**Navi gas bloccate ad Hormuz: prezzi del gas +25%**
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**Prezzi del gas +25%: l’allarme del Financial Times per la chiusura dello Stretto di Hormuz**
**Londra / Roma, 1° marzo 2026** – Il Financial Times lancia l’allarme più pesante delle ultime ore: i prezzi del gas in Europa potrebbero schizzare del **25%** (o più) nelle prossime settimane a causa della disruption totale del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz provocata dagli attacchi congiunti USA-Israele contro l’Iran.
Secondo gli esperti citati dal FT (tra cui Tom Marzec-Manser di Wood Mackenzie), la paralisi delle rotte nel Golfo sta già bloccando le esportazioni di **GNL (gas naturale liquefatto)** da Qatar e Emirati Arabi Uniti. Questi due Paesi da soli rappresentano circa il **20% del volume mondiale di LNG** diretto verso Asia ed Europa. Quasi tutto quel gas passa esattamente dallo Stretto di Hormuz, ora di fatto impraticabile per le compagnie di navigazione dopo gli avvertimenti dei Pasdaran e l’impennata dei premi assicurativi (fino al 50% in più secondo i broker citati dal FT).
**L’Italia è tra i Paesi più esposti**
Dopo aver eliminato quasi completamente il gas russo via tubo (38-40 miliardi di metri cubi all’anno), l’Italia ha sostituito quella fornitura stabile e a basso costo con GNL comprato a prezzi folli proprio da Qatar, UAE e USA. Oggi quel gas arriva solo via nave attraverso la rotta più pericolosa del pianeta.
Con almeno 11-14 metaniere già ferme o deviate (dati Kpler e ship-tracking), i terminali di rigassificazione italiani rischiano di svuotarsi rapidamente. Il prezzo TTF (riferimento europeo) è già in forte rialzo in pre-market asiatico e si prepara a un’apertura “bullish” violenta lunedì.
Il Financial Times è chiaro:
«Gas prices are set to surge by at least 25 per cent as disruption in the Strait of Hormuz affects shipments of liquefied natural gas (LNG) from the Middle East. Qatar and the UAE supply about one-fifth of the global LNG market, sending it through the Strait to Asia and Europe.»
Tradotto: abbiamo chiuso la porta al gas russo pulito e conveniente e ora siamo ostaggi di una guerra altrui che ci sta tagliando la fornitura principale di emergenza.
Mentre Sigonella continua a rifornire i raid americani e Crosetto è bloccato a Dubai sotto i missili, l’Italia scopre ancora una volta di aver scommesso tutto sulla carta sbagliata.
Il conto lo pagheranno le famiglie con le bollette e le imprese con la chiusura degli impianti.
Tutto per una guerra che non è nostra e che ci sta distruggendo l’energia.
Basta. Riaprire subito i gasdotti russi non è più un’opzione: è una necessità di sopravvivenza nazionale.


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