Commando immigrati in fuga uccide due persone a Roma
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**Roma: Due innocenti massacrati da tre immigrati sudamericani in fuga dalla Polizia. Ecco perché è giusto sparare a chi non si ferma: altrimenti ammazzano i nostri cittadini**
Roma, 2 marzo 2026 – È successo ancora. E stavolta il prezzo lo hanno pagato due vite innocenti, spezzate in un attimo di follia criminale. In via Collatina, zona Quarticciolo, tre sudamericani a bordo di un’auto hanno ignorato l’alt della Polizia, si sono dati alla fuga e, nella loro corsa disperata, hanno invaso la corsia opposta schiantandosi frontalmente contro un’altra vettura. Risultato: due morti sul colpo e un ferito grave. Due famiglie distrutte. Due italiani – perché di questo si tratta – che pagano con la vita l’incapacità dello Stato di fermare chi viene da fuori e tratta le nostre strade come un far west personale.
I fatti sono chiari, documentati dalle forze dell’ordine e riportati da Adnkronos, Il Messaggero e Sky TG24 nelle ultime ore. L’auto con i tre sudamericani – uno bloccato sul posto, gli altri due portati in ospedale – non si è fermata al controllo. È scattato l’inseguimento: si è unita anche una pattuglia dei Carabinieri, ma il veicolo è riuscito a seminare il secondo equipaggio. La Polizia ha continuato a seguirlo a distanza, per non creare ulteriori pericoli. Risultato? L’auto in fuga ha sbandato, ha attraversato la carreggiata e ha centrato in pieno l’altra macchina. Omicidio stradale, resistenza a pubblico ufficiale, violazione degli obblighi verso gli agenti, porto di oggetti atti allo scasso: queste le accuse immediate.
Ma dentro l’abitacolo della vettura dei fuggitivi gli agenti hanno trovato di più: jammer per disturbare i segnali e cacciaviti da scasso. Strumenti da ladri professionisti. Non era un semplice “giro notturno”. Era un commando di criminali stranieri pronto a colpire, che ha preferito rischiare la vita di tutti piuttosto che rispondere a un controllo di routine. E lo ha fatto sapendo perfettamente che, una volta fermati, avrebbero dovuto rendere conto della loro presenza irregolare o dei loro precedenti.
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Ecco il punto che nessuno vuole dire ad alta voce ma che questa tragedia urla con forza devastante: **quando un immigrato fugge dalla Polizia, non sta solo scappando da un controllo. Sta mettendo a repentaglio la vita di chiunque si trovi sulla sua strada**. E noi, cittadini italiani, siamo stanchi di essere i bersagli facili di questa roulette russa quotidiana. Quante volte abbiamo letto di inseguimenti finiti in tragedia? Quante volte la mano degli agenti è stata legata dal timore di “eccesso di legittima difesa” o dalle solite accuse di razzismo?
È ora di dirlo chiaramente, senza ipocrisie: **è giusto autorizzare la Polizia a sparare per fermare chi fugge**. Non per vendetta, ma per difesa. Sparare alle gomme, neutralizzare il veicolo prima che diventi un’arma mortale. Perché il diritto alla vita degli italiani onesti viene prima del “diritto” di un sudamericano con jammer e cacciaviti a scappare indisturbato. Altrimenti continueremo a contare morti innocenti: due oggi, chissà quanti domani.
Questo non è razzismo. È buonsenso. È la consapevolezza che l’immigrazione incontrollata ha portato nelle nostre città non solo povertà, ma un esercito di soggetti che non riconoscono le nostre regole, le nostre forze dell’ordine, la nostra stessa esistenza. Il Quarticciolo, come tanti quartieri romani, conosce fin troppo bene questo copione: furti, spaccio, violenza. E ogni volta la risposta è la stessa: “indagini in corso”, “identificazioni in atto”. Intanto i nostri morti si accumulano.
Basta. Il governo, le forze politiche, le istituzioni devono scegliere da che parte stare. O con gli italiani che vogliono vivere sicuri nelle loro strade, o con chi continua a giustificare l’ingiustificabile. Perché oggi, a Roma, due persone non ci sono più. E non per un incidente. Per una scelta precisa: quella di tre immigrati che hanno preferito la fuga alla legge. E che, per colpa di una politica debole, hanno potuto farlo.
È tempo di cambiare le regole. Prima che altri innocenti paghino con la vita questa follia.


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