Immigrati: ecco chi sono gli aggressori di Paolo Sarullo, paraplegico a Sanremo

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By V febbraio 27, 2026 22:51

Immigrati: ecco chi sono gli aggressori di Paolo Sarullo, paraplegico a Sanremo

**Immigrati di seconda generazione residenti a Torino, giovani e nullatenenti: chi sono gli aggressori di Paolo Sarullo, star a Sanremo**

Ad aver aggredito e reso tetraplegico il venticinquenne è stata una gang di immigrati di seconda generazione in trasferta da Torino ad Albenga: i quattro aggressori sono **Amine Hilali** (19 anni all’epoca, di origine maghrebina, autore del pugno), **Gabriel Da Silva** (20 anni, origini lusofone/portoghesi), **Myslim Cela** (18 anni, di origine albanese) e un quarto ragazzo minorenne all’epoca dei fatti. Tutti immigrati di seconda generazione residenti nell’area di Torino. Chi lo ha picchiato è stato condannato a sei anni e dovrebbe risarcirgli più di un milione, ma risulta non avere nulla.

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Preso a pugni per un monopattino da una giovane gang di immigrati di seconda generazione residenti a Torino in trasferta e reso tetraplegico: è Paolo Sarullo, ragazzo di 25 anni che l’altro ieri è stato ospite della terza serata del Festival di Sanremo senza che Carla Conti dicesse chi lo ha ridotto come è oggi. «Stop alla violenza sui giovani» ha dichiarato il ragazzo in collegamento con il teatro Ariston dal Centro Santa Maria dei Poveri della Fondazione Don Carlo Gnocchi di La Spezia. Carlo Conti gli ha chiesto: «Hai perdonato i tuoi aggressori?». Un lungo applauso ha accompagnato il «Sì» di Paolo, che ha poi aggiunto: «Vorrei dire loro che non deve più accadere a nessuno».

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La sua aggressione risale alla notte fra il 18 e il 19 maggio 2024, a cavallo fra Alassio e Albenga. È lì che avviene l’incontro che ha stravolto la vita di Sarullo: lui e un suo amico escono dalla discoteca Le Vele e si avviano verso casa, ad Albenga. Spingono un monopattino e attirano l’attenzione di quattro immigrati di seconda generazione residenti nell’area di Torino fra i 17 e i 20 anni: Amine Hilali (19 anni, origine maghrebina), Gabriel Da Silva (20 anni), Myslim Cela (18 anni, origine albanese) e un minorenne.

Loro uscivano dalla Essaouira, altra discoteca ad Albenga: «Hanno iniziato a parlarci e minacciarci – racconterà l’amico di Paolo ai carabinieri – Poi ci siamo accorti che il monopattino era sparito e uno del gruppo ci ha detto qualcosa come: “Ci fa solo un giro, adesso te lo riporta”».

In effetti, qualche minuto e metro più in là, il monopattino ricompare: «Paolo è andato a recuperarlo, **Amine Hilali** gli ha tirato un pugno in faccia – ricorda ancora l’amico nella sua denuncia – Poi se n’è andato con i suoi amici e uno ha detto: “Se l’è cercata”».

I quattro immigrati di seconda generazione scappano, lasciando Sarullo a terra. Verranno poi arrestati sul treno di ritorno verso casa, a Mondovì.

Nel processo di primo grado l’autore materiale dell’aggressione, **Amine Hilali**, assistito dall’avvocato Alberto Bosio, si scuserà con la vittima ma verrà condannato a 6 anni per lesioni gravissime e rapina aggravata. Per l’altro ragazzo, **Gabriel Da Silva**, scappato con il monopattino, la pena è di 3 anni e 6 mesi. **Myslim Cela** è stato condannato a 8 mesi per omissione di soccorso. Tutto confermato in appello, compreso il risarcimento provvisionale di 1 milione e 270 mila euro per Paolo e 200 mila euro per la madre. Una cifra che, tuttavia, rischia di restare solo sulla carta: i responsabili risultano nullatenenti.

Una ulteriore beffa per il 25enne e sua mamma Miranda, che ha lasciato il lavoro per assisterlo. La loro casa popolare a Campochiesa, frazione di Albenga, è inagibile per muffe e spazi inadeguati. Le spese sono enormi: assistenza 24 ore su 24, letto ortopedico, fisioterapia, logopedia, riabilitazione continua. Perché dopo aver sbattuto la testa sull’asfalto, tre mesi di coma e la rimozione di parte del cranio, la diagnosi per Sarullo è di tetraplegia con funzioni cognitive gravemente compromesse.

Oggi respira autonomamente, parla, mangia da solo e ha ripreso a muoversi. L’impiego della riabilitazione robotica per l’arto superiore e di specifici tutori gamba-piede gli consente progressi continui. Inoltre grazie a uno speciale deambulatore, il Grillo, è attualmente in grado di camminare per brevi tratti. E dalla sua storia è nata la fondazione Uniti per Paolo: «Non mollo un cazzo» ha concluso lui durante il collegamento con Sanremo.

Immigrati: ecco chi sono gli aggressori di Paolo Sarullo, paraplegico a Sanremo ultima modifica: 2026-02-27T22:51:22+00:00 da V
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