Strada chiusa un mese per celebrare il Ramadan a Bologna

V
By V marzo 5, 2026 23:05

Strada chiusa un mese per celebrare il Ramadan a Bologna

**Bazzano: la Provinciale Est 8 sequestrata per il Ramadan – quando l’Italia si arrende e trasforma le sue strade in moschee a cielo aperto. È ora di azzerare l’immigrazione regolare dai paesi islamici**

Bazzano, nel Bolognese. Una sera qualsiasi di questo marzo 2026. Le luci dei lampioni illuminano una strada deserta, transenne, auto messe di traverso, uomini con pettorina gialla che bloccano il passaggio. Non è un incidente, non è un’allerta meteo, non è un cantiere. È il Ramadan. E per consentire ai fedeli musulmani di rompere il digiuno al Centro Culturale Islamico di via Provinciale Est 8, il Comune di Valsamoggia ha deciso di consegnare un pezzo d’Italia agli islamici. Dall’inizio del mese sacro – guarda caso proprio il giorno delle Ceneri, il 18 febbraio – fino al 20 marzo, ogni sera dalle 19.45 alle 22.45 la Provinciale Est 8 diventa zona off-limits per auto, pedoni e vita normale. Solo mezzi di emergenza e quelli degli organizzatori religiosi possono passare. Gli italiani? Si arrangino.

Questa non è un’esagerazione. È la realtà documentata dall’ordinanza comunale numero 59 del 12 febbraio 2026. Un atto ufficiale con cui un’amministrazione di sinistra – quella solita solerzia progressista che ormai governa troppe città emiliane – abdica al suo dovere primario: tutelare i cittadini italiani. Delega addirittura la vigilanza non ai Carabinieri o alla Polizia Locale, ma ai privati dell’Associazione Islamica Valsamoggia. Pettorine gialle, transenne, discussioni umilianti. I residenti esasperati lo raccontano senza filtri al Resto del Carlino: «Per rientrare a casa devo fare lunghe litigate con gli addetti alla sicurezza che, con la pettorina gialla, non fanno passare nessuno, mettendo le auto di traverso o erigendo le transenne». Litigate. In Italia. Per tornare nella propria abitazione.

E non è la prima volta. Lo denuncia Luigi Gandolfi, consigliere comunale di Insieme per il Cambiamento: già l’anno scorso la strada veniva di fatto bloccata, ma senza ordinanza scritta. Il Comune aveva minimizzato, fatto controlli prima delle 19.15 (quando i vigili smontano) e dichiarato tutto regolare. Quest’anno hanno regolarizzato l’illegalità. Hanno messo nero su bianco la resa. Perché? Per gestire «l’incremento del flusso di persone e veicoli verso il Centro Culturale Islamico». Almeno 5.000 musulmani ogni sera: da Valsamoggia, dai Comuni vicini, persino dal Modenese. Famiglie intere, bambini, auto da ogni dove. Una piccola Mecca padana che si prende la strada pubblica.

VERIFICA NOTIZIA


Il Comune, nella sua nota ufficiale, cerca di sminuire: «Il divieto di sosta riguarda una zona industriale e in orari in cui le aziende sono chiuse. Non interviene sulla strada con cui si accede alle proprietà private». Bella consolazione. Gli italiani che abitano lì, che lavorano lì, che pagano tasse lì, devono fare giri assurdi, litigare con steward islamici, subire ritardi e umiliazioni. Il messaggio arriva forte e chiaro comunque: la vostra vita normale conta meno del Ramadan. La vostra sovranità territoriale è negoziabile. La vostra identità viene dopo.

E mentre la Quaresima cristiana inizia nel silenzio, senza cortei, senza strade chiuse, senza pettorine gialle a bloccare i fedeli, il Ramadan diventa padrone assoluto. A Bazzano la città si inchina. A Firenze la sinistra fa lo stesso: auguri sperticati al Ramadan dal Pd, silenzio tombale sulla Quaresima. Il capogruppo della Lega Guglielmo Mossuto lo ha denunciato senza mezzi termini: la sinistra punta ai voti islamici, dimentica i fiorentini di fede cattolica, cancella le tradizioni millenarie per non “urtare sensibilità altrui”. È lo stesso copione. Bologna, Firenze, Bazzano: l’Emilia-Romagna progressista è laboratorio dell’islamizzazione. Yassine Lafram, presidente della Comunità Islamica di Bologna e voce dell’UCOII, parla di «festa di pace e serenità». Pace per chi? Serenità per chi litiga con le transenne?

