L’ISLAM STA SCALANDO IL PARTITO DI MELONI IN VENETO

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By V marzo 4, 2026 17:26

L’ISLAM STA SCALANDO IL PARTITO DI MELONI IN VENETO

**L’ISLAMIZZAZIONE SILENZIOSA HA GIÀ CONQUISTATO IL CUORE DI FRATELLI D’ITALIA: IL SENATORE RAFFAELE SPERANZON, SPOSATO CON UNA MUSULMANA MAROCCHINA E PROTAGONISTA DELL’ARRUOLAMENTO DI UN PORTAVOCE BENGALESE, STA APRIRE LE PORTE DELL’INVASIONE AL PARTITO DI MELONI. IL VENETO È IL LABORATORIO DELLA RESA TOTALE.**

Mentre l’Italia affonda sotto l’ennesima ondata di immigrazione islamica incontrollata – barconi, richieste di moschee, halal nelle scuole, sharia soft nelle periferie – il pericolo più grave non arriva più solo dalle coste. Il vero attacco mortale arriva dall’interno: dai palazzi del potere, dai partiti che dovrebbero difendere l’identità cristiana e nazionale. E il caso del senatore **Raffaele Speranzon**, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Veneto e commissario provinciale a Venezia (incarico assegnatogli da Giorgia Meloni in persona a febbraio 2026 dopo le dimissioni di Luca De Carlo), è la prova lampante che l’islamizzazione ha già vinto anche nel centrodestra.

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Tutto parte dalla vita privata di Speranzon, nato a Venezia nel 1971, ex Fronte della Gioventù, passato da Alleanza Nazionale al PdL fino a diventare vicepresidente vicario al Senato e membro della Commissione Vigilanza Rai. L’uomo che oggi guida il partito meloniano in una delle regioni più esposte all’invasione – il Veneto, storica roccaforte della resistenza leghista – è **sposato da anni con Kathy (Kadija)**, italiana di origini marocchine di fede musulmana. I suoceri sono musulmani praticanti. La coppia ha due figlie, Sofia e Vittoria, cresciute in questo contesto familiare misto. La notizia non è un pettegolezzo: Dagospia e diversi media l’avevano già sbattuta in prima pagina anni fa, definendo Kathy «bellissima ragazza musulmana». Ma oggi, con Speranzon ai vertici di FdI, quel matrimonio misto non è più un fatto privato: è diventato un meccanismo di influenza diretta sull’intero partito alla luce di questa notizia:

L’ISLAMICO DI FDI PRESENTA LA PIÙ GRANDE MOSCHEA D’EUROPA A VENEZIA – VIDEO

Perché quando un senatore di Fratelli d’Italia – il partito che ha costruito la sua fortuna elettorale sulla difesa dei confini, sulla lotta all’immigrazione clandestina e sulla tutela dell’identità cristiana – ha suoceri musulmani e una moglie di origini marocchine, ogni critica vera all’islamizzazione diventa tabù. Non si può più parlare di incompatibilità culturale senza colpire la famiglia del proprio coordinatore regionale. Questo è il genio diabolico dell’islamizzazione: non serve più conquistare con la forza quando si può entrare nei salotti buoni della politica attraverso matrimoni “d’amore”, parentele e silenzi complici.

Sempre Speranzon, nella sua veste di commissario provinciale a Venezia, ha personalmente arruolato nel direttivo del circolo FdI Mestre-Carpenedo **Prince Howlader**, classe 1993, portavoce ufficiale della comunità bengalese di Mestre (10-15 mila persone, quasi tutte musulmane). Howlader è entrato nel partito a marzo 2025 e Speranzon lo ha voluto nel direttivo. Le dichiarazioni ufficiali, riportate dal Corriere del Veneto, da Open e dal Giornale, sono agghiaccianti per chi ancora credeva nel “prima gli italiani”:

Howlader dichiara: «Raffaele lo conosco da un po’ di tempo e abbiamo tantissimi valori in comune: sicurezza, famiglia, lavoro».
Speranzon ricambia: «Gli immigrati vanno assimilati altrimenti tendono a radicalizzarsi… e in questo caso parliamo di una comunità attenta a certi valori».

Quali valori? Quelli della comunità bengalese che in Bangladesh applaude la sharia e che in Italia pretende con forza una **mega-moschea da 15 milioni di euro e 1.500 posti preghiera** nel cuore della terraferma veneziana? Howlader è in prima linea: «Ci serve la moschea, rispettiamo la legge». E Speranzon? Commenta serafico: «È evidente che c’è una comunità che legittimamente cerca un luogo di culto». Legittimamente? Dopo anni di risse tra fazioni bengalesi importate, dopo faide violente esportate dal Bangladesh, dopo richieste sempre più arroganti di scuole coraniche e spazi halal?

Questo è il meccanismo perfetto, devastante, irreversibile dell’islamizzazione dall’interno. Prima i matrimoni misti (Speranzon docet), che islamizzano le famiglie italiane e rendono intoccabili le critiche. Poi i “buoni immigrati” che vengono cooptati nei partiti di destra, nei direttivi, nei circoli. Poi le moschee, le richieste di sempre più potere, le scuole coraniche. E alla fine la sottomissione culturale completa. Fratelli d’Italia, lo stesso partito che prometteva muri, rimpatri e difesa della civiltà cristiana, oggi in Veneto è guidato da un senatore con legami familiari diretti con l’Islam e che arruola il portavoce di una comunità musulmana radicalizzata.

Non è un caso isolato. È il segnale di un processo che sta divorando il centrodestra dall’interno. Mentre la Lega tenta di tenere la linea dura, FdI a Venezia e Mestre spalanca le porte. E Giorgia Meloni? Silenzio assordante. Ha scelto lei Speranzon per guidare il Veneto. Lascerà che il suo partito diventi il cavallo di Troia dell’islamizzazione? Permetterà che un senatore con moglie e suoceri musulmani e con bengalesi pro-moschea nei direttivi continui a rappresentare la “destra italiana”?

L’Italia sta pagando il conto più alto della sua storia. L’islamizzazione non è più una teoria: è una realtà che entra dalla porta principale dei palazzi romani e veneziani. Raffaele Speranzon, con la sua famiglia musulmana e i suoi nuovi “compagni” bengalesi, ne è oggi l’esempio più chiaro, più preoccupante e più pericoloso. Se nemmeno Fratelli d’Italia resiste, chi difenderà più l’Italia? Il tempo stringe. L’allarme è rosso sangue. E chi tace è complice.

L’ISLAM STA SCALANDO IL PARTITO DI MELONI IN VENETO ultima modifica: 2026-03-04T17:26:21+00:00 da V
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