Hormuz chiuso: UE chiede a Kiev di riaprire gasdotto russo ma Z. rifiuta
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**L’UE in ginocchio supplica Kiev: “Riaprite il petrolio russo dal Druzhba”. L’ipocrisia più oscena della storia energetica europea**
**Bruxelles / Budapest / Roma, 3 marzo 2026** – Lo spettacolo è grottesco, patetico, vergognoso.
Mentre l’Europa brucia per il blocco dello Stretto di Hormuz, mentre il gas TTF schizza oltre i 61 €/MWh e il petrolio vola verso i 95 dollari, l’Unione Europea – la stessa che per quattro anni ha imposto sanzioni suicide contro la Russia – sta facendo una cosa che fino a ieri avrebbe definito “alto tradimento”: **sta implorando l’Ucraina di riaprire il gasdotto Druzhba** per far tornare il petrolio russo in Europa.
Sì, proprio così.
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L’oleodotto Druzhba (l’“Amicizia”), il vecchio tubo sovietico che dal 1964 porta petrolio russo direttamente in Ungheria e Slovacchia attraverso territorio ucraino, è fermo dal 27 gennaio 2026. Kiev sostiene che un attacco russo ha danneggiato gravemente le stazioni di pompaggio. Orbán e Fico rispondono: “Balle. Le immagini satellitari dimostrano che non c’è nessun danno irreparabile. È un blocco politico”.
E ora arriva il colpo di scena: **Ursula von der Leyen e António Costa in persona**, durante la visita a Kiev del 24 febbraio, hanno chiesto esplicitamente a Zelensky di far entrare ispettori europei sul sito per verificare i danni e accelerare le riparazioni. Richiesta respinta. L’Ucraina rifiuta l’ispezione. Dice che è troppo pericoloso, che i russi continuano a colpire, che ci vogliono mesi.
Risultato? Ungheria e Slovacchia hanno bloccato il pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro all’Ucraina e nuove sanzioni contro Mosca. E Bruxelles, terrorizzata dalla crisi energetica che sta esplodendo per la guerra in Iran, ha iniziato a fare pressioni pesanti su Kiev.
Questa è la realtà nuda e cruda del marzo 2026.
L’Europa che ha distrutto i gasdotti russi (Nord Stream fatto saltare in aria), che ha chiuso i rubinetti del gas via tubo più economico e stabile del pianeta, che ha costretto l’Italia a buttarsi sul GNL americano e del Golfo a prezzi triplicati… oggi striscia a chiedere proprio quel petrolio russo che fino a ieri chiamava “sangue sporco”.
E mentre l’Italia affonda – terminali di rigassificazione a rischio svuotamento, fabbriche energivore pronte a fermarsi, bollette che stanno per esplodere di nuovo – i burocrati di Bruxelles e i guerrafondai di Kiev continuano a giocare alla geopolitica con la vita delle nostre famiglie.
**L’ipocrisia è totale.**
Per anni ci hanno raccontato che il gas e il petrolio russo erano “armi di ricatto di Putin”.
Oggi, con Hormuz chiuso dai Pasdaran e il Qatar sotto attacco, improvvisamente quel petrolio russo diventa indispensabile per la sopravvivenza dell’Europa.
Per anni ci hanno imposto sanzioni che hanno distrutto la nostra industria.
Oggi quelle stesse sanzioni stanno per essere aggirate proprio da chi le aveva volute.
Per anni ci hanno detto che dipendere dalla Russia era pericoloso.
Oggi dipendiamo da rotte marine che passano per zone di guerra e stiamo pagando il prezzo più alto della storia.
E l’Italia? Sempre in prima linea a pagare.
Abbiamo rinunciato al gas russo via tubo a 15-25 €/MWh per dipendere da navi che oggi non possono più passare. Abbiamo permesso che Sigonella venisse usata come base per guerre che ci stanno distruggendo l’economia. Abbiamo seguito ciecamente la linea atlantista mentre i nostri alleati del Golfo (quelli che finanziano moschee radicali e barconi) ci vendevano energia a prezzo di ricatto.
Ora lo spettacolo è completo: l’Europa unita che implora Zelensky di far passare di nuovo il petrolio russo, mentre Zelensky rifiuta perché “troppo pericoloso” e intanto continua a ricevere miliardi di aiuti europei.
Questa non è più politica energetica.
Questa è follia suicida.
L’oligarchia di Bruxelles e i suoi servi a Roma hanno portato il continente sull’orlo del baratro. Hanno sacrificato la sovranità energetica dell’Italia sull’altare della guerra per procura in Ucraina e ora in Iran. Hanno distrutto decenni di relazioni stabili con la Russia per compiacere Washington e il Deep State.
Basta.
L’Italia deve pretendere una sola cosa: **energia sicura, abbondante e a basso costo**.
Che venga dalla Russia, dall’Algeria, dall’Azerbaigian o da dove serve. Senza ideologia. Senza guerre altrui. Senza ipocrisia.
**Riaprire immediatamente i gasdotti e gli oleodotti russi non è tradimento.**
È l’unico atto di buon senso e di sovranità nazionale rimasto.
Perché le bollette degli italiani, le fabbriche italiane e il futuro dei nostri figli non possono più essere ostaggi di questa guerra infinita voluta da chi non paga mai il conto.
L’Italia prima di tutto.
L’energia per gli italiani prima di tutto.
La verità prima di tutto.
E se l’UE e l’Ucraina vogliono continuare a giocare, che lo facciano senza di noi.
Noi vogliamo vivere, non morire di freddo e di bollette per guerre che non ci appartengono.


Bombardare sto handicappato di, zelensky fatelo a pezxi sto coglione cocainomane squagliatelo vivoaltro che katzi
Siete solo delle volgari puttane da suk arabo I nostri grandi leader di sta cippa di minkia