Questo è il punto. Non è un episodio isolato. È la prova vivente del fallimento totale del modello di integrazione sbandierato dalla sinistra. Non siamo noi che dobbiamo integrare loro. Sono loro che ci impongono le loro regole. Non si adattano: colonizzano. Creano enclave dove la legge italiana è sospesa e quella coranica di fatto prevale. Centri islamici che attirano migliaia di fedeli diventano hub di potere territoriale. Oggi una strada, domani un quartiere, dopodomani una città. E le amministrazioni di sinistra, in cambio di voti e di buonismo da salotto, consegnano le chiavi.

Guardate i numeri, anche se la sinistra li nasconde. In Italia i musulmani superano i 2,5 milioni, in gran parte arrivati attraverso immigrazione regolare da Marocco, Pakistan, Bangladesh, Tunisia, Albania e altri paesi islamici. Ricongiungimenti familiari, permessi di soggiorno, visti di studio, flussi umanitari trasformati in catene migratorie infinite. Ogni anno decine di migliaia di nuovi ingressi legali che alimentano queste comunità parallele. Risultato? Moschee non autorizzate che spuntano ovunque, richieste di orari di preghiera nelle scuole, menù halal imposti nelle mense, strade chiuse per il Ramadan. E mentre i centri islamici si moltiplicano in Emilia-Romagna – la regione più “accogliente” d’Italia – gli italiani si sentono stranieri in casa propria.

Bazzano è solo la punta dell’iceberg. Ma è la più eclatante perché è pubblica, ufficiale, scritta in un’ordinanza comunale. Lo Stato non controlla più il territorio: lo cede. La Polizia Municipale abdica a favore di steward privati islamici. La sovranità nazionale si piega al calendario lunare di Maometto. E tutto questo mentre l’Europa intera brucia di tensioni: banlieue francesi in fiamme, Svezia con no-go zone, Germania con criminalità importata, Inghilterra con sharia patrols. L’Italia sta facendo lo stesso percorso, solo più lentamente. Ma la direzione è identica.

Basta ipocrisia. Basta con il mantra “l’Islam è pace” mentre le nostre strade vengono sequestrate. Basta con l’accoglienza indiscriminata che si trasforma in occupazione. È arrivato il momento di dire basta una volta per tutte. Non basta fermare gli sbarchi. Non basta contrastare l’immigrazione irregolare. Serve l’azzeramento totale dell’immigrazione regolare dai paesi islamici. Stop immediato a ricongiungimenti familiari, a permessi di soggiorno per motivi religiosi o umanitari, a visti turistici, di studio e di lavoro da nazioni a maggioranza musulmana. Chi è già qui e rispetta le nostre leggi può restare, ma senza più catene migratorie. Chi non si integra – chi pretende strade chiuse, chi impone la sharia di fatto – deve essere rimpatriato.

L’Italia non è una terra di conquista. Non è una provincia dell’Umma. È la patria degli italiani, della loro storia, della loro fede millenaria, delle loro tradizioni. La Provinciale Est 8 di Bazzano non può diventare la regola. Deve diventare il simbolo del risveglio. Prima che sia troppo tardi. Prima che altre strade, altri quartieri, altre città cadano sotto il controllo islamico.

Cittadini italiani, non accettate più questo scempio. Pretendete dalle istituzioni ciò che è ovvio: l’azzeramento dell’immigrazione regolare dai paesi islamici. Solo così fermeremo l’islamizzazione. Solo così riprenderemo le nostre strade. Solo così salveremo l’Italia.

Strada chiusa un mese per celebrare il Ramadan a Bologna ultima modifica: 2026-03-05T23:05:10+00:00 da V
V
By V marzo 5, 2026 23:05
Write a comment

No Comments

No Comments Yet!

Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.

Write a comment
View comments

Write a comment

Your e-mail address will not be published.
Required fields are marked*

Immagini a presentazione articoli sono illustrative a meno di specifico termine 'FOTO'

Categorie