Niente perizia psichiatrica per Don Alì, il “Re dei Maranza” di nuovo a processo
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**Brutte notizie per Don Alì, il “Re dei Maranza”: Niente Perizia Psichiatrica, Processo in Abbreviato – Il Tiktoker Violento Resta in Catene!**
Doccia gelata per il teppista più sbruffone d’Italia: il giudice per le indagini preliminari di Torino ha **respinto** la richiesta di perizia psichiatrica avanzata dalla difesa di Alì Said, alias **Don Alì**, il 24enne “re dei maranza” che sui social incita alla violenza, minaccia insegnanti e si atteggia a boss di strada. Niente “fragilità mentali”, niente sconti da malato immaginario: il 20 febbraio si va al processo con rito abbreviato per l’agguato al maestro elementare di Barriera di Milano, minacciato, schiaffeggiato e additato come “pedofilo” in un video virale girato dalla sua gang.
Il tiktoker violento, già detenuto per scontare oltre **5 anni** di condanne definitive sparse in tutta Italia (resistenza a pubblico ufficiale, furti, lesioni), voleva far credere di essere “incapace di intendere”. Il giudice ha detto no: le sue condotte sono chiare, premeditate, documentate. Nessun esame psichiatrico servirà a salvargli la pelle. E mentre lui resta dietro le sbarre, i suoi follower maranza continuano a esaltarlo come idolo.
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Questo è il ritratto perfetto degli immigrati di seconda generazione che abbiamo importato con i ricongiungimenti familiari: cresciuti in Italia, parlano italiano, usano TikTok come arma di propaganda, ma nel cuore hanno solo odio per la nostra società. Don Alì non è un “ragazzo problematico”: è un delinquente seriale che organizza agguati, filma per umiliare, incita alla violenza e si sente intoccabile. Minacciare un maestro, circondarlo con la gang, postare tutto per avere like – questo è il livello di arroganza raggiunto da chi odia l’Italia che lo ha accolto e nutrito.
E non è solo lui. Le baby gang islamiche di seconda generazione stanno conquistando scuole, piazze e periferie: pestaggi premeditati nei cortili, coltelli roteati davanti al Colosseo, rapine con tirapugni, minacce ai professori. A Sassuolo, Modena, Bergamo, Treviso, Roma: sempre gli stessi volti, sempre la stessa rabbia anti-italiana coltivata in famiglie che non si integrano ma pretendono diritti.
Basta con questa follia!
Abroghiamo immediatamente i ricongiungimenti familiari che generano questi mostri recidivi.
Espelliamo Don Alì e tutti i maranza come lui, insieme alle famiglie che li hanno allevati nell’odio.
Revoca della cittadinanza per chi delinque e istiga alla violenza sui social.
Remigrazione di massa: l’Italia non è il loro parco giochi criminale!
Don Alì resta in carcere? Bene, ma non basta.
Vogliamo vedere tutti i suoi simili rimpatriati.
Prima che le nostre scuole diventino prigioni e le nostre strade campi di battaglia.
Italia agli italiani – o i maranza ci porteranno al collasso definitivo!


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