Migrante “cieco assoluto” con pensione di invalidità alla guida: ASSOLTO
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**Pakistano “cieco assoluto” con pensione di invalidità alla guida di un SUV: assolto – l’ennesima beffa dello Stato, mentre i veri invalidi italiani restano senza aiuti**
È l’ennesima vergogna, l’ennesima dimostrazione che in Italia la giustizia è diventata uno strumento al servizio dell’impunità e del buonismo ideologico, mentre i cittadini onesti pagano il conto due volte: con le tasse e con l’indignazione. Un pakistano residente in Brianza, amministratore di diversi punti vendita nei centri commerciali del Nord Italia, percepiva da anni la pensione di invalidità per **cecità assoluta** – oltre 300 euro al mese più accompagnamento e agevolazioni – eppure è stato filmato dalle Fiamme Gialle mentre camminava da solo, attraversava la strada senza aiuti e guidava tranquillamente un SUV. Risultato? Il Tribunale di Monza lo ha assolto “perché il fatto non sussiste” dalle accuse di truffa aggravata ai danni dello Stato, falso ideologico e riciclaggio.
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I fatti risalgono al 2021: l’uomo arriva al pronto soccorso per una caduta (la seconda in pochi mesi). I medici diagnosticano la cecità totale dell’occhio sinistro (già perso in precedenza l’altro occhio). Pratiche avviate, visite specialistiche, Commissione Medica dell’Inps di Monza: nel 2022 gli viene riconosciuto lo status di “cieco assoluto”. Pensione erogata senza problemi. Ma nel 2024 la Guardia di Finanza, durante un servizio contro i falsi invalidi, lo immortala alla guida e in piena autonomia. Scatta l’arresto, sequestro di conti, orologi, gioielli, revoca immediata della pensione da parte dell’Inps. La Procura di Monza chiede 3 anni e mezzo di reclusione.
Al processo, difeso dagli avvocati Marco Di Maria (foro di Palermo) e Giuseppe Di Palo (Napoli), l’imputato è assolto. La giudice accoglie la tesi dei legali: «I requisiti per il riconoscimento dello status di cieco assoluto sono esclusivamente di carattere medico e non rileva se l’invalido, in qualche modo, per la propria capacità di adattamento o per incoscienza, riuscisse comunque a compiere determinate azioni, anche complesse. Un residuo visivo, ammesso dalla legge al di sotto del 3%, può consentire in alcuni casi anche di muoversi in autonomia, di leggere o compiere alcuni atti di vita quotidiana».
Traduzione per i cittadini italiani che pagano le tasse: se hai un residuo visivo minimo (inferiore al 3%), puoi guidare un SUV, camminare da solo, gestire punti vendita, ma lo Stato ti riconosce “cieco assoluto” e ti dà la pensione per sempre. Non importa se fingi o se davvero non vedi: basta la certificazione medica. E se ti beccano? Assolto, perché “il fatto non sussiste”.
È la stessa logica perversa che abbiamo visto mille volte:
– Risarcimento di 700 euro a Redouane Laaleg, algerino irregolare con 23 condanne (tra cui pestaggio di donna), perché trasferito in Albania.
– Risarcimento di 76.000 euro alla Sea Watch di Carola Rackete, che speronò la Guardia di Finanza.
– Risarcimento di 18.000 euro a un pakistano respinto in Slovenia per “trattamenti inumani”.
– Nessun risarcimento per i familiari di Santo Re, ucciso da un irregolare zimbabwese con sei ordini di espulsione non eseguiti.
Lo Stato italiano può essere chiamato a pagare quando favorisce l’invasione (Ong, clandestini, occupanti abusivi), ma non quando fallisce nel proteggere i cittadini. La pensione per “ciechi assoluti” che guidano SUV è un altro schiaffo ai veri invalidi italiani, che lottano ogni giorno per ottenere aiuti che spesso non arrivano.
Giorgia Meloni ha già commentato casi simili: «Sentenze assurde. Soldi degli italiani regalati a chi viola la legge». Qui è peggio: soldi dati a chi forse non ne ha diritto, mentre le vittime restano sole.
Il referendum del 22-23 marzo è l’unica via per spezzare questa catena: Sì per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici), sorteggiare il CSM (basta correnti rosse), istituire l’Alta Corte disciplinare (punizioni per chi premia furbetti e lascia impuniti i violenti).
Gli ultimi sondaggi (fino all’11 febbraio) danno il Sì tra il 58% e il 63% tra i votanti probabili, affluenza stimata 54-57%. Il Sì è avanti, ma serve una vittoria schiacciante.
Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo non è disposto a vedere assolti i falsi invalidi che guidano SUV mentre i veri ciechi e le vittime di immigrati irregolari restano senza giustizia. Votare Sì è dire basta a chi insulta (“Topo Gigio”), accusa di malafede, libera stupratori e clandestini pericolosi, e condanna l’Italia a pagare chi la deruba.
Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge i suoi cittadini onesti, non chi li prende in giro. La pacchia è finita – per le toghe rosse e per chi le usa come arma contro i contribuenti! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!


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