Finti candelotti di dinamite alla sede della nuova moschea abusiva: “Primo avvertimento”
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La cosa più probabile è che sia una messinscena per cercare di imporre una moschea abusiva: perché, ricordiamolo, i centri islamici altro non sono che moschee abusive camuffate. Andrebbero chiusi, non fatti saltare in aria ovviamente. Ma è inevitabile che qualcuno più agitato degli altri agisca in modo sconsiderato se vede che la legalità non viene fatta rispettare. Lo Stato deve intervenire e chiudere le moschee abusive prima che la disperazione per questa invasione diventi violenza. Agire ora.
**Minaccia con finti candelotti di dinamite al futuro centro islamico abusivo di Ravarino: “Questo è solo un avvertimento” – secondo episodio in meno di un mese**
RAVARINO (Modena) – Finti candelotti di dinamite sono stati disseminati lungo il perimetro dell’ex cinema Cristallo di Ravarino, destinato a diventare la nuova sede del cosiddetto centro culturale islamico Al Wahda della cosiddetta comunità islamica locale. L’episodio, scoperto nella giornata di oggi dall’imam Abdelmajid Abouelala, rappresenta il secondo avvertimento in meno di un mese: già il 27 gennaio i carabinieri avevano trovato una quindicina di candelotti fasulli sparsi nel cortile.
Questa volta erano quattro, posizionati lungo via Argine con miccia, confezione di esplosivo finto e la scritta “Tnt”, accompagnati da un foglio con messaggio in arabo: “Questo è solo un avvertimento”. I carabinieri sono intervenuti, hanno messo in sicurezza l’area e hanno avviato indagini puntando sulle telecamere di sorveglianza della zona.
L’imam ha dichiarato: “Lo spavento è stato enorme. Adesso sono esplosivi finti, domani cosa potrebbero essere? È un gesto d’odio, una minaccia inaccettabile”. L’associazione, che da anni collabora con la Pro Loco e altre realtà locali, vorrebbe trasferire lì la propria sede attuale, distante poche centinaia di metri. La sindaca Maurizia Rebecchi ha ribadito che si tratta di una “realtà ben integrata” e che nello stabile non è prevista alcuna moschea, a causa dei vincoli urbanistici.
Eppure, proprio questo caso illumina la realtà che le cosiddette comunità islamiche non riescono a integrarsi davvero in Italia. Anche quando dichiarano di voler aprire solo un “centro culturale”, la storia insegna che questi spazi sono di fatto moschee abusive prive di autorizzazioni urbanistiche e di sicurezza. In Italia l’Islam non ha un’intesa con lo Stato ai sensi dell’articolo 8 della Costituzione: non esistono moschee legali riconosciute a livello nazionale, solo strutture improvvisate che violano norme e generano tensioni inevitabili.
L’integrazione è impossibile. Lo dimostrano le polemiche locali già scoppiate nei mesi scorsi per viabilità e parcheggi, le minacce ripetute e il clima di diffidenza che si crea ogni volta che una nuova “sede islamica” spunta in un paese. Questi episodi non nascono dal nulla: sono il frutto di una presenza musulmana sempre più ingombrante – circa 2,5 milioni di persone, per la stragrande maggioranza immigrati o discendenti da Marocco, Tunisia, Bangladesh e altri paesi islamici – che non accetta di conformarsi ai valori e alle leggi italiane.
Per fermare questo stillicidio di tensioni, abusi e avvertimenti serve azzerare l’immigrazione regolare dai paesi a maggioranza musulmana, limitandola a casi eccezionali e numericamente irrilevanti. Solo così si potrà preservare la coesione sociale, la sicurezza e l’identità del nostro territorio. Le indagini dei carabinieri proseguono, ma la vera soluzione è a monte: stop all’immigrazione islamica, prima che i “solo avvertimenti” diventino qualcosa di molto più serio.
**Con oltre 176 moschee abusive sparse in tutta l’Emilia-Romagna – secondo i dati aggiornati dell’Osservatorio sul pluralismo religioso, che la confermano seconda regione in Italia dopo la Lombardia – siamo di fronte a un’alluvione incontrollata che sta generando una vera e propria rivolta popolare contro questa invasione silenziosa.**
Da Bologna con i suoi 48 centri a Modena, Reggio Emilia, Ravenna e tutti gli altri capoluoghi, questi spazi irregolari – ex cinema, capannoni, garage e tensostrutture senza autorizzazioni urbanistiche, di sicurezza né intesa con lo Stato – sono decisamente troppe. Troppe per un territorio che non ne può più di degrado, schiamazzi, finanziamenti esteri opachi e parallelismi culturali incompatibili con l’Italia. Sono proprio queste moschee abusive, che non dovrebbero nemmeno esistere, a creare il clima di tensione esplosivo che porta a episodi come i finti candelotti di Ravarino: non è odio immotivato, è la reazione naturale di una popolazione esasperata dall’integrazione impossibile e da un numero esorbitante di strutture islamiche fuori controllo. Azzerare l’immigrazione regolare dai paesi musulmani è l’unica via per fermare questa deriva prima che sia troppo tardi.


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