L’ayatollah Cecchettin contro Sal Da Vinci: ‘Canzone maschilistia’

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By V marzo 4, 2026 12:22

L’ayatollah Cecchettin contro Sal Da Vinci: ‘Canzone maschilistia’

**Gino Cecchettin, il nuovo inquisitore del patriarcato: attacca Sal Da Vinci e poi fa la morale sull’amore? “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”.**

Ma dai, Gino. Sul serio?

Appena uscito dal palco dell’Ariston come ospite d’onore a Sanremo 2026, eccolo lì che parte con la predica: strigliata a Carlo Conti per una battuta, dubbi sui testi “tossici” e bordata diretta contro “Per sempre sì” di Sal Da Vinci. «Gli stereotipi portano a un’idea di amore come possesso». «Così non funziona». Il ddl stupri, i maschi violenti, il patriarcato che uccide. Il solito copione.

Proprio tu, Gino. Proprio la canzone che ha vinto il Festival, quella che parla di amore vero, di “per sempre”, di famiglia, di quelle cose che una volta si chiamavano valori e oggi fanno venire l’orticaria a te e ai tuoi amici radical-chic.

E mentre il popolo italiano incoronava Sal, tu facevi il Torquemada da salotto: «non funziona così». Funziona come, Gino? Come la tua tournée mediatica infinita sulla violenza maschile? Come trasformare il dolore di tua figlia in un business di libri, interviste, convegni e lezioni di educazione sentimentale a tutti gli uomini d’Italia?

Francesca Totolo lo ha scritto chiaro e tondo, e con la foto dell’articolo che ti ritrae mentre fai la morale a tutti:

Centro perfetto. Perché prima di salire in cattedra a spiegare come si ama, come si educa, come si combatte il “possesso”, forse dovresti guardarti allo specchio. Invece di pontificare sui testi delle canzoni napoletane, magari chiediti perché tanti padri italiani – quelli normali, non quelli che fanno carriera sulla tragedia – hanno visto i segnali di una relazione malata e hanno agito, mentre tu… be’, la storia la sappiamo tutti.

Hai trasformato una famiglia distrutta in un pulpito permanente contro “gli stereotipi”. Hai generalizzato, hai accusato un intero genere, hai fatto di ogni maschio italiano un potenziale assassino. E ora ti permetti di bocciare l’amore romantico di Sal Da Vinci perché “troppo tradizionale”?

No, Gino. Non funziona così.

Il popolo ha scelto Sal. Ha scelto l’abbraccio di Lollobrigida al figlio. Ha scelto l’Italia che non chiede scusa per amare, per sposarsi, per dire “per sempre”. E tu puoi continuare a fare il predicatore, a invocare ddl, a piangere in tv. Ma il popolo ha già risposto: con i voti, con gli ascolti, con le risate.

“Chi è senza peccato…” appunto.

E noi ridiamo, Francesca. Ridiamo perché è sempre la stessa storia: chi ha trasformato il lutto in ideologia ora vuole insegnare agli altri come si vive.

Forza Sal. Forza l’Italia normale. E Gino… torna a casa, invece di strigliare tutti.

L’ayatollah Cecchettin contro Sal Da Vinci: ‘Canzone maschilistia’ ultima modifica: 2026-03-04T12:22:20+00:00 da V
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By V marzo 4, 2026 12:22
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1 Comment

  1. Steobaldo marzo 4, 12:51

    …ma dai…basta guardarlo in faccia…chi? Sal da Vinci? Carlo Conti? Gino Cecchettin? Mario Rossi? Paolo Bianchi? Turiddo Brambilla?….ovvia che la risposta è facile…

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