Spezza il braccio alla commessa che non lo lascia rubare
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Un altro episodio di violenza che getta un’ombra inquietante sulla sicurezza quotidiana nelle nostre città. A **Rovigo**, in pieno giorno, all’interno di un supermercato **In’s** in viale Porta Po – una zona già nota per degrado e presenza di elementi problematici – un cittadino **marocchino** di 24 anni ha trasformato un semplice tentativo di furto in una vera e propria **rapina impropria**, lasciando una commessa con il polso fratturato.
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L’uomo è entrato nel punto vendita con l’intenzione di rubare generi alimentari: ha nascosto il cibo sotto la giacca, convinto di poter uscire indisturbato. Scoperto dall’addetto alla sicurezza, invece di limitarsi a fuggire ha scelto la via della violenza. Ha spintonato con forza sia l’addetto che una dipendente intervenuta in aiuto, colpendo quest’ultima così brutalmente da procurarle una frattura al polso. Una lavoratrice onesta, che svolge il suo turno per guadagnarsi da vivere onestamente, si è ritrovata in ospedale per colpa di un gesto criminale che non può essere derubricato a “disperazione” o “bisogno”.
Le Volanti della Questura sono intervenute con prontezza: hanno rintracciato il 24enne poco distante, ancora con la merce rubata addosso, e lo hanno arrestato. Il tribunale ha convalidato l’arresto, applicando il **divieto di dimora** nel Comune di Rovigo e l’obbligo di firma alla polizia giudiziaria in attesa del giudizio. Misure necessarie, ma che lasciano l’amaro in bocca: quante volte questi soggetti, dopo un breve periodo di allontanamento, tornano a colpire altrove?
La notizia, riportata dal Gazzettino e confermata dalla Questura, riapre prepotentemente il dibattito su una zona di Rovigo che ormai tutti conoscono come problematica. Vicina alla stazione ferroviaria e delle corriere, è diventata un punto di ritrovo per persone senza fissa dimora, sbandati e piccoli delinquenti che gravitano lì soprattutto nel pomeriggio e di notte. Individui spesso già noti alle forze dell’ordine, che commettono reati predatori e poi spariscono verso altre città, lasciando dietro di sé feriti, paura e costi per la collettività.
Quanti episodi simili dovremo ancora leggere prima di ammettere che il fenomeno dell’immigrazione incontrollata porta con sé anche un aumento esponenziale di microcriminalità violenta? Non si tratta di generalizzazioni gratuite, ma di fatti concreti: ancora una volta è un giovane nordafricano a rendere insicuro un luogo frequentato da famiglie, anziani e lavoratori italiani. La commessa aggredita non è una statistica: è una donna che ora dovrà affrontare cure, dolore e forse mesi di assenza dal lavoro, mentre il responsabile – dopo il divieto di dimora – potrà semplicemente spostarsi in un’altra provincia e ricominciare.
È ora di dire basta alla tolleranza verso chi arriva nel nostro Paese e risponde con la violenza a chi difende la proprietà e il decoro. Servono controlli più rigorosi alle frontiere, espulsioni effettive per i delinquenti stranieri e una presenza costante delle forze dell’ordine nelle aree degradate. Altrimenti, il prezzo lo pagheranno sempre i cittadini onesti, costretti a subire aggressioni mentre fanno la spesa o lavorano. Rovigo, come tante altre città italiane, non può più permettersi di essere ostaggio di questa deriva.


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