Partito islamico vuole chiudere le scuole a Roma per il Ramadan

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By V febbraio 23, 2026 14:32

Partito islamico vuole chiudere le scuole a Roma per il Ramadan

**Ora gli islamisti vogliono chiudere le scuole a Roma per il Ramadan**
**L’offensiva del Partito islamico: “A Roma sarebbe sensato, che cosa aspettiamo?”**
**L’Italia si arrende: da Pioltello a Roma, il calendario della Sharia entra nelle aule. Basta. È tempo di barricate vere.**

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ROMA – È l’attacco finale. Dopo aver conquistato mense, piscine, oratori e strade, ora gli islamisti puntano dritti al cuore: le scuole dei nostri figli. Non più richieste timide, non più “adattamenti multiculturali”. Stavolta pretendono di fermare l’Italia intera per il Ramadan. E lo fanno da Roma, la Capitale, con un partito politico vero e proprio: MuRo27, Musulmani per Roma 2027. Il nome è già una dichiarazione di guerra. Il leader? Francesco Tieri, ex dem passato armi e bagagli al fronte islamico. Foto sorridente, ma il messaggio è chiaro: la Capitale deve inchinarsi al digiuno di Maometto.

Leggete cosa scrivono senza pudore: «Per il terzo anno consecutivo a Pioltello (Milano) la Scuola chiude per la festa di fine Ramadan. Come è stato possibile? La presenza islamica a Pioltello è alta e da anni circa il 40% degli studenti si assentavano per questa ricorrenza religiosa, bloccando di fatto le lezioni». E poi la proposta-bomba: «Anche a Roma ci sono scuole con numeri che renderebbero sensato un intervento di questo tipo, che cosa aspettiamo?».

Che cosa aspettiamo? Aspettiamo che diventino maggioranza? Che i nostri bambini crescano pensando che il Ramadan sia più importante del Natale? Che le maestre debbano organizzare il “digiuno assistito” mentre i nostri figli saltano lezioni per colpa loro? È follia pura. È resa totale. È islamizzazione a tappe forzate.

A Pioltello hanno già capitolato. Una scuola pubblica italiana che si ferma per una festa islamica mentre il 25 aprile, il 2 giugno, Pasqua e Natale vengono ridotti a optional. E adesso vogliono esportare il modello a Roma. Perché? Per “massimizzare le ore di lezione effettive”, dicono loro. Traduzione: per evitare che i musulmani saltino e per imporre a tutti il loro calendario. Non integrazione. Sostituzione.

E qui arriva il punto che nessuno ha il coraggio di dire ad alta voce: l’Islam non ha ancora firmato l’intesa con lo Stato italiano prevista dalla Costituzione. E non lo farà mai. Perché? Perché il Corano non accetta la parità uomo-donna, non accetta la laicità, non accetta la nostra legge. Non collima. Punto. Gli imam lo sanno. I politici islamizzati lo sanno. E invece di pretendere la firma, gli aprono le porte delle scuole.

Intanto a Genova un dirigente scolastico ha già dato l’ordine: concentrate interrogazioni e verifiche nelle prime ore della mattina. Così i ragazzi che digiunano dal mattino alla sera non “soffrono”. Risultato? I nostri figli italiani, cristiani, atei, ebrei, diventano di serie B. Devono adattarsi al ritmo imposto da una religione straniera. È discriminazione rovesciata. È apartheid soft. È la Sharia che entra dalla porta di servizio.

Questo è solo l’inizio del Ramadan 2026. Poi verranno le mense tutte halal. Poi le classi separate maschi-femmine. Poi il velo “per rispetto”. Poi la storia riscritta per non offendere Maometto. Poi il calendario islamico ufficiale. E alla fine l’Italia che conosciamo sarà sparita.

L’Italia è uno Stato laico, sì. Ma laicità non significa prostrazione. Non significa cancellare il crocifisso per non offendere mentre si impone il digiuno agli altri. Non significa invitare Francesca Albanese a fare lezione mentre si vieta il presepe. Non significa trasformare le nostre scuole in succursali della umma.

MuRo27 lo dice chiaro: vogliono incidere sull’agenda elettorale del 2027 con proposte basate sulla religione islamica. Traduzione: vogliono islamizzare la politica romana. E da lì tutta l’Italia.

Basta. È arrivato il momento di dire NO con una voce sola, fortissima, senza più paura di essere chiamati “razzisti” o “islamofobi”.

I musulmani che vogliono vivere in Italia devono firmare subito, nero su bianco, un patto di ferro: accettazione totale della Costituzione, delle leggi italiane, della parità uomo-donna, della laicità. Chi non firma non vota, non apre partiti, non pretende nulla. Espulsione per chi predica la Sharia. Chiusura immediata di moschee abusive. Divieto assoluto di chiudere scuole pubbliche per festività non cristiane.

Roma non è La Mecca. L’Italia non è una provincia islamica. Le nostre scuole non si fermano per il Ramadan. I nostri figli non si piegano al loro calendario.

Il partito islamico ha lanciato la sfida. Ora tocca a noi. Con barricate vere. Con leggi che proteggano la nostra identità. Con un fronte compatto che dica una volta per tutte: l’islamizzazione dell’Italia si ferma qui, oggi, nelle scuole di Roma.

Altrimenti tra dieci anni non ci sarà più Natale. Non ci sarà più Pasqua. Non ci sarà più Italia. Ci sarà solo una grande moschea con il muezzin che copre le campane di San Pietro e i bambini italiani che digiunano per non disturbare i nuovi padroni.

Non lo permetteremo.
Mai.
Basta.
Italia sveglia.

Partito islamico vuole chiudere le scuole a Roma per il Ramadan ultima modifica: 2026-02-23T14:32:10+00:00 da V
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By V febbraio 23, 2026 14:32
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