Chiese italiane diventano moschee durante il Ramadan
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**ALLARME ROSSO IN FRIULI: LA CHIESA CATTOLICA SI GETTA AI PIEDI DELL’ISLAM! L’oratorio “Stalle Rosse” di Staranzano diventa moschea ufficiale per tutto il Ramadan. Dopo le 13 chiese italiane già profanate e trasformate in templi di Maometto, l’invasione islamica accelera senza freni: l’Italia cristiana è sotto assedio, la resa è totale e la sostituzione religiosa è in atto sotto i nostri occhi!**
Staranzano (Gorizia), 22 febbraio 2026 – È uno scandalo che grida vendetta al cielo. È un tradimento imperdonabile, una pugnalata alle spalle di tutti i cristiani italiani che da secoli difendono la Croce con il sangue dei martiri. Mentre migliaia di fedeli cattolici piangono la chiusura delle loro parrocchie per mancanza di vocazioni e di giovani, la Curia di Gorizia – guidata dal vicario generale don Paolo Zuttion – consegna letteralmente le chiavi di un oratorio sacro alla comunità islamica invasiva.
L’oratorio “Stalle Rosse”, luogo storico di catechismo, messe per i bambini, adorazione eucaristica e preghiere cristiane, è stato sconsacrato di fatto e trasformato in moschea temporanea per l’intero mese del Ramadan, iniziato lo scorso 18 febbraio. Non una volta, non per “solidarietà”. **Per tutto il mese sacro islamico**: azan che squarcia il silenzio del Friuli, tappeti da preghiera che calpestano il pavimento dove un tempo si inginocchiavano i fedeli davanti al Tabernacolo, invocazioni ad Allah che sostituiscono il “Padre Nostro”. E non finisce qui. Lo stesso don Zuttion, con una vigliaccheria che fa accapponare la pelle, ha dichiarato apertamente: «La comunità islamica è in una situazione un po’ difficile – e non possono usare le strutture che usavano di solito, per questo hanno chiesto in giro ospitalità. Al momento possiamo concedere loro il venerdì ma stiamo vedendo per altre giornate coinvolgendo anche gli spazi della chiesa di San Michele».
**La chiesa di San Michele!** Il prossimo passo è già annunciato: la profanazione si allarga, l’oratorio è solo l’antipasto. Presto anche l’altare maggiore rischia di ospitare il mihrab orientato verso la Mecca. È la resa senza condizioni. È la Chiesa cattolica che si prosterna davanti alla mezzaluna, mentre in tutto il mondo islamico le chiese cristiane vengono bruciate, chiuse, trasformate in moschee o semplicemente vietate. Ricordate Hagia Sophia? Da basilica cristiana a moschea. Ricordate le migliaia di chiese in Turchia, Egitto, Pakistan, Nigeria? Distrutte o requisite. Qui in Italia, invece, siamo noi a offrire i nostri spazi sacri su un piatto d’argento agli invasori.
Ma questa non è un’eccezione folle. È la logica conseguenza di un piano orchestrato da anni. Solo tre mesi fa, nel novembre 2025, abbiamo denunciato con sgomento l’**attacco islamico soft che ha già trasformato 13 chiese italiane in moschee operative**. Un rosario di profanazioni che fa rabbrividire:
– A Bergamo la storica chiesa dei Frati Cappuccini, venduta per 453.000 euro all’Associazione Musulmani.
– A Napoli la chiesa di Santa Caterina al Foro Magno, crocifisso rimosso, panche buttate via, tappeti e Corano al loro posto.
– A Segrate (Milano) la chiesa di San Bovio diventata moschea fissa dal 2018.
– A Colleferro i bengalesi che pregano con il muezzin in diretta.
– A Livorno, Mantova, Palermo, Terni, Como, Brescia, Roma, Torino… ovunque ex chiese cristiane ora risuonano di sure coraniche.
