Buonista subisce furto da immigrati ma invoca più solidarietà – VIDEO
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**Buonisti masochisti a Milano: rubano la ruota della bici al “signore dell’inclusione” Demetrio Marta e lui, invece di arrabbiarsi, chiede più solidarietà – Perché per loro la sicurezza è solo “parola di destra”**
Milano, 4 marzo 2026 – È la fotografia perfetta dell’idiozia suicida che sta distruggendo la nostra città più importante. Nella Milano dell’accoglienza a tutti i costi, nella Milano arcobaleno, multietnica e “inclusiva” fino all’ultimo clandestino, hanno fregato la ruota della bicicletta proprio a **Demetrio Marta**, il santone dell’inclusione, il paladino dei migranti, il signore indiscusso del buonismo più masochista che la sinistra milanese abbia partorito.
E lui, invece di ammettere che forse qualcosa non funziona in questa città trasformata in un suk a cielo aperto, invece di riconoscere che la sicurezza non è un optional, cosa fa? Chiede **ancora più solidarietà**. Perché per lui e per tutti i suoi compagni di sventura la parola “sicurezza” è roba da destra, da fascisti, da razzisti. Rubano a lui, che li ha sempre difesi, e lui continua a difenderli. Roba da matti.
Ecco il post di Francesca Totolo che fotografa alla perfezione questo suicidio collettivo:
Nella Milano dell’accoglienza, a nostro signore dell’inclusione Demetrio Marta, hanno fregato la ruota della bicicletta.
Nonostante tutto, chiede più solidarietà perché la sicurezza è una parola di destra. pic.twitter.com/yM6edaDrPO
— Francesca Totolo (@fratotolo2) March 4, 2026
Questo è il livello. Questi sono i buonisti masochisti. Quelli che da anni aprono le porte a chiunque, che riempiono i quartieri di centri di accoglienza, che insultano chi chiede più controlli, più espulsioni, più ordine. E quando la violenza, il degrado e la microcriminalità – alimentati proprio dall’immigrazione incontrollata che loro hanno sempre sponsorizzato – colpiscono anche loro, invece di aprire gli occhi, raddoppiano la dose. “Più solidarietà!”. “Più accoglienza!”. “La sicurezza è di destra!”.
Demetrio Marta è solo l’ultimo esempio di una razza in via di estinzione ma ancora pericolosissima: il progressista che si fa male con le proprie mani e poi pretende che tutti gli altri continuino a subire lo stesso male. Rubano la ruota a lui? Colpa del “sistema”, della “povertà”, della “marginalità”. Non certo dell’invasione che lui ha sempre appoggiato. Aggrediscono un controllore sui mezzi pubblici? “Bisogna capire le difficoltà”. Spaccano una pensilina o molestano una donna? “Non generalizziamo”.
È masochismo puro. È odio verso se stessi e verso il proprio popolo travestito da virtù. Sono gli stessi che mentre Milano affoga tra bivacchi di clandestini, spaccio a cielo aperto, risse tra bande straniere e furti quotidiani, continuano a gridare “Milano accogliente” come un mantra. E quando la realtà li prende a schiaffi – letteralmente – invece di dire “basta, abbiamo sbagliato”, chiedono di accelerare la catastrofe.
Basta.
Questi buonisti masochisti non sono solo ridicoli: sono complici oggettivi del disastro.
Sono loro che hanno reso Milano insicura.
Sono loro che hanno insegnato ai clandestini che in Italia si può fare tutto, rubare tutto, aggredire tutti, perché tanto ci sarà sempre un Demetrio Marta pronto a giustificarli e a chiedere “più solidarietà”.
La ruota della bici rubata a Marta è solo un simbolo.
Il simbolo di una città – e di un Paese – che sta pagando a caro prezzo la follia di chi ha aperto le porte senza regole e senza cervello.
Ora basta con la solidarietà a senso unico.
Ora basta con il buonismo che uccide.
Ora basta con chi chiama “destra” la semplice pretesa di vivere sicuri nella propria città.
Milano – e l’Italia intera – non può più permettersi questi signori dell’inclusione.
O li fermiamo noi, o saranno loro a finire sotto le ruote della realtà che hanno contribuito a creare.
E a quel punto, nemmeno la ruota della bicicletta gliela restituiranno più.


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