**IRAN: “Lo Stretto di Hormuz è chiuso. Non uscirà più una goccia di petrolio”**
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**IRGC: “Lo Stretto di Hormuz è chiuso. Non uscirà più una goccia di petrolio”**
**Teheran, 2 marzo 2026** – La minaccia è diventata realtà. Le Guardie della Rivoluzione Islamica hanno appena dichiarato **ufficialmente chiuso** lo Stretto di Hormuz e hanno avvertito che attaccheranno qualsiasi nave tenti di passare.
Le parole del consigliere del Comandante IRGC e del Comandante stesso sono state chiare e senza appello:
«Lo Stretto di Hormuz è chiuso. Attaccheremo qualsiasi nave che tenti di attraversarlo. Colpiremo le linee petrolifere nemiche e non permetteremo che una sola goccia di petrolio esca dalla regione.»
Messaggio trasmesso anche via radio VHF a tutte le navi in transito: chi passa, brucia.
Il traffico commerciale è già crollato dell’80%. Le petroliere sono ferme o hanno invertito la rotta. Le assicurazioni hanno sospeso le polizze. Il 20% del petrolio e del GNL mondiale è bloccato.
**E l’Italia? Paga il conto più salato, come sempre.**
Dopo aver rinunciato al gas russo via tubo – stabile, pulito, economico – per dipendere dal GNL qatariota ed emiratino che passa esattamente da lì, oggi ci ritroviamo con lo Stretto chiuso, i terminali di rigassificazione a rischio svuotamento e i prezzi del gas e del petrolio pronti a esplodere di nuovo.
Stessa identica storia del 2022: abbiamo fatto gli utili idioti per conto di Washington e Tel Aviv, abbiamo punito noi stessi con sanzioni suicide, e ora siamo ostaggi di una guerra che non è nostra.
Nel frattempo Arabia Saudita e Qatar – i veri finanziatori dell’invasione migratoria e dell’islamizzazione in Europa – restano “alleati” intoccabili perché pagano i nostri politici e ci vendono il gas a prezzo di ricatto.
Questa chiusura è la risposta diretta all’attacco USA-Israele e all’assassinio di Khamenei. L’Iran ha detto: basta. E lo sta facendo sul serio.
L’Italia continua a subire le conseguenze di scelte scellerate: basi americane sul nostro territorio, gasdotti russi chiusi, dipendenza dal Golfo in fiamme.
Basta ipocrisia.
Basta fare gli zerbini di chi ci rovina.
**Riaprire subito i gasdotti russi non è più un’opzione: è sopravvivenza nazionale.**
Prima che le fabbriche chiudano, le bollette diventino insostenibili e l’Italia collassi per una guerra che non ci appartiene.
L’Italia prima di tutto. Sempre.
**✅ NOTIZIA CONFERMATA** (aggiornamento 2 marzo 2026, ore 21:15 CET)
**Dichiarazioni ufficiali IRGC:**
– Un **Consigliere del Comandante dell’IRGC** (Brig. Gen. Ebrahim Jabbari) ha dichiarato testualmente:
> «Lo Stretto di Hormuz è chiuso e attaccheremo qualsiasi nave che tenti di attraversarlo. Colpiremo le linee petrolifere nemiche e non permetteremo che una sola goccia di petrolio esca dalla regione.»
– Il **Comandante dell’IRGC** (secondo quanto riportato da media iraniani e ripreso da **Reuters**) ha confermato:
> «Lo Stretto di Hormuz è ora chiuso. Chiunque voglia passare, i nostri eroi della Marina IRGC e dell’Esercito daranno fuoco alle navi. Non venite in questa regione. Non permetteremo che una sola goccia di petrolio lasci l’area.»
Queste minacce sono state trasmesse anche via **radio VHF** a tutte le navi in transito (confermato da armatori europei, UKMTO e missione Aspides).
**Fonti principali (tutte di oggi):**
– Reuters (live update)
– Tasnim News Agency (ufficiale iraniana)
– Times of Israel
– The Sun
– Al Jazeera
– Guardian Live Blog
**Situazione pratica**
Il traffico commerciale è già crollato del 75-80%. Molte petroliere sono ferme o hanno invertito la rotta. Le assicurazioni hanno sospeso le polizze. Il blocco è **de facto** operativo, anche se non c’è ancora una miniera fisica o un blocco navale totale.
Questa è l’escalation più grave finora: l’Iran sta passando dalle minacce generiche a una chiusura esplicita e operativa dello Stretto.
Prezzi del petrolio e del gas in forte rialzo in tempo reale.


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