Torpignattara: immigrati chiamano rinforzi e devastano un bar romano
Related Articles
**Torpignattara sotto assedio: sudamericani ubriachi chiamano rinforzi e devastano un bar romano. L’ennesima prova di un quartiere ostaggio dell’immigrazione incontrollata.**
Roma, 24 febbraio 2026. Mentre i cittadini onesti lavorano, pagano le tasse e cercano di vivere in pace, a Torpignattara l’inferno si ripete. Intorno alle 7 del mattino del 22 febbraio, al bar Spiga D’oro in via di Torpignattara, un uomo e una donna di origine sudamericana – visibilmente alterati dall’alcol – iniziano a molestare gli altri avventori con effusioni eccessive e comportamenti fuori luogo. Legittimamente invitati a uscire dal gestore, invece di rispettare le regole di un locale italiano, reagiscono con insulti e, non trovando più il cellulare, scatenano il caos.
Chiamano rinforzi. Arrivano altri compari. Tavoli e sedie volano contro la vetrina e contro i commercianti. Un dipendente viene colpito. Il bar, luogo di lavoro di famiglie italiane, viene devastato in pochi minuti. Un atto di vendetta pura, arrogante, premeditato. Uno dei protagonisti è stato accompagnato in commissariato per l’identificazione, ma la conta dei danni e il terrore lasciato ai presenti rimangono.
I residenti, esasperati, raccontano a Repubblica: «Qui la situazione è come a Cornelia», con episodi sempre più frequenti di degrado e violenza. Il manager della rete d’imprese di Torpignattara, Danilo Montaldo, denuncia il quadro: i problemi si sono spostati dal famigerato Kokus Bar (chiuso otto volte per risse tra latinos, spaccio e feste abusive) ad altre zone del quartiere. Furti, microcriminalità, venditori abusivi che occupano i marciapiedi dopo le 20:30, negozianti che abbassano le saracinesche in anticipo per paura. Torpignattara sta diventando una zona franca dove la legge italiana sembra non arrivare.
Ecco il post che ha documentato l’accaduto, con il video che mostra senza filtri la furia di questi individui:
Roma, Torpignattara, dopo essere stati allontanati, due sudamericani chiamano i rinforzi e devastano il bar. pic.twitter.com/bYl9I2DQrG
— Francesca Totolo (@fratotolo2) February 24, 2026
È inaccettabile. Non si tratta di un “episodio isolato” o di “cattivi esempi”. È il frutto sistematico di un’immigrazione di massa priva di controlli, di integrazione e di rispetto. Quartieri interi della Capitale – Torpignattara in primis – sono stati trasformati in avamposti di degrado da gruppi stranieri che portano con sé alcol, violenza e un senso di impunità alimentato da anni di buonismo politico. I romani non possono più svegliarsi con la paura che un semplice richiamo al decoro si trasformi in un’aggressione organizzata.
Basta con la retorica del “benvenuti”. Chi arriva in Italia deve rispettare le nostre leggi, i nostri usi, la nostra civiltà. Chi le viola – come questi sudamericani che trasformano un bar in un campo di battaglia – deve essere identificato, processato e espulso immediatamente, senza appelli né seconde chance. Servono controlli serrati alle frontiere, revoca immediata della protezione per chi delinque, chiusura definitiva dei locali che diventano covi di risse e, soprattutto, un’inversione radicale delle politiche migratorie che stanno cancellando la sicurezza dei quartieri popolari.
Torpignattara non è Caracas. È Italia. E l’Italia deve tornare a difendere i suoi cittadini prima che il degrado diventi irreversibile. Le autorità non possono più girarsi dall’altra parte. Il segnale deve essere uno solo: tolleranza zero. Subito. Prima che altri bar, altri negozi, altre vite vengano inghiottiti dal caos importato.


Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.
Write a comment