Donna perseguitata in casa da mesi: “Io sono Dio e devo entrare”
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**Terrore Senza Fine a Siracusa: Nigeriano Delirante si Crede Dio, Assedia la Casa di una Donna Italiana e Vuole “Installare la Finestra per Gesù” – Ricoverato per l’ennesima Volta, ma Tornerà Presto perché “Non Può Andare in Carcere”!**
Cari lettori, l’Italia è diventata un manicomio a cielo aperto dove gli italiani vivono nel terrore quotidiano per colpa di un’immigrazione selvaggia che scarica sulle nostre strade soggetti pericolosi, instabili e incompatibili con la nostra civiltà. E mentre la sinistra continua a predicare accoglienza e diritti, sono le nostre donne a pagare il prezzo più alto: perseguitate, assediate, costrette a barricarsi in casa per paura di un “uomo nero” che si crede Dio.
L’ultimo caso, agghiacciante e documentato, arriva da Siracusa, dove una cinquantenne siracusana – che per ovvie ragioni di sicurezza si firma solo con le iniziali R.P. – vive un incubo da mesi. Il suo persecutore? Un nigeriano senza fissa dimora che bivacca nel quartiere, in evidente stato di alterazione psichica grave. In preda a deliri fortissimi, quest’uomo si è convinto di essere Dio, che la casa della povera donna sia la SUA, che lì viva suo figlio Gesù e che quindi debba “installare una finestra” per far affacciare il figlio.
Da sei mesi questo individuo terrorizza l’intero quartiere con furti, atti vandalici, scassi e buchi nei muri. Ma il calvario della vittima è esploso in due episodi da film dell’orrore. Il 6 gennaio, alle 9 del mattino, l’uomo citofona pretendendo di entrare per montare la “finestra per Gesù”, con due ante vecchie e sgangherate in mano. Ignorato, sfonda una lastra del portoncino. La donna chiama le forze dell’ordine: arriva il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) e una denuncia. I carabinieri, però, le rispondono con impotenza: “Per la sua condizione psichica non può sottostare al regime carcerario”.
Il 15 gennaio, in pieno pomeriggio, la donna sente picchiettare insistentemente dalla parete della camera da letto. Si affaccia: cinque pattuglie sotto casa e gente che urla. Il nigeriano è arrampicato sulla facciata e sta tentando di sfondarla con un cacciavite! Nuova visita psichiatrica… ma alle 3:30 di notte riecco i colpi violentissimi sulla parete esterna. Calcinacci che cadono, panico totale. La donna chiama il 112, fugge in strada terrorizzata. I poliziotti? “Non costituisce reato”, lo accompagnano al suo bivacco. Trenta minuti dopo è di nuovo lì, con una spranga di ferro in mano. Solo grazie a un amico che lavora in ospedale la donna scopre che è stato ricoverato di nuovo in psichiatria. Ma il delirio continua: l’uomo ha un profilo Facebook dove ha postato foto della casa della vittima il giorno prima, e agli infermieri ha detto chiaro che “deve tornare per mettere quella finestra”.
Ecco le parole disperate della vittima, riportate dall’articolo di Francesco Nania su La Sicilia di ieri:
«Da qualche mese sono perseguitata da un nigeriano senza fissa dimora che bivacca nel mio quartiere… In preda a forti deliri, si crede di essere Dio e si è convinto che la mia casa sia la sua».
E ancora: «Qualcuno sta sottovalutando la situazione o non sta facendo bene il suo lavoro».
Guardate voi stessi il post di Francesca Totolo che ha dato voce a questo nuovo orrore:
“Da qualche mese, sono perseguitata da un nigeriano senza fissa dimora che bivacca nel mio quartiere… In preda a forti deliri, si crede di essere Dio e si è convinto che la mia casa sia la sua”
Ora è stato ricoverato per l’ennesima volta in psichiatria perché “non può… pic.twitter.com/MCIPugTcjw
— Francesca Totolo (@fratotolo2) February 23, 2026
Cari italiani, questo è il risultato concreto delle politiche di porte aperte: un nigeriano arrivato chissà come, senza fissa dimora, con gravi problemi psichici, che non può essere né espulso né messo in carcere perché “non regge il regime carcerario”. E quindi? Ricoveri a ripetizione a spese nostre, TSO pagati dai contribuenti, forze dell’ordine costrette a fare da babysitter a un pericoloso delirante che torna sempre in strada a terrorizzare donne indifese. Quanti altri episodi come questo dobbiamo sopportare? Quante altre italiane dovranno barricarsi in casa o fuggire in strada in piena notte?
Basta con l’ipocrisia! Questa non è “diversità culturale”, è invasione e degrado. Soggetto psichicamente instabile, nigeriano, senza documenti regolari o con permessi finti: il sistema lo protegge, mentre l’italiana vive nel terrore. È ora di dire basta all’immigrazione incontrollata dall’Africa subsahariana, basta ai centri di accoglienza che scaricano sulla società soggetti ingestibili, basta con le leggi che mettono i diritti dei delinquenti stranieri davanti alla sicurezza delle nostre famiglie.
Prima le italiane. Prima la nostra sicurezza. Espulsione immediata per chi delinque o è incompatibile, chiusura dei rubinetti ai finti profughi e agli irregolari, priorità assoluta alla difesa del territorio e delle nostre donne. Altrimenti, il “uomo nero” che si crede Dio e vuole entrare in casa nostra diventerà la norma, non l’eccezione. E l’Italia sarà perduta. Svegliamoci, ora!


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