Toghe rimpatriano in Australia la famiglia del bosco non i criminali in Albania

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By V marzo 2, 2026 14:57

Toghe rimpatriano in Australia la famiglia del bosco non i criminali in Albania

**La magistratura rossa espelle solo la Famiglia del Bosco**
*(e poi si stupisce se i genitori implorano l’Australia di portarli via da questo manicomio giudiziario)*

PESCARA, 2 MAR – Record mondiale di efficienza: la magistratura “progressista” abruzzese ci ha messo solo quattro mesi per fare quello che Salvini e Meloni non sono mai riusciti a ottenere in anni di proclami: **espellere dall’Italia una famiglia bianca, europea, senza reati, senza debiti e senza nemmeno un permesso di soggiorno da revocare**. Il trucco? Semplice: gli strappi i figli, li chiudi in casa-famiglia, li fai urlare di notte chiamando la mamma e poi ti meravigli se i genitori dicono “basta, ce ne andiamo”.

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Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i “pericolosissimi” genitori del bosco di Palmoli, hanno parlato chiaro ieri sera a *60 Minutes Australia*, programma visto da milioni di persone dall’altra parte del mondo. Titolo dell’intervista? Praticamente un atto di accusa contro lo Stato italiano: **“L’Australia ci aiuti a riportare a casa i nostri bimbi. In queste condizioni non vogliamo più restare in Italia”**.

Catherine, australiana delusa dal suo stesso Paese che “non ha mosso un dito” per aiutarli, è stata lapidaria: «Non vogliamo più avere a che fare con i regolamenti italiani. Il nostro futuro non è in Italia, ma altrove in Europa». Nathan, con la voce rotta: «Mi sento vuoto di dentro, pieno di tristezza. Non si meritano quello che sta succedendo a loro». E poi il dettaglio che fa più male di una sentenza: uno dei gemelli di 6 anni si sveglia di notte urlando e chiama la mamma. Ma tranquilli, la Ctu e la psicologa con tre anni di albo stanno verificando se i genitori sono “adatti”. Con calma, eh.

Ah, il colpo di genio finale: **non possono nemmeno tornare in Australia** perché «Lee, il nostro cavallo, è troppo vecchio e non può volare». Quindi la scelta è tra restare in un Paese che li tratta come criminali o ricominciare da zero in un’altra nazione europea. Complimenti, Tribunale per i Minorenni dell’Aquila: siete riusciti nell’impresa storica di far scappare una famiglia anglo-australiana dall’Italia. Un risultato che nemmeno gli sbarchi di Lampedusa erano riusciti a ottenere.

Intanto i tre bambini – la bimba di 8 anni e i gemelli di 6 – marciscono da quasi quattro mesi in una struttura di Vasto, sottoposti a test, perizie e “progetti educativi” mentre mamma e papà subiscono l’ennesima umiliazione: chiedere aiuto all’estero perché qui non c’è più giustizia.

La morale di questa ennesima puntata della telenovela dell’orrore?
La magistratura rossa espelle solo chi vive libero, chi rifiuta il modello unico, chi educa i figli nella natura invece che sui banchi del gender e del green pass. I delinquenti veri? Quelli restano. I clandestini? Benvenuti. Ma una coppia con tre bambini che voleva solo vivere nel bosco? Fuori dai piedi.

E adesso? Adesso tocca al governo australiano (e al mondo) vedere che razza di Paese è diventato l’Italia del 2026: quello che protegge i minori strappandoli ai genitori “colpevoli” di non volere la scuola dell’obbligo e il wi-fi in casa.

Restituite i bambini. Subito.
Prima che l’unico “modello educativo” rimasto sia quello di insegnare ai nostri figli che in Italia, se scegli la libertà, ti cacciano via. Anche se hai un cavallo troppo vecchio per volare.

Toghe rimpatriano in Australia la famiglia del bosco non i criminali in Albania ultima modifica: 2026-03-02T14:57:25+00:00 da V
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