finire in questo incubo. E migliaia di altre donne (e uomini italiani) non dovrebbero pagare il prezzo di questa follia buonista.
Al Governo, al Ministro dell’Interno, alla Meloni e a tutti quelli che hanno promesso di difendere i confini: **cosa state aspettando?**
Ogni giorno che passa senza bloccare questi ricongiungimenti è un altro giorno in cui l’Italia viene colonizzata dall’interno.
Basta. Fermate tutto. Ora. Prima che altre buste nere diventino realtà anche nelle nostre città.
L’immigrazione islamica non si “integra”. Si sostituisce. E noi non vogliamo più essere ostaggi.


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