**Iran colpisce nave militare americana nell’Oceano Indiano
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**Iran colpisce un destroyer americano nell’Oceano Indiano e annuncia: “Abbiamo bombardato il Quartier Generale israeliano in 3 fasi”. La rappresaglia è iniziata e l’oligarchia occidentale sta perdendo il controllo**
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**Teheran / Washington / Roma, 4 marzo 2026** – L’escalation è appena entrata in una nuova fase. E questa volta l’Iran ha colpito duro, molto duro.
L’IRGC (Guardie della Rivoluzione) ha annunciato ufficialmente di aver **colpito con missili balistici Ghadr-380 e da crociera Talaieh un destroyer americano** nell’Oceano Indiano, a oltre 600 km dalle coste iraniane. Il bersaglio era impegnato nel rifornimento da una petroliera USA quando è stato centrato. Fonti iraniane parlano di “incendi diffusi” a bordo di entrambe le navi.
Contemporaneamente, un **Consigliere del Comandante in Capo dell’IRGC** ha dichiarato testualmente:
**«L’Iran ha bombardato il Quartier Generale dello Stato Maggiore dell’esercito israeliano in 3 fasi.»**
Si riferisce al complesso Kirya di Tel Aviv, il cuore del comando militare israeliano. L’annuncio è stato dato oggi e sta circolando nonostante la censura pesante sui media occidentali.
### La realtà sul campo
L’Iran non sta più solo rispondendo. Sta portando la guerra in mare aperto e sta rivendicando colpi diretti contro i simboli del potere nemico.
Mentre gli Stati Uniti annunciano di aver affondato navi iraniane (tra cui la fregata IRIS Dena con un siluro), Teheran risponde con attacchi a distanza record contro asset americani e israeliani.
Questo è esattamente ciò che l’oligarchia atlantista non aveva previsto: un Iran capace di proiettare potenza oltre i 600 km e di colpire i centri nevralgici israeliani nonostante i raid continui su Teheran.
### E l’Italia? Sempre più ostaggio di una guerra suicida
Mentre l’Iran colpisce navi americane nell’Oceano Indiano e rivendica di aver bombardato il cuore del comando israeliano, noi italiani paghiamo il conto più salato:
– Lo Stretto di Hormuz chiuso di fatto
– Gas TTF oltre 61 €/MWh
– Crisi dell’alluminio già esplosa
– Blackout in Iraq a causa del taglio del gas iraniano
– Sigonella usata come base per i raid che hanno scatenato tutto questo
Abbiamo chiuso i gasdotti russi (energia stabile a 15-25 €/MWh) per dipendere dal Golfo che oggi è un campo di battaglia. Abbiamo permesso che le nostre basi venissero usate per attaccare un Paese che non ci aveva mai aggredito. Ora la guerra si allarga al mare aperto e noi rischiamo di restare senza energia, senza industria e senza futuro.
L’oligarchia occidentale (Washington, Tel Aviv, Bruxelles) ha deciso di aprire questo vaso di Pandora.
Non per difendere l’Italia o l’Europa.
Non per fermare l’islamizzazione (anzi, la favorisce importando odio).
Ma solo per mantenere il controllo geopolitico e gli affari del complesso militare-industriale.
### Basta con questa follia
Ogni missile iraniano che colpisce una nave americana o il comando israeliano è la dimostrazione che questa guerra non si vince con i bombardamenti. Si prolunga. Si allarga. E noi europei paghiamo il prezzo in bollette, chiusure di fabbriche e instabilità.
L’Italia non ha nessun interesse strategico in questa carneficina.
Non abbiamo interesse a destabilizzare ulteriormente il Golfo.
Non abbiamo interesse a trasformare il Mediterraneo in una zona di guerra per procura.
**Riaprire immediatamente i gasdotti russi** non è tradimento.
È l’unico atto di intelligenza e sovranità rimasto.
L’oligarchia ci sta portando alla rovina.
L’Iran sta dimostrando che può rispondere.
E gli italiani continuano a subire le conseguenze di scelte che non hanno mai votato.
**L’Italia prima di tutto.**
La pace prima di tutto.
L’energia per gli italiani prima di tutto.
Prima che il prossimo colpo arrivi ancora più vicino a noi.


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