E questi sono solo i casi documentati. La realtà è molto peggiore: oltre 400 chiese cattoliche chiudono ogni anno in Italia per il crollo verticale dei fedeli (soprattutto giovani fuggiti verso l’ateismo o l’indifferenza). Un patrimonio di fede millenario svenduto all’asta, regalato o “affittato” alla umma islamica che cresce a dismisura grazie a 150.000-200.000 ingressi regolari l’anno (il 70-80% musulmani), ricongiungimenti familiari, decreti flussi selvaggi, sbarchi continui e nascite a ritmo triplo rispetto agli italiani.
Mentre Monfalcone, guidata dalla coraggiosa ex sindaco leghista Anna Maria Cisint, combatte da anni contro le moschee abusive e difende con le unghie e con i denti l’identità italiana, la Curia di Gorizia – silente e complice l’Arcivescovo Carlo Roberto Redaelli – fa esattamente l’opposto: si inginocchia. È la stessa ipocrisia suicida che abbiamo visto a Milano, a Roma, a Bologna: vescovi che parlano di “dialogo” mentre le moschee (spesso finanziate da petrodollari sauditi, qatarioti, turchi) spuntano come funghi velenosi in ogni quartiere.
Questa non è carità cristiana. Questa è **complicità attiva con la jihad demografica e culturale**. È il suicidio assistito della civiltà europea. I musulmani non concedono reciprocità: in Arabia Saudita è vietato anche solo possedere una Bibbia, in Iran i cristiani sono perseguitati, in Pakistan le chiese bruciano. Qui invece apriamo le porte, offriamo i nostri luoghi sacri, abbassiamo la testa. E loro? Loro interpretano tutto questo come un segno di debolezza: “Allah ci sta consegnando l’Italia senza combattere”.
Don Zuttion parla di “ospitalità temporanea”. Bugia colossale! Sappiamo tutti come finiscono queste “temporanee”: diventano permanenti. Prima l’oratorio, poi San Michele, poi la cattedrale di Gorizia, poi l’intero Friuli-Venezia Giulia. Tra dieci anni, se non ci fermiamo ora, non ci saranno più campane a suonare ma solo minareti. Non più crocifissi ma solo mezzalune. Non più presepi a Natale ma solo feste di Eid.
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**Basta! È ora di dire basta con rabbia e con forza.** I fedeli di Staranzano, di Monfalcone, di tutto il Friuli e di tutta Italia devono scendere in piazza immediatamente: presidi davanti all’oratorio “Stalle Rosse”, petizioni online e cartacee, lettere di fuoco all’Arcivescovo Redaelli e al Vaticano, denunce per vilipendio della religione di Stato (l’Italia è ancora formalmente cristiana!). La politica deve svegliarsi: il governo Meloni ha il dovere sacro di intervenire con urgenza draconiana.
– Dichiarare tutte le chiese e gli oratori beni culturali inalienabili del patrimonio cristiano italiano.
– Bloccare immediatamente ogni forma di immigrazione regolare e irregolare dai paesi islamici.
– Revocare tutti i permessi di moschee abusive e “temporanee”.
– Vietare il finanziamento estero alle associazioni islamiche.
– Espellere gli imam radicali e chiudere i centri di indottrinamento.
Perché il messaggio che arriva da Staranzano è chiarissimo e terrificante: **l’islamizzazione dell’Italia non è più un pericolo futuro. È già in corso, è accelerata, è sostenuta da chi dovrebbe difenderci**. Se i vescovi tradiscono, se la politica tace, se i cittadini dormono, tra pochi anni non parleremo più di “13 chiese” o di “un oratorio in Friuli”. Parleremo di un’Italia perduta, di una nazione che ha rinunciato alla sua anima cristiana per diventare provincia della umma.
Staranzano è il campanello d’allarme che suona a morte. Ignorarlo significa arrendersi. E l’Italia che ha fermato i Turchi a Lepanto, che ha difeso Vienna, che ha dato i santi e i martiri all’Europa **non si arrende**.
Svegliatevi, italiani! Prima che sia troppo tardi. Prima che la Croce venga definitivamente abbattuta e sostituita dalla mezzaluna. La battaglia per l’Italia cristiana inizia oggi, a Staranzano. E deve essere senza quartiere.


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