Travolge e investe più volte un uomo con l’auto e lo uccide
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**L’ennesimo orrore importato in Veneto: tunisino di 54 anni semina morte e terrore a San Bonifacio**
SAN BONIFACIO (Verona) – Il Veneto continua a pagare un prezzo altissimo per un’immigrazione che non si ferma e che porta con sé violenza, brutalità e insicurezza quotidiana. Questa volta è toccato a San Bonifacio, piccola e un tempo tranquilla cittadina veronese, svegliarsi con un incubo di sangue: un uomo di 54 anni, di nazionalità tunisina, ha trasformato una normale mattinata in una scena da far accapponare la pelle.
Il tunisino, alla guida di un’Audi, ha prima investito a gran velocità un uomo di 55 anni che si stava allontanando a piedi dopo una discussione animata. Non si è trattato di un tragico incidente: l’ha travolto ripetutamente, passando più volte con le ruote sopra il corpo fino a lasciarlo esanime sul marciapiede di via Fogazzaro, proprio davanti a un centro commerciale. Una residente, testimone dell’orrore, ha dato l’allarme intorno alle 7. Quando i Carabinieri e i sanitari del 118 sono arrivati, per la vittima non c’era più nulla da fare.
Ma la furia del tunisino non si è esaurita. Pochi minuti dopo, a poche centinaia di metri di distanza e proprio vicino alla caserma dei Carabinieri, lo stesso uomo ha volutamente tamponato una Fiat Punto bianca parcheggiata. Da quel banale urto è esplosa una colluttazione violentissima: il 54enne tunisino si è avventato sul conducente, un 63enne, colpendolo con ferocia allo sterno e alla gamba. Il malcapitato è finito in ospedale, dove è stato medicato e poi dimesso.
Solo il rapido coordinamento tra le pattuglie intervenute sui due episodi ha permesso agli investigatori di collegare i fatti e identificare immediatamente il responsabile. Il tunisino è stato arrestato all’alba con le accuse pesantissime di omicidio e tentato omicidio. Ora è a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Episodi come questo non sono più “casi isolati”: sono la conseguenza diretta di un’immigrazione incontrollata che continua a riversare sul nostro territorio individui che non integrano, non rispettano le regole e portano con sé tensioni esplosive e violenza cieca. Il Veneto, terra laboriosa e accogliente per chi vuole lavorare onestamente, è diventato teatro di questi drammi con una frequenza allarmante. San Bonifacio oggi vive nel terrore: i cittadini si chiedono fino a quando dovremo sopportare che le nostre strade si trasformino in teatri di caccia.
Basta girarsi dall’altra parte. Basta con l’accoglienza indiscriminata e i rimpatri solo sulla carta. Servono misure immediate, concrete e senza sconti: espulsioni sistematiche per chi commette reati gravi, controlli severi alle frontiere, fine dei flussi selvaggi dal Nord Africa. Solo così potremo restituire sicurezza alle famiglie italiane. Altrimenti, episodi come quello di oggi a San Bonifacio diventeranno la norma, non l’eccezione. E l’Italia non può permetterselo.


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