GAS ALLE STELLE: È UNA GUERRA CONTRO L’ITALIA
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I nostri politici hanno chiuso al gas russo e ci hanno resi dipendenti da quello inquinante e costoso dei sunniti. Ora ne paghiamo le conseguenze. Siamo tutti vittime di una guerra che è contro i nostri interessi e che usa anche le nostre basi occupate dal 1943!
**Gas alle stelle: QatarEnergy ferma la produzione LNG dopo attacchi iraniani, TTF vola oltre i 46 €/MWh ad Amsterdam**
**Amsterdam / Doha, 2 marzo 2026** – Il prezzo del gas naturale in Europa è esploso oggi dopo l’annuncio shock di **QatarEnergy**, il colosso statale qatariota che controlla il più grande impianto di esportazione di GNL al mondo (Ras Laffan, North Field). La società ha **fermato completamente la produzione** di gas naturale liquefatto (LNG) e prodotti associati a causa di attacchi con droni iraniani sulle sue strutture a Ras Laffan Industrial City e Mesaieed Industrial City.
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Secondo conferme da QatarEnergy, Reuters, Bloomberg, CNBC e Argus Media, i droni lanciati dall’Iran hanno colpito impianti energetici chiave senza causare vittime, ma hanno costretto a uno shutdown precauzionale immediato. QatarEnergy, che fornisce circa il **20% del GNL globale** (con l’82% destinato all’Asia), ha dichiarato force majeure sui carichi futuri, aggravando la crisi già in atto per la paralisi del traffico nello Stretto di Hormuz.
Urgente: Riaprire subito l’import di gas russo. Pulito e a basso costo
**Impatto immediato sui prezzi**
Ad Amsterdam, sul benchmark europeo **TTF** (Title Transfer Facility), i future per aprile hanno superato i **46 €/MWh** in mattinata, con picchi fino a **46,795 €/MWh** (+46,42% rispetto alla chiusura precedente di circa 32 €).
Altri dati in tempo reale indicano oscillazioni tra **43-46 €/MWh**, con rialzi del 37-50% in poche ore – il balzo giornaliero più forte dal 2023.
Il contratto ha toccato massimi non visti da febbraio 2025, spinto da:
– Fermata produzione Qatar (20% del mercato globale LNG bloccato).
– Navi tanker ferme o deviate (traffico Hormuz quasi azzerato per rischi assicurativi e attacchi).
– Paura di prolungata disruption: Goldman Sachs avverte che un mese di blocco totale potrebbe far schizzare i prezzi TTF oltre **74 €/MWh** (+130%).
**Conseguenze per l’Italia e l’Europa**
L’Italia, che ha puntato massicciamente sul GNL qatariota dopo aver tagliato il gas russo via tubo, è tra i più esposti. I terminali di rigassificazione (Piombino, Livorno, ecc.) rischiano di svuotarsi rapidamente senza nuovi arrivi.
Bollette già in fiamme per famiglie e imprese: un +25-50% sui prezzi spot si tradurrà in rincari diretti nelle prossime fatture, con effetti domino su elettricità e inflazione.
L’Europa, che importa gran parte del GNL qatariota proprio via Hormuz, affronta il rischio di razionamenti se la crisi dura oltre 7-10 giorni.
**Il contesto della guerra**
Gli attacchi iraniani su Qatar (alleato USA e base militare) sono rappresaglia agli strike USA-Israele su Iran (inclusa la morte di Khamenei). Teheran ha colpito infrastrutture energetiche in vari Paesi del Golfo, mentre lo Stretto resta di fatto impraticabile.
Qatar ha confermato i danni ma non ha dato tempistiche per il riavvio: “Shutdown precauzionale fino a valutazione sicurezza”.
La situazione è in evoluzione rapidissima: se la produzione non riprende entro giorni e Hormuz resta bloccato, lo shock energetico potrebbe superare quello del 2022 post-Ucraina. L’Italia paga caro l’abbandono del gas russo stabile per dipendere da rotte belliche.
Aggiornamenti in tempo reale: i mercati monitorano ogni ora. Il conto lo paghiamo tutti.